Home Società “Gli artigiani vera forza del Trentino”

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Scritto da Administrator   
Domenica 12 Giugno 2011 20:34

“La crisi c’è, dal 2008; è fuori discussione. Ma qui da noi si è sentita meno che altrove” ha fatto notare il sindaco di Tione Mattia Gottardi, coordinatore della tavola rotonda di lunedì sera in municipio promossa dal Pdl. Una serata nella quale si è discusso di congiuntura economica ed idee per uscirne, “cucite” in particolare sul territorio trentino, terra che ha vissuto in modo “ovattato” le difficoltà dell’economia mondiale ed italiana, ma che ora cerca vie di rilancio ancora non ben definite.

“In Giudicarie, dove la maggior parte delle imprese sono artigianali, di modeste dimensioni, spesso a forte partecipazione familiare, distribuite su tutto il territorio, il lavoro non è mai mancato. Probabilmente avvantaggiate dal fatto di operare per il turismo, che da noi ha tenuto discretamente – ha detto Roberto De Laurentis, presidente degli artigiani trentini. Rimarcando poco dopo come l’artigianato sia stato in questo periodo di crisi il pilastro portante della nostra economia, e abbia indubbiamente sostenuto l’occupazione.

Lanciando qualche frecciatina, invece, nei confronti della grande industria. “Certo, se la loro attività fosse stata al servizio delle grandi industrie, un settore questo sì in crisi, e interamente condizionate da esso, probabilmente qualcuno avrebbe dovuto dismettere”. Non ha comunque nascosto le difficoltà incontrate delle aziende. “Dovute alla scarsa liquidità di danaro, alle fatica di farsi pagare i prodotti dai clienti, oltre che per reperire danaro da investire presso gli istituti di credito”. Cui ha aggiunto un altro aspetto, “legato ai valori, alle nostre abitudini, ad una società divenuta troppo consumistica, quella delle rate, per aver perso un po’ di quello spirito di parsimonia che in passato aveva caratterizzato l’atteggiamento della nostra gente”.

E in questo senso si è aperta tutta una discussione sui valori, che – secondo i relatori – sono le fondamenta alla base di qualsiasi ragionamento sociale in prima istanza e, di conseguenza, economico. Il senatore del Pdl Cristano De Eccher ha sottolineato la necessità di un ritorno all’educazione al lavoro verso i giovani, inteso come impegno, fatica, voglia di mettersi in gioco al di là delle soluzioni preconfezionate. Aspetto sottolineato anche da Walter Viola, consigliere provinciale del Pdl, che ha ragionato anche attorno alla politica adottata dalla provincia di Trento per contenere gli effetti della crisi: “La manovra anticongiunturale della Pat ha avuto degli aspetti positivi per assorbire gli effetti della crisi, ma non ha posto basi per una successiva crescita e di questo un po’ ne risentiamo, perché il Trentino non cresce sufficentemente”

Poi l’esortazione: “Dovremo tornare ad essere un più formiche e meno cicale!” Dopo aver richiamato i dati positivi degli ultimi mesi Gottardi, da primo cittadino del capoluogo, si è detto soddisfatto per il successo dell’iniziativa, circa 90 persone presenti e sala piena, per la partecipazione interessata ed attenta, per aver riportato a Tione nel centro delle Giudicarie, operatori da tute le valli a confrontarsi su temi di notevole spessore. Ha poi indicato nel miglioramento della viabilità – sia verso Trento, sia verso Brescia - il fattore più necessario alla sviluppo dell’economia, accennando all’urgenza delle circonvallazioni di Pieve di Bono, di Comano e di Pinzolo, per non restare “periferia delle periferie!”

Patrizia Ballardini ha relazionato su quanto fatto dalla Pat con Trentino Sviluppo a sostegno della congiuntura e invitato i giudicariesi, specie i giovani a ritrovarsi,confrontarsi e fare sistema, per costruire insieme una imprenditoria nuova caratterizzata dall’intelligenza, dall’innovazione dalla creatività.

Appassionati gli interventi di Narciso Marini, interrotto tre volte da applausi a scena aperta, e di Roberto De Laurentiis, che hanno tracciato un quadro molto realistico dei nostri artigiani, vera forza trainante della nostra economia, imprenditori che lavorano nei paesi, contribuendo alla loro crescita, sempre pronti a dare una mano nel volontariato, nel sociale, nella vita comunitaria, che mantengono in vita le periferie impedendo la desertificazione delle periferie e della montagna, perché loro non delocalizzano, le loro aziende, dove il mestiere si tramanda di padre in figlio, sono radicate sul territorio, e garantiscono una qualità eccellente.