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Sanità 2011, ecco le novità
Scritto da Aldo Gottardi   
Mercoledì 11 Maggio 2011 09:26

Nuovo distretto sanitario “centro-sud”, Caciagli nuovo direttore. La L.P. 16/2010 ha ridisegnato la geografia e l’organizzazione interna dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari . Come annunciato da qualche mese, ecco al via la nuova riforma della sanità trentina, secondo il piano elaborato dal Dipartimento Politiche sanitarie della Provincia. Una riforma che ha come obiettivo primario il miglioramento della gestione dei servizi sanitari sul territorio, attraverso la creazione di un sistema più coordinato ed unitario tra i vari distretti; facendo questo, si crea una maggiore omogeneità tra i vari centri sanitari, con conseguente aumento della qualità e rapidità dell’assistenza.


Ma c’è di più. Secondo il regolamento della riforma (legge provinciale 16/2010), si prevede una riduzione sia nel numero delle direzioni aziendali, che passano da 15 a 10, sia nel numero dei dipartimenti che da 23 diventano 15 (nei quali ne sono inseriti due “nuovi”: per le cure primarie e per le dipendenze). I dipartimenti, inoltre, saranno riorganizzati in modo da riunire in un unica struttura tutte le unità operative presenti negli ospedali provinciali; così, ad esempio, al dipartimento chirurgico faranno capo le chirurgie generali degli ospedali di Trento, Rovereto, Arco, Borgo, Tione, Cles, Cavalese, oltre a urologia di Trento e Rovereto, gastroenterologia, dermatologia e chirurgia plastica. Altra novità sarà anche che le strutture sanitarie private convenzionate entreranno a far parte dei dipartimenti dell’Azienda sanitaria.


Molti, tra ideatori del progetto e medici dei vari distretti, esprimono il loro ottimismo verso questa riforma, vedendovi un miglioramento specialmente nell’aspetto “clinico” cioè relativo al trattamento del paziente; anche l’assessore provinciale alla salute Ugo Rossi ribadisce questo concetto: “Questa nuova organizzazione permette di realizzare quell’idea di rete e di integrazione fra i diversi operatori che garantiranno omogeneità e tempestività di prestazioni in ogni luogo del nostro territorio, curando ed uniformando  le risposte ai pazienti e i percorsi diagnostici e terapeutici”.
L’aspetto più macroscopico di tale progetto, è quello della riorganizzazione dei distretti sanitari, articolati territorialmente in quattro grandi distretti: Ovest (Cembra, Valle di Non, Valle di Sole, Rotaliana, Paganella), Centro Nord (Valle dell’Adige, Valle dei Laghi), Centro Sud (Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina, Altopiano di Folgaria) ed Est (Valle di Fiemme, Primiero, Bassa Valsugana, Alta Valsugana, Val di Fassa). Unitamente a questo, all’inizio del mese di aprile sono stati nominati dal direttore generale dell’APSS Luciano Flor, i direttori di articolazione organizzativa fondamentale; coloro cioè che saranno i direttori in capo dei vari dipartimenti e dei distretti. Per quanto riguarda il nostro distretto, avrà come presidente il dottor Patrizio Caciagli, che da ventidue anni opera nella provincia di Trento e che presto avremo modo di intervistare.


Un inizio all’insegna dell’ottimismo per questa riforma, che tuttavia lascia spazio a qualche interrogativo. Ad esempio, salta subito all’occhio l’ampiezza di alcuni dei quattro distretti, come ad esempio il “nostro” Centro sud: il territorio così delimitato, vasto, differenziato geograficamente e con una popolazione quasi cinque volte superiore a quella compresa nel “vecchio distretto” sanitario, riuscirà a dimostrarsi operativo e all’altezza del compito, o troverà dei problemi?