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Mobilità. Metroland nel futuro delle Giudicarie?
Scritto da Administrator   
Venerdì 05 Marzo 2010 06:14

Mobilità. Metroland nel futuro delle Giudicarie?
Continua il dibattito sulle nuove modalità di trasporto

E’ da alcuni anni che in Trentino si sente parlare di Metroland ma molti non  hanno capito di cosa si tratta ed i misteri che aleggiano attorno a questa proposta sono numerosi. In sintesi Metroland è l’idea avanzata dalla Provincia di realizzare una serie di veloci linee ferroviarie  tra Trento e le valli del Trentino, collegamenti che a causa dell’orografia trentina saranno in massima parte in galleria anche per diminuire l’impatto sull’ambiente naturale.
Il progetto che a quanto si sa è ancora allo stato iniziale prevede quattro linee:

1. Collegamento Trento - Rovereto – Arco – Ponte Arche – Tione
2. Collegamento Trento – Mezzocorona – Cles – Malè
3. Collegamento Trento – Pergine- Borgo Valsugana
4. Collegamento Borgo Valsugana – Cavalese – Soraga – Imer
Complessivamente si prevedono 175 chilometri di binari ferroviari, quasi tutti in  galleria, con un costo complessivo di 3,3 miliardi di €.
La proposta costituisce una vera e propria rivoluzione non solo nei trasporti ma nella configurazione istituzionale, sociale ed economica del Trentino dei prossimi 20/30 anni.
Presentata gli scorsi anni più come idea futuribile, oggi, piano piano, sta cominciando delinearsi in maniera più precisa alimentando un dibattito che non sarà né breve né facile. D’altronde un progetto simile, che condizionerà ed indirizzerà in maniera così decisa il Trentino del futuro, non potrà essere calato dall’alto e deciso da poche persone ma dovrà essere discusso da tutte le comunità. Alla base di questa proposta una scommessa forte, ma altrettanto rischiosa, relativa alla fine dell’era dell’auto e l’inizio del trasporto e della mobilità su rotaia.
Questo passaggio è avvenuto fino ad ora, parzialmente, solo nelle città più popolose, ma non per scelta ma solo in seguito all’impossibilità  di utilizzare le auto data la congestione del traffico, l’inquinamento ed i tempi di percorrenza altissimi.
Davanti a queste proposte come sempre c’è chi si schiera tra gli entusiasti e chi invece, tra i critici. Al momento non vi sono ancora gli elementi per dare un giudizio complessivo su questo progetto sicuramente innovativo.
Molte sono ancora le incognite ed i lati oscuri anche perché il progetto non è stato ancora svelato e presentato in maniera ufficiale.
Veniamo al collegamento che più ci interessa; il tratto Tione – Ponte Arche – Arco – Rovereto per giungere infine a Trento, con una lunghezza di oltre 60 chilometri, un tempo di percorrenza di 40 minuti, con una velocità fino a 120 km orari ed un costo di 700 milioni di €.  Lo studio prevede una diminuzione dei tempi attuali di percorrenza, con riferimento al trasporto privato, che per Tione saranno intorno al 10%, ma per Storo e Pinzolo saranno nulli. Diversa è la realtà di  altre zone del Trentino dove i risparmi di tempo saranno maggiori soprattutto per i Comuni limitrofi alle poche fermate previste.
Non sono ancora noti molti altri dati importantissimi per capire a fondo il progetto e poter fare delle valutazioni appropriate come ad esempio il numero dei passeggeri previsti, il costo di gestione del sistema e, cosa non da poco, il tracciato preciso e le relative infrastrutture quali ad esempio collegamenti, parcheggi, stazioni ecc.
Attendiamo nei prossimi mesi un’illustrazione completa di tutto il progetto da parte dei vertici provinciali.
Sarà un’occasione importante per continuare un dibattito, quello sulla mobilità, che ci interessa ormai da decenni e che costituisce attualmente una delle principali problematiche per le Giudicarie.
Numerosi sono stati i convegni negli ultimi trent’anni aventi come oggetto la viabilità sia verso Trento sia verso Brescia. Quest’ultima arteria rappresenta un collegamento fondamentale per le aziende industriali ed artigianali principalmente della Valle del Chiese e della Busa di Tione. Negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli passi in avanti, senza per altro trovare una soluzione definitiva in diversi tratti. Questa direttrice è importantissima anche per il settore turistico della Val Rendena che vede l’asse Milano – Brescia come principale via di afflusso turistico dalla Lombardia. Rispetto a queste esigenze la proposta Metroland sembra, per ora,  non dare risposte in merito, in quanto il collegamento riguarda solo l’asse verso Trento, sembra non prevedere il trasporto merci e non interessare il settore turistico (tranne per Comano Terme), fermandosi a Tione e non prevedendo il collegamento con Pinzolo.
Rimangono quindi ancora parecchie questioni aperte per le quali si spera che nei prossimi mesi si possano avere risposte precise e convincenti.