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Settembre, “torna” la politica
Scritto da Adelino Amistadi   
Giovedì 08 Settembre 2011 20:32

Dopo lo “sbracamento” estivo di pieno rilassamento, seppur disturbato dalla crisi economica che ha messo in ansia un po’ tutti, chi ha i soldi perchè non sa che fine faranno, chi non li ha ed è pieno di debiti, perchè non sa se riuscirà a pagarli, torniamo agli affari di tutti i giorni. 

Ormai si va verso l’autunno, la gente è tornata al lavoro, si ricomincia a fare sul serio, a pensare al futuro, e, per noi, osservatori, ripensare alla politica che con l’inverno entrerà in una fase estremamente critica e delicata anche per le nostre vicende provinciali. E’ in gioco il nostro futuro, e tutto dipenderà dai pochi mesi che mancano all’appuntamento elettorale. I prossimi due anni saranno basilari per la politica e per le prospettive sociali ed economiche della nostra Provincia.

Quali sono gli scenari che si prospettano. Principalmente due: uno collegato agli avvenimenti nazionali, quel che succederà a Roma, tanto per capirci,e l’altro, tutto nostro, relativo a quel che farà Dellai, in scadenza di mandato, quali le sue vere intenzioni, chi entrerà in gioco per la sua successione. Nella prima ipotesi tutto dipende da quel che ne sarà di Berlusconi. Se Berlusconi dovesse cadere, dovesse lasciare la politica, come qualcuno prevede per la primavera prossima, chiaramente le cose si possono complicare anche per Dellai che, come si sa, aspira ad andare a Roma alla fine del suo mandato non essendo più ricandidabile a presidente. Si troverebbe di fronte  ad una scelta non facile, abbandonare la presidenza  e candidarsi al parlamento, o rimanere fino alla fine in Provincia con il rischio, poi, di rimanere a piedi. Nonostante qualche sua dichiarazione incerta, io sono convinto che deciderà d’andare a Roma, anche se tutto dipenderà dalle “macerie” che Berlusconi lascierà sul campo al momento del suo abbandono. Ci potrebbe essere, ed è facile prevederlo, uno scombussolamento totale del quadro politico con lo smembramento del centro destra, in tal caso nascerebbero nuove formazioni politiche, diverse da quelle attuali, meno bloccanti, trasversali, non estranee neanche alla tenuta del PD,  rivoluzionarie per certi versi e che di certo potrebbero stravolgere la situazione politica nazionale e provinciale tanto da mettere in discussione la stessa elezione del presidente Dellai in quel di Roma. A meno che lo stesso presidente non abbia già concluso un patto di ferro con il PD ed i suoi uomini più significativi, di reciproco sostegno, per cui  Dellai se ne andrà a Roma con i voti del PD e di quel che resta dell’UPT, lasciando come suo erede in Provincia il vice-presidente Pacher, in supplenza fino alla fine della legislatura, per poi proporlo automaticamente come  nuovo candidato presidente. Nella seconda ipotesi, invece, se si andasse regolarmente a fine legislatura, il quadro non dovrebbe essere troppo diverso dall’attuale, e Dellai potrebbe fare le sue cose con calma, senza affanni, risultando così meno condizionante nella scelta del suo successore. In quest’ottica sono già in agitazione alcuni cavalli, più o meno bolsi,  pronti allo scatto finale. I nomi sono quelli di sempre che sono alla finestra fin dall’inizio legislatura, di nuovo c’è ben poco, ma i prossimi mesi potrebbero riservarci sorprese interessanti.

Torna il “borsino”?. Noi li seguiremo, mese per mese, già il nostro Saltaro è al lavoro con altri, nel ripresentare il borsino di Piazza Dante con l’andamento delle quotazioni dei vari pretendenti al trono, le variazioni, le nuove entrate, il gradimento registrato, tanto per stare alla moda nel momento in cui le Borse sono diventate protagoniste. Ci sono ancora due anni, e può succedere di tutto. E’ chiaro, comunque avvengano, che le prossime non saranno elezioni qualsiasi perchè saremo di fronte ad un cambiamento epocale della politica provinciale, se ne andrà Dellai, padre padrone del Trentino degli ultimi quindici anni, senza lasciare particolari rimpianti se non fra le fila numerose dei suoi beneficiati, e dovremo scegliere un nuovo presidente che dovrà essere tutt’altra cosa, dato che sarà eletto in tutt’altra situazione. Destinato non più ad essere Principe di un feudo dove poter spendere e spandere in mezzo agli osanna ed agli sprechi, ma visto il contesto economico attuale, dovrà essere un presidente con la testa sulle spalle, i piedi per terra, la concretezza e l’umiltà che contraddistingue i grandi uomini, perchè sarà chiamato a salvare il salvabile della nostra autonomia, ma soprattutto del nostro benessere e del  futuro dei nostri figli. Una vera svolta nel metodo e nel merito, anche se, purtroppo, con la situazione finanziaria difficile che si prospetta, lunga e complicata,  non sarà facile trovare l’uomo giusto, capace e convincente, ecco perchè ci dovremo un po’ tutti impegnare ad essere più esigenti, a richiedere più confronto, meno chiacchiere e più fatti, ad esigere rispetto da parte della politica e dei politici, a pretendere trasparenza e serietà nella gestione delle risorse, che non sono “budget” personale di chicchessia, ma che sono nostre, di ognuno di noi, e possiamo pretendere che siano spese e rendicontate nella maniera più adeguata, equa e responsabile possibile.

Ma per quanto riguarda il metodo ed il merito, la rimandiamo ad altra occasione, per ora limitiamoci ad reinserirci nelle vicende politiche di tutti i giorni con l’occhio vigile, meno sprovveduto, consapevoli che dietro ogni vaso di fiori c’è di solito la cacca di un cane, come dice un antico proverbio, evitiamola, se possiamo, e diffidiamo dei fiori, che, d’ora in poi, fino al 2013, ci verranno regalati ad ogni angolo della strada.