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Per l’ospedale c’è un ridimensionamento all’orizzonte
Scritto da Administrator   
Lunedì 11 Febbraio 2013 13:00

Finalmente la Comunità di Valle e Conferenza dei sindaci hanno firmato il documento che reclama attenzioni per l’ospedale di Tione. Lo hanno fatto edulcorando un documento che, da mesi rimpallava, da una scrivania all’altra dei palazzi municipali. Ne è uscita una denuncia sbiadita, che elenca le innumerevoli criticità del nosocomio. Rivendica le prerogative di un territorio che, alla stregua di altri, dovrebbe avere gli stessi diritti. Soprattutto in tema di sanità e di cura del cittadino. Nel frattempo i responsabili provinciali, hanno parzialmente scoperto le carte sugli utilizzi futuri del nosocomio. Per cui, leggendo tra le righe degli arzigogolati bla bla politici, si preannuncia un sostanziale ridimensionamento.

L’assessore alla Sanità Ugo Rossi, pur misurando le parole per far apparire la pillola meno indigesta, ha spiegato che i nuovi orientamenti impongono strategie diverse dal passato. In sintesi, a Tione sarà potenziato il Pronto soccorso (non prima del 2014 però), mentre per le emergenze, anche di ostetricia e ginecologia, si farà molto più uso dell’elicottero. Le sale operatorie della locale chirurgia rimarranno aperte per gli interventi programmati, dal lunedì al venerdì. Mentre, per i week-end, ferristi e chirurghi potranno andare a spasso, perché appendiciti, e ernie lombari non se ne faranno più nei fine settimana. Tutto rientra nella nuova mappa sanitaria trentina. Dove Tione, a quanto pare, nonostante le rassicurazioni di potenziamento, e lavori milionari al passo di lumaca, reciterà la parte della Cenerentola.

Niente a che vedere per esempio con Cles, dove invece, pur da struttura periferica qual è, si stanno insediando reparti di eccellenza che già richiamano pazienti da Trento e da Rovereto. Un percorso inverso di quello del nostro ex “Mandamentale”, che, per più di 80 anni, è stato punto di riferimento e centro di cura di tutta l’asta comprensoriale.

La chiamano week surgery. E’ un nuovo modo di interpretare assistenza e degenza ospedaliera. Di cui l’ospedale tionese sarà una delle prime cavie a livello provinciale.

Del resto l’assessore Rossi, nel recente incontro su “Assegni di cura: per l’assistenza a domicilio”, dov’è stato chiamato a relazionare nella sede della Comunità di Via Gnesotti, lo ha fatto intendere, senza ombra di malintesi. “In primo luogo – ha detto – è impensabile continuare ad avere ospedali autonomi. Dobbiamo garantire l’indispensabile in tutti i centri. Ma poi, c’è la necessità di usare, al meglio, le strutture e le risorse disponibili”. Più chiaro di così!

“Entro fine febbraio – ha spiegato – dobbiamo elaborare un piano di miglioramento della Sanità provinciale e, in questo contesto, saranno prese in esame anche le criticità di Tione”. Ma il cambio di marcia, ha anticipato Rossi, è rappresentato dalla necessità di concentrare gli interventi chirurgici durante la settimana, magari tendendo aperte le sale operatorie anche di pomeriggio, e di garantire le emergenze durante i fine settimana.

“Per fare questo – ha chiarito il responsabile della sanità – dovremo potenziare gradualmente l’elisoccorso, assicurando i voli, per ora fino alle 23. Per arrivare, in un secondo tempo, alla copertura di tutte le ore della notte”.

Ecco quindi delineati gli scenari futuri. Mantenere in periferia un pronto soccorso efficiente, una medicina di base capace di gestire le criticità, una sala operatoria in funzione cinque giorni alla settimana e un day hospital adeguato. Tutto il resto, compresi i parti urgenti e difficili, affidati ai rotori dei potenti Agusta Bell, acquistati dalla Provincia e, per ora titolati a mettersi in volo ad occhi bendati e in situazioni difficili, solo alcune ore dopo l’imbrunire e alle prime luci dell’alba.

Una sanità dell’emergenza, quindi , non ancora al top, che include anche il reparto di ostetricia e ginecologia, che con soli 198 nati nel 2013, è probabilmente destinata a fare la fine del San Camillo di Trento, dal 1° di gennaio accorpata al Santa Chiara, pur tra le lamentele di medici e partorienti.

Il quadro dunque non è roseo. Anche un cieco capirebbe che per l’ospedale di Tione gli spazi si stanno riducendo. E che gli investimenti attengono più alla sfera edilizia (18 sono i milioni che si stanno spendendo) che non a quella gestionale e delle risorse umane.  Solo la politica locale sembra non aver afferrato, appieno, la portata del cambiamento. Se avesse capito davvero ciò che gli organi provinciali stanno decidendo sulla testa della periferia, sicuramente sarebbe meno indulgente.

Altre realtà, molto meno titolate della nostra, uniscono le forze, si confrontano. Si battono per mantenere al proprio interno strutture e servizi vitali per la propria salute e la propria economia. Noi – purtroppo - siamo adagiati. Proni. Incapaci di rispondere a tono a chi lentamente sta smantellandoci i servizi. E’toccato al Tribunale. Poi all’Agenzia delle Entrate. Ci stanno scippando gli uffici postali. E in fondo alla lista c’è anche l’ospedale.

Che altro ancora deve accadere per risvegliare nella nostra gente, nei nostri uomini guida, l’orgoglio di una popolazione erede delle rivolte del Dazio di Tempesta e delle Guerre contadine contro lo strapotere del Principe Vescovo? Sono momenti non semplici, è vero. L’economia in crisi ha fiaccato gli anticorpi. Ma sta diventando anche il grimaldello per toglierci dei servizi essenziali. Che tutto sono, fuorché dei privilegi.

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