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La Comunità cerca uno sviluppo compatibile
Scritto da Ettore Zini   
Giovedì 11 Luglio 2013 21:05

C’è un sì convinto all’ampliamento delle aree sciabili da parte del Tavolo Territoriale della Comunità delle Giudicarie. Lo ha ribadito la presidente Patrizia Ballardini nella pre-assemblea del 19 giugno, convocata in vista dell’approvazione del documento preliminare del Ptc, in programma per il 9 luglio. Data in cui, nonostante il parere contrario di Italia Nostra,  alcune perplessità sollevate dal Parco Adamello Brenta e i freni palesati all’interno del Pd, per l’ampliamento di alcune aree, l’esecutivo della Comunità si dice fermamente convinto della necessità di puntare in futuro, per lo sviluppo economico  della Valle. “Il turismo locale – dice la presidente della Comunità ricalcando in tutto e per tutto il documento preliminare adottato dalla Giunta – è ancora un fattore di traino della nostra economia.

Le piste da sci il motivo della vacanza invernale. Per cui, non bisogna chiudere la porta a possibili futuri ampliamenti delle aree esistenti”. Nessun nulla osta alla realizzazione di nuovi impianti, specifica la presidente Ballardini. Ma l’adesione alla proposta della Giunta di inserire nel Piano Territoriale di Comunità la possibilità di ampliamento delle aree sciabili, a fini competitivi della proposta sciistica.

L’accordo di programma vero e proprio sarà sancito nella prossima assemblea dei 99 delegati della Comunità di Valle, in programma martedì 9 luglio. Ma il solco è tracciato. La Giunta della Comunità delle Giudicarie è fermamente convinta che, il futuro delle sue località montane, sia lo sci di discesa. E quindi, l’allargamento delle aree da adibire a questa pratica sportiva. La decisione – dice l’esecutivo di Tione – è stata presa con il sostegno dei rappresentanti delle società funiviarie di Campiglio e Pinzolo, dei sindaci della Rendena e del Chiese, degli ingegneri, di artigiani, industriali e albergatori. Nonché con il sostegno del Bim del Chiese e del comune di Bolbeno. Tutti si sono detti certi che quella è la via da seguire. Sottoscrivendo in toto gli ampliamenti dalla Busa di Tione all’area di Serodoli, in pieno Parco Adamello-Brenta. L’elenco comprende: l’impianto di Bolbeno, la pista di Malga Cioca  a Pinzolo, una micro estensione dell’area sciabile di Plaza, un ampliamento del collegamento Pinzolo-Campiglio con la previsione di una pista da Colarin a Plaza. E, il più discusso, un intervento nell’aera di Serodoli, per incrementare l’attrattività della ski area, con l’arrivo a quasi 2.780 metri di quota. Nuove ipotetiche piste che, manco a dirlo, hanno ottenuto il niet di Italia Nostra, con l’architetto Tofolon che “frena, e invita ad ulteriori riflessioni”, e un’ala ecologista del PD, intenzionata a dare battaglia su un ampliamento che si prevede “fortemente penalizzante per uno degli ambiti ambientali di maggior pregio di tutto il Parco Adamello Brenta”. “Uno spazio, sul versante di Nambino, di grande interesse ambientale e paesaggistico, e con sicuri  elementi di criticità, dice la relazione del Pnab, per cui sono necessari attenti riscontri di compatibilità”.

Teoria in totale contrasto con i rappresentanti dello sci locale Marcello Andreolli e Roberto Serafini, rispettivamente presidenti delle funivie di Campiglio e Pinzolo, che riassumono in cifre le motivazioni del loro assenso. “Trecento dipendenti con un monte salari di 11,5 milioni di euro; 30 milioni di fatturato diretto; 300 milioni generato; 560 mila presenze di cui, per il 2012, il 40% estere; 2.500 persone impiegate nel ricettivo e 5.000 nell’indotto. Un comparto che pesa sul Pil della Rendena per il 50%; e del 30% in Giudicarie”. Argomenti ribaditi anche in un apposito riquadro contenuto nel capitolo dedicato alla perimetrazione delle aree sciabili del Piano territoriale della Comunità: 300 mila arrivi in un anno, 1.400.000 mila giornate di vacanza, Pil generato dal turismo 25% (più del doppio di quello nazionale all’11%), 50 milioni di fatturato per le Funivie, 500 milioni di indotto alberghiero, una rilevante presenza di fruitori stranieri (il 50% delle presenze nel 2012, contro l’8% di tre anni fa).  “La riperimetrazione delle aree sciabili – sostiene la presidente Ballardini – è una delle competenze esplicitamente attribuite alle Comunità. E, anche alla luce dell’analisi economica condotta dall’Università di Trento, non possiamo precluderci a priori la possibilità di ampliamenti futuri che possono rivelarsi strategici, per l’economia del territorio”. Un’analisi che, dal punto di vista economico, non fanno una grinza. Dati inconfutabili di un turismo completamente diverso di quello che affollava Campiglio e Pinzolo, solo una decina di anni or sono. Ora si punta tutto sul turismo che arriva in aereo, fatto, per lo più, di una clientela internazionale che parla lingue diverse. E, che soprattutto, non bada a spese. Lasciando, negli alberghi e nei negozi della località, banconote di grosso taglio. Un turismo che ha altre esigenze. Che predilige caroselli sciistici di ampie dimensioni, che prenota con largo anticipo nelle agenzie di tour operator. Che ha esigenze completamente diverse dalla clientela tipo che, in passato, ha fatto di Campiglio e Pinzolo due perle dell’offerta turistica trentina. A questa visione, prettamente commerciale, sponsorizzata soprattutto da albergatori e impiantisti (“il partito delle piste”), fa però da contralto una sparuta rappresentanza di delegati (soprattutto del PD) che invitano alla maggior attenzione alla preservazione delle bellezze ambientali della zona. “Sviluppo sì - si dice - ma senza intaccare aree di particolare pregio, come la conca di Serodoli”. A capo c’è Ilaria Pedrini, capogruppo del Partito Democratico, in seno all’assemblea della Comunità. Ha sfidato le ire dei maggiorenti del partito. E – a dispetto di chi vorrebbe arrivare in assemblea con un sì condiviso – promette battaglia nell’assemblea dei prossimi giorni.