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Comunità, la carica dei 246
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Ottobre 2010 07:45

Verso le prime elezioni per le Comunità di Valle del 24 ottobre 2010. Comunità, la carica dei 246. 31.100 elettori nei 39 paesi delle Giudicarie, 3 candidati presidente supportati da 5 liste. Eventuali ballottaggi il 7 novembre.

Domenica 24 ottobre è la data fatidica. Dopo tanto parlare di Comunità di Valle è tempo di lasciare spazio alle urne. Sono ben 2.139 i candidati in lizza nei 14 enti intermedi in tutto il Trentino (in quella di Trento non si vota, mentre il Comun general de Fascia, Val di Fassa, ha votato a maggio) che si daranno battaglia per conquistare i 327 seggi disponibili.

56 i candidati presidente in lizza per le 14 “poltrone” I 318.575 elettori voteranno presso i seggi elettorali in ogni comune nella sola giornata del 24 ottobre salvo ballottaggi che verranno eventualmente svolti domenica 7 novembre. In questa elezioni verranno votati i 3/5 dei componenti dell’assemblea, metre i 2/5 saranno indicati dai consigli comunali (uno per ciascun comune) entro 30 giorni.

Il territorio trentino, con la riforma operata dalla legge provinciale 3 del 2006,  è stato ridisegnato sulla base di 16 Comunità di Valle che vanno a sostituire i precedenti 11 Comprensori (denominati con la C e il numero seguente, la Giudicarie erano il C8). Questi nuovi enti dovranno rappresentare nelle idee fondative della riforma un esempio di democrazia diffusa sul territorio, nel quale la Provincia si spoglierà progressivamente di competenze per cederle alle Comunità, in modo che esse siano amministrate al livello più vicino ai cittadini possibile. Un disegno che prevede che la Provincia tenga per sè gli indirizzi generali, grandi tematiche, rapporti con le altre regioni e lo Stato italiano, mentre ai territori viene delegata l’amministrazione delle problematiche quotidiane, ovviamente accompagnati dalle relative risorse economiche per la loro attuazione. Le prime funzioni trasferite sono quelle in materia di edilizia abitativa e in materia socio-assistenziale, anche se la grande attesa – anche per capire come e sino a che punto vi saranno effettivi spazi di autonomia per i territori – è tutta per le deleghe in materia di urbanistica, che presuppongono lo sviluppo di un vero e proprio Piano regolatore di Valle, seppure nei limiti del Pup provinciale.

Dal punto di vista strettamente elettorale va detto che – per le dimensioni di alcune Comunità, vedi le Giudicarie, il territorio con più comuni e più vasto – si registra in queste elezioni l’ingresso della politica a livello locale. A dire la verità più che un ingresso vero e proprio si tratta di un ritorno, visto che basta rivolgersi indietro di 20-25 anni per ritrovare, proprio nelle assemblee dei Comprensori la riproposizione della dialettica Dc vs Pci, Psi ecc. che si riscontrava in Consiglio provinciale. In  questa tornata elettorale – a differenza di quella delle comunali, il 16 maggio – la maggioranza provinciale composta da Unione per il Trentino (Upt), Partito Democratico e Patt si presenta compatta in tutti i territori. Dall’altra parte c’è la Lega Nord che corre da sola e si presenta con un proprio simbolo (e un proprio candidato presidente) in tutti i territori, mentre il Popolo della libertà (Pdl) si presenta quasi in tutti i territori senza il proprio simbolo ma sotte le insegne di liste civiche locali.