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Cooperando: “La persona” al centro dell’accordo tra Cooperazione Salute e le Terme di Comano
Scritto da Alberto Carli   
Lunedì 06 Maggio 2013 07:42

Il Rapporto Italia 2013, risultato di una indagine condotta dall’Eurispes (Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali fondato nel 1982) sembra un bollettino di guerra. Secondo l’indagine nel 2012, 7 italiani su 10 (70%) hanno visto peggiorare la situazione economica personale (per il 40,2% di molto, per il 33,3% in parte). Sono davvero pochi coloro che hanno visto la propria situazione migliorare, appena il  4,8% (lievemente 3,9%, e molto 0,9%). Il Presidente dell’Istituto Prof. Gian Maria Fara, commentando i risultati dell’indagine parla di un Paese completamente ripiegato sul suo presente e della tendenza, che può essere ricondotta alla politica, all’economia e anche alla gestione famigliare, di operare affidandosi al giorno per giorno. 

Un Paese, continua Fara, prigioniero del suo presente e il dove il “presentismo” è diventato la nostra filosofia di vita. Molti pensavano che  la crisi altro non fosse che una condizione passeggera invece siamo di fronte ad un doloroso e veloce declino che non è più una tesi, ma un dato di fatto. Oggi, non possiamo più sottrarci ormai a condividere il fatto che  il Paese è al centro di una crisi insieme politica, economica e sociale, costretto a fare i conti con le proprie contraddizioni e con i propri ritardi. Un declino quindi attualmente in corso che potrebbe continuare o in alternativa che potrebbe fermarsi. Se valutiamo gli strumenti a nostra disposizione possiamo e dobbiamo propendere per la seconda ipotesi. Le risorse umane, culturali ed anche economiche, non mancano, soprattutto nel nostro Trentino. La capacità di riqualificare la spesa (più che tagliare) è una pratica che deve iniziare a trovare spazio nelle Istituzioni pubbliche come nel privato per consentire l’innescarsi di nuove modalità di gestione  e di investimento che possono ricondurre a un risparmio economico da un lato ma al contempo rispondere alla crescente domanda di aiuto da parte delle persone. Si impone quindi la necessità di individuare strumenti e modalità nuovi, che consentano di attivare azioni efficaci ed efficienti a tutti i livelli a sostegno delle politiche del lavoro e sociali, dall’istruzione alla sanità senza perdere di vista gli imprenditori, i professionisti e tutte le categorie economiche che soffrono della scarsità di domanda e della congestione burocratica e fiscale del nostro sistema. Certo è, che viviamo in un tempo dove abbiamo la responsabilità politica e civile di rimettere al centro del nostro agire le esigenze delle persone e dove serve passare dalla “lista dei buoni propositi” alle azioni concrete attraverso formule che riescano a perseguire la crescita del territorio, il benessere delle persone che ci vivono e la promozione di nuovi servizi. La convenzione stipulata tra Cooperazione Salute e le Terme di Comano va in questa direzione. Un esempio di buone pratiche che poggia su una formula molto semplice ma al contempo chiara, efficace e disponibile da subito; Quella di fornire ai soci della Mutua, ad oggi 40.000 persone, tutti i servizi specialistici erogati dalle Terme a prezzi scontati. Un complesso quello delle Terme di Comano aperto a tutti, giudicariesi in primis dove è possibile trovare un servizio di altissimo livello essendo oggi una stazione termale  riferimento Europeo nel settore dei servizi sanitari e di benessere in ambito dermatologico (tra le prime 3 Terme a livello europeo). Cooperazione Salute si distingue nel realizzare l’assistenza sanitaria complementare e integrativa del servizio sanitario nazionale,   garantendo in modo solidale la tutela della salute dei soci nell’ambito della sanità integrativa,  senza scopo di lucro e con  finalità esclusivamente assistenziali. Enti e Istituzioni anche private, possono trovare nuove opportunità applicando formule innovative, non alternative ma complementari all’azione della pubblica amministrazione, concentrando lo sforzo dentro una visione di lungo termine , avviando azioni il cui obiettivo sia avere la persona al centro. Condividere  valori e principi, avere una predisposizione all’apertura e alla collaborazione, che significa anche fiducia,  in una logica di  rete  e  nel reciproco interesse possono consentire una inversione di tendenza.