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De Gasperi è identità e merito per tutti i Comuni del Trentino
Scritto da Paolo Magagnotti   
Martedì 10 Settembre 2013 23:13

La recente decisione della Giunta del Comune di Pelugo di modificare la toponomastica è un atto formalmente legittimo e come tale va rispettato. Nulla toglie evidentemente a chiunque di esprimere riserve e osservazioni in merito al metodo ed alla sostanza dell’atto. Nelle motivazioni della deliberazione si richiamano opportunamente vari elementi e fattori che suggeriscono scelte di nomi di strade e piazze. Due considerazioni mi siano permesse. La prima riguarda il mancato, anche se giuridicamente non dovuto, coinvolgimento del Consiglio comunale e della popolazione. La seconda concerne la cancellazione del nome di Alcide De Gasperi per sostituirlo con altro nome.

Se, come giustamente si sottolinea nella deliberazione, la toponomastica “costituisce anche un modo di trasmettere nel tempo la memoria storica e le tradizioni di una Comunità…”,  risulta quanto meno limitativo il fatto che sia solo la Giunta comunale ad interpretare le sensibilità della comunità locale in merito a decisioni destinate a segnare e caratterizzare nel tempo luoghi giornalmente frequentati dai cittadini del posto. Se, come è, il Comune rappresenta cellula della democrazia e dell’autonomia, di fronte a siffatta decisione, sul solco della tradizione della partecipazione e dello spirito autonomistico che caratterizza la storia delle Giudicarie, della Rendena e dell’intero Trentino, dalle vicinie alle carte di regola e giù lungo il tempo, saggezza e prudenza, oltre che buon senso, dovevano consigliare un importante coinvolgimento consultivo quanto meno del Consiglio comunale; meglio sarebbe stato interessare anche la popolazione. Se una volta per trattare questioni della comunità locale ci si riuniva sul sagrato della Chiesa, ora i sistemi di comunicazione consentono una facile informazione con conseguente coinvolgimento comunitario.

Alla fine la decisione spetta evidentemente agli organi competenti, in questo caso la Giunta comunale.

Ciò non significa evidentemente consultazione a ogni occasione. Una persona che si candida per essere eletta in un’istituzione presenta agli elettori le proprie idee e proposte e se dopo essere stata chiara su ciò che pensa e intende fare viene eletta deve agire di conseguenza. Personalmente non credo ai politici e amministratori “notai” o “cancellieri”. Chi guida una comunità con ruolo pubblico non è un commerciante che deve accontentare tutti i clienti. Vi sono tuttavia situazioni in cui le consultazioni per sollecitare la partecipazione sono quanto mai opportune. E’ il caso della toponomastica.

Mi sia poi consentito di non capire la cancellazione del nome di un personaggio trentino che è entrato nella storia come autore della ricostruzione dell’Italia distrutta dalla Seconda Guerra mondiale e padre dell’Unione Europea. Quel De Gasperi che, superando non poche resistenze e difficoltà e subendo oltraggi ha creato le condizioni affinché anche il Trentino, unitamente al Sudtirolo, avesse un’autonomia speciale. Un’autonomia che non deve essere vista solo come architettura istituzionale, ma sistema politico-istituzionale e sociale di cui hanno beneficiato e beneficiano grandemente tutti i Comuni del Trentino, compreso Pelugo. Se, come recita la deliberazione in oggetto, nelle decisioni sulla toponomastica si tengono presenti anche “personaggi che hanno acquisito particolari benemerenze e inciso profondamente sulla vita della Comunità” non si capisce che valutazioni siano state fatte su De Gasperi per cancellarlo.

Sarebbe fuorviante, miope e fortemente ingeneroso vedere nel padre italiano dell’Unione Europea solo il fondatore della DC e come tale uomo di parte.

Alcide De Gasperi, di cui oggi in un’Italia politicamente sgangherata e al margine della deriva si richiamano ideali, valori morali e visioni per guidarci verso vie più sicure in un mondo pieno di incertezze,  è parte integrante e nobile dell’identità trentina. Ritengo che ogni Comune trentino avrebbe motivo di dedicargli una strada od edificio pubblico. Tutto ciò senza nulla togliere ai benemeriti Kaiserjäger, per i quali si poteva trovare altra soluzione, senza scalzare un trentino che le enciclopedie di tutto il mondo ricordano fra i Grandi del XX secolo.