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Ballardini: “La giunta sarà un mix di giovani ed esperienza”.
Scritto da Roberto Bertolini   
Lunedì 08 Novembre 2010 22:41

Intervista alla neo-presidente Patrizia Ballardini - “Al via una nuova generazione di amministratori” - Ballardini: “La giunta sarà un mix di giovani ed esperienza”. Piano mobilità e piano di sviluppo economico le priorità.

Forse alcuni davano per scontata la sua vittoria, considerando la compattezza della coalizione che la sosteneva, con Pd, Upt e Patt.  In realtà il risultato non era affatto scontato, dovendo Patrizia Ballardini affrontare, oltre ai diretti avversari Diego Binelli e Mauro Ferretti, anche la sfida dell’affluenza che, tradotta in termini pratici, significa il livello di fiducia dei cittadini nell’a Comunità di valle.

La prima sfida è stata vinta in maniera convincente, con quel 69% e “rotti” di voti che le ha permesso di staccare in maniera abbastanza netta i suoi sfidanti. La seconda è un bicchiere mezzo vuoto, con il 50,01% di votanti, contro una media di affluenza alla consultazioni che di solito in Trentino è superiore al 75%.
E qui sta la terza sfida, quella più importante per la neo-presidente, ossia quella di recuperare la fiducia di chi non è andato al voto, attraverso scelte forti ed efficaci che facciano capire che la Comunità non è il “carrozzone” che molti temono e se davvero è stata operata una svolta dai tempi del Comprensorio.
“E’ così – spiega – la grande sfida è quella di conquistare la fiducia di chi non è andato a votare e di quelli che non hanno più stima della politica. Per farlo occorrono concretezza e responsabilità e soprattutto l’ascolto dei veri bisogni dei cittadini e del tessuto economico e sociale delle Giudicarie”.
Presidente, la bassa affluenza può pregiudicare il percorso della Comunità?
Il dato sull’affluenza è un indicatore al quale tenevo molto nei giorni prima delle elezioni. Questo 50% lo voglio leggere comunque in modo positivo, giustificandolo anche con il percorso un po’ tortuoso della legge di riforma sulle Comunità, col fatto che si è votato alle comunali solo 6 mesi fa e la scarsa informazione su questa tornata elettorale.
Il suo risultato e quello della coalizione che l’ha sostenuta, però, è davvero lusinghiero.
Si tratta di un successo importante, che conferma il valore dell’unità della coalizione del centrosinistra autonomista e il buon lavoro svolto da tutti i candidati in lista e che ci dà un pieno mandato per governare l’assemblea.
Ora c’è il nodo della giunta, un rebus di non facile soluzione. Come pensa di regolarsi nella distribuzione degli assessorati?
Prima delle elezioni ho condiviso dei criteri con le liste che mi sostenevano in base ai quali avrei fatto le mie scelte. Ovviamente va preservata la rappresentatività delle componenti del territorio (Chiese, Busa, Rendena, Esteriori), come peraltro previsto dallo Statuto, poi la valorizzazione delle competenze dei singoli e chiaramente le preferenze ottenute. Su tutto però vorrei lanciare una nuova generazione di amministratori, giovani e competenti, che abbiano il giusto slancio e le idee per avviare questa nuova avventura della Comunità di Valle. Per questo ho chiesto ai partiti una rosa di nomi, dalla quale scaturiranno poi gli assessori, un mix di gioventù ed esperienza.
Fatta la giunta (a fine novembre o giù di lì, ndr.) quali saranno i primi passi della Comunità, quelli dei famosi 100 giorni?
Innanzitutto occorre fare una seria ricognizione del territorio delle Giudicarie per conoscerne opportunità e criticità. In primis voglio incontrare la squadra dei dipendenti della Comunità, che ho già trovato motivata e competente, e voglio coinvolgerla nel progetto, che avrà anche la finalità di riconquistare la fiducia e la vicinanza della gente che un po’ era andata perduta ai tempi del Comprensorio. Poi occorre fare un viaggio, un tour nel C8 in compagnia degli amministratori locali, che sarà importantissimo per prendere contatto con le singole realtà locali. Infine occorre avvicinare la gente alla Comunità attraverso un’opera di informazione che faccia capire che cosa è il nuovo Ente e in che modo esso può essere utile alla vita e al lavoro dei cittadini giudicariesi.
Mentre invece i progetti di più ampio respiro
Ne cito due su tutti. In primis il piano di mobilità che coinvolge tutte le Giudicarie e presuppone una migliore integrazione fra le varie aree del nostro territorio, attraverso l’individuazione di opere strategiche sovra-comunali per cui la Comunità farà da regista e si porrà come interlocutore forte della provincia al momento di programmare le opere stesse. L’altro è il grande progetto del Piano di sviluppo locale, che avrà la mission di favorire lo sviluppo economico locale, valorizzando le vocazioni dei vari territori che compongono le Giudicarie.
L’ha detto anche il presidente Dellai, il Trentino deve tornare a crescere, a fare sviluppo economico e produrre reddito e occupazione. Noi lo faremo puntando sulla grande ricchezza delle Giudicarie, la Comunità più estesa e con la maggiore varietà territoriale, trovando un valore nelle differenze. Per farlo, però, occorre una visione complessiva, la partecipazione di tutti e l’unione delle forze, per fare sistema e “contare” di più; occorre infine la collaborazione di tutti gli enti che lavorano sul territorio, Apt, Bim, associazioni, comuni.
Ecco, toccando il tasto dei comuni, come intende rapportarsi con loro?
Il rapporto con i comuni sarà fondamentale per il buon funzionamento della Comunità e viceversa il buon funzionamento della Comunità sarà di grande aiuto ai comuni per dare ai cittadini quei servizi che, gestendoli in forma associata, possono risultare più efficaci e meno dispendiosi in termini di risorse. Per questo ho riservato come da accordi un posto in giunta ad un rappresentante dei comuni, tenendo anche conto che i 2/5 dell’assemblea sono nominati dai consigli comunali e dunque meritano rappresentanza. Poi c’è la Conferenza dei sindaci che rimane come organo consultivo, dunque direi che le amministrazioni avranno la propria voce in capitolo nella gestione della Comunità.