Home Società Adolescenza: istruzioni per l’uso

Traduzioni e Comunicazione

Scritto da Dott.ssa Paola Taufer   
Lunedì 13 Settembre 2010 06:09

Secondo la definizione psicoanalitica, l’adolescenza indica una fase cronologica situata tra l’infanzia e la pubertà  in cui caratteristiche come l’incertezza, l’ansia per il futuro, il bisogno di rassicurazione e nel contempo di libertà sono ricorrenti.Molti genitori non riescono a sostenere una comunicazione con il figlio adolescente, e lamentano il fatto che quando parlano ai figli, sembra che si debbano mettere in contatto con un altro popolo.

Va sottolineato che l’adolescenza è un momento di passaggio in cui si cerca da un parte di allontanarsi dall’essere ancora bambini e dall’altra si ricerca qualcosa di sconosciuto: il divenire adulti.
Spesso gli atteggiamenti degli adolescenti oscillano tra il bisogno di riservatezza e quello di esibizionismo, tra il bisogno di vicinanza e il bisogno di autonomia, tra momenti di solitudine e altri di condivisione e infine tra il bisogno di essere incompreso e quello di essere accettato.
L’esistenza degli adolescenti è una provocazione continua, e il ragazzo è sempre posizionato in una “zona di confine”, attendendo di assumere una qualche conformazione, una identità propria, che è in divenire. Per questo, usa spesso una maschera che può essere quella dell’oppositività (essere sempre contro a quello che dicono o fanno i genitori) oppure di compiacenza (accettare ogni cosa senza reagire). L’età è difficile perché può dar vita anche a disagi profondi e inizio di patologie.
Solitamente l’entusiasmo dell’adolescente per argomenti come la giustizia, il bene di tutti, la solidarietà, l’ottimismo e la progettualità verso il futuro dimostrano che il ragazzo sta utilizzando quelle risorse interne che tutti possiedono per gestire i conflitti in modo relativamente autonomo.
Coloro invece che hanno difficoltà comportamentali, ovvero che riversano sull’ambiente i loro problemi attraverso degli “agiti” (ubriacarsi, correre in auto o in moto, distruggere oggetti,  violenza,  vandalismo, etc.), sono persone che non sanno dare un nome alle proprie emozioni, hanno difficoltà  a riflettere e anziché usare il pensiero e la parola, agiscono.
In alcuni casi l’agito può essere rivolto anche verso di sé, cioè avere una ripercussione sul corpo e in questo caso vediamo casi di malattie ricorrenti e/o psicosomatiche.
Considerati i frequenti cambi di umore, difficile è anche comprendere i segnali che portano l’adolescente verso una depressione: per esempio, è importante cogliere i disagi che possono partire da una insoddisfazione per il proprio corpo (sono brutto, sono troppo grassa..)
Un giovane depresso può essere visibilmente triste, malinconico, preoccupato, anche se l’irritabilità è un altro sintomo comune. Si perde l’interesse o piacere per quelle attività, cose o persone una volta ritenute gradevoli; è frequente il ritiro sociale. La bassa autostima è comune, così come pensieri negativi per se stessi e sul futuro. Un giovane colpito da depressione può sentirsi confuso ed avere difficoltà nel prendere decisioni. Man mano che la depressione si fa più acuta, si hanno sentimenti di svalutazione e disperazione. Soggetti depressi gravi possono iniziare a pensare di farsi del male o perfino suicidarsi.
La depressione nell’adolescenza può spesso manifestarsi con sintomi non tipici o mascherati. Ad esempio, l’abuso d’alcool e droghe spesso va di pari passo con la depressione giovanile e ne peggiora l’esito. Gli adolescenti depressi possono manifestare inoltre atteggiamenti antisociali come ostilità, aggressività e comportamenti spericolati oltre a sfidare le regole e l’autorità. La tragica verità è che il suicidio è diventata la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 ed i 19 anni (la prima causa di morte è rappresentata dagli incidenti, soprattutto automobilistici).
Cosa fare?
Non sottovalutare i sintomi sopra descritti, anche perché un intervento psicologico in adolescenza ha un alto livello di efficacia: il problema semmai è che spesso disagi e  malattie  non vengono riconosciuta da genitori, insegnanti e medici.
Gli adolescenti possono avere difficoltà a comunicare i propri stati d’animo o pensano che gli altri non li possano capire. E’ quindi importante parlare loro con pazienza, sensibilità, attenzione e comprensione e se necessario farsi aiutare da uno specialista.
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