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Comunità, debutto con ore piccole
Scritto da Roberto Bertolini   
Mercoledì 05 Gennaio 2011 00:07

Comunità di valle delle Giudicarie - Assemblea

Se doveva partire da subito in netta discontinuità con gli ultimi stanchi anni di Comprensorio, la Comunità sembra avere nel segno. Almeno a giudicare dalla prima assemblea ufficiale dopo le elezioni del 24 ottobre. Una prima uscita segnata dal forte dibattito tra le componenti di maggioranza e opposizione e dalla lunghezza della riunione, dalle 20.30 fino all’una, a far capire da subito che la gestione dell’assemblea non sarà così tranquilla per Patrizia Ballardini, che ha affrontato sola  -con buona determinazione - i 76 consiglieri (su 98, di cui 9 ancora da nominare da parte dei comuni) non essendo ancora stata nominata la giunta.

Già, la giunta. Una delle questioni forti che si sono poste all’attenzione della platea – dopo la complessa relazione programmatica della presidente sulle linee guida dei prossimi mesi – è stata quella della composizione dell’esecutivo che, a due mesi e mezzo dalle elezioni, non ha ancora trovato una soluzione.   La vicenda è presto riassumibile. Lo statuto della comunità, redatto nel 2008 dalle Giudicarie (uno dei primi comprensori a livello trentino) si basava ancora sul testo della legge provinciale 3/2006 che prevedeva il suffragio limitato ai soli consiglieri comunali e un massimo di 4 assessori più la presidente per la giunta. Ora nel 2009 sono intervenute – sempre tramite legge provinciale – delle forti modifiche al testo della 3/2006 che hanno interessato soprattutto la modalità di votazione, ampliandola a suffragio universale, con conseguenze rilevanti. La presidente ha così ora bisogno di 7 posti in giunta oltre a lei, per meglio rappresentare le 4 zone delle Giudicarie, il comprensorio più esteso per territorio e numero di comuni. Dunque occorre cambiare lo statuto, che – già passato in assemblea - in questi giorni sta transitando dai consigli comunali, con un emendamento che lascerà la responsabilità della scelta del numero di assessori al presidente della Comunità.

Fatta questa parentesi occorre tornare sull’assemblea. Molto attivi i due candidati presidente Diego Binelli e Mauro Ferretti, ora capogruppo dell’opposizione. Il primo ha proposto 7 emendamenti, tutti bocciati, con uno in particolare che consentiva i 7 assessori purchè mantenessero inalterati i costi delle indennità rispetto alla formazione con 4. Dal canto su Ferretti ha sostenuto la necessità di iniziare con 4 assessori allargando poi il campo ad altri 3 se in seguito se ne fosse ravvisato il bisogno a fronte di nuove deleghe.

La Ballardini dopo il giuramento ha presentato alcuni progetti da mettere in campo man mano che la Comunità acquisirà le proprie competenze ed ha poi focalizzato l’attenzione sui servizi realizzati in forma associata attraverso la Comunità (raccolta rifiuti, gestione discarica e polizia urbana, ma anche gestione dell’ufficio tecnico, tributi e ragioneria di più comuni, in forma associata) e, infine, sulle “politiche di sistema” attivabili dalla Comunità in diversi ambiti di valenza sovra comunale (economia e lavoro; mobilità; ambiente, acqua ed energia; cultura; sport; ..).

Roberto Bertolini