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Ponte Arche: prove “tecniche” di variante
Scritto da Denise Rocca   
Giovedì 04 Agosto 2011 23:19

L’attesa variante destinata a tagliare il traffico in transito per Ponte Arche poteva sembrare una leggenda metropolitana ai villeggianti che anno dopo anno ne sentivano vagheggiare. E invece si farà davvero. Ora che è una realtà, seppur solo virtuale al momento, i paesani abituati al viavai di camion, corriere e automobili cominciano a porsi i primi dubbi. Fa paura il silenzio, che è un compagno fedele nei borghi vicini ma a Ponte Arche è assai sconosciuto, almeno fino alle 9 di sera! 

Emergono i dubbi da paesello montano, situato in una valle periferica il cui centro urbano più vicino è una cittadina anch’essa di medie dimensioni.

“E se la ne taiese fora dal tut?” si sente mormorare? Certo la vita di paese non è delle più movimentate, soprattutto la sera, e le lamentele per la mancanza di locali e occasioni di svago dirette alla popolazione, e non solo tarate sul turista, sono perfino più datate delle ipotesi di  variante. Altri si chiedono  perché si sia deciso di fare dei lavori così lunghi nel tratto  fra il Ponte dei Servi e l’entrata di Ponte Arche quando quella strada verrà liberata dal traffico pesante proprio grazie alla circonvallazione. Le spiegazioni possono essere diverse, tutte opinabili, al pari dei dubbi che vengono posti.

L’amministrazione comunale ha avuto un’idea: creare un’occasione per vedere concretizzati questi timori ma anche le potenziali risposte. Ha indetto, per così dire, le prove generali.

Approfittando del già ridotto afflusso di veicoli per i lavori sulla SS237 del Caffaro, i giovedì sera di luglio e agosto tra le 20.30 e le 23.00 via Cesare Battisti, nel tratto fra il ponte sul Duina e il vecchio stabilimento termale, è chiusa al traffico. Artisti di strada, sfilate medievali ma anche sfide fra lo sportivo e il goliardico hanno preso il posto delle auto, bandite per qualche ora alla settimana. Anche la neonata associazione commercianti di Ponte Arche non si è tirata indietro e i negozi di via Cesare Battisti, supermercati compresi, rimangono aperti dalle 21 alle 23 quando la strada diventa area pedonale.

Si replica di venerdì, in piazza mercato questa volta, dove viene allestito in pianta stabile un mercatino delle pulci e sono estratti i vincitori di “gioca lo scontrino”, la lotteria settimanale indetta dagli esercizi commerciali.

Al di là della variante, quello messo in campo nella località termale è un esperimento che potremmo definire di animazione locale, anzi localissima, per le proposte di intrattenimento che strizzano l’occhio, ironicamente, alla vita montana, per i prodotti offerti e soprattutto per loro, i volontari, i paesani finalmente scesi in strada.Qualche ora alla settimana, solo un assaggio delle potenzialità, anche turistiche che Ponte Arche può esprimere una volta liberata dal traffico. Il bilancio di questo primo mese è più che buono: la gente è scesa in strada a divertirsi o a contribuire, poco importa, i turisti hanno invaso le vie anche quando il tempo non è  stato clemente, le proposte hanno cercato di discostarsi dall’animazione da villaggio a cui si era assistito negli anni passati.

La pro loco, l’associazione commercianti, i giovedì e venerdì pedonali, piccoli segnali che guardati in prospettiva, tutti assieme, non sembra azzardato dire abbiano una matrice originale comune nel referendum del 27 novembre 2009. Ponte Arche è sulla buona via per diventarlo davvero, un paese.