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giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

“Il credito locale per uscire della crisi”

La Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella a sostegno delle imprese
“Il credito locale per uscire della crisi”
Nata nel maggio 2003 dall’unione di due soggetti – la Cassa Rurale Darzo e Lodrone e la Giudicarie Paganella -  la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella è oggi il la prima cassa rurale fra le otto del comprensorio con il 42% del mercato, 17mila clienti, circa 7.000 soci, 711 milioni di raccolta e 614 milioni di prestiti e 19 sportelli da Mezzolombardo a Vobarno.  Un gigante, rispetto ai numeri medi delle casse rurali, fatto questo che aveva destato – all’epoca della fusione – anche qualche perplessità sull’opportunità di creare un soggetto così grande che – si diceva – a causa della sua mole si sarebbe “staccato” dalla sua dimensione territoriale e dalla sua vocazione di cassa rurale.
“Credo che i fatti abbiano dimostrato proprio il contrario – spiega il direttore Davide Donati, 47 anni, una laurea in giurisprudenza a Milano – basti guardare i dati relativi agli investimenti annuali del nostro istituto sulle attività sociali legate al territorio, 850mila euro per il 2008, che abbiamo portato a 990mila nel 2009 per sostenere lo sviluppo culturale e sociale delle nostre comunità.” Quasi un milione di euro girati al territorio sottoforma di contributi di beneficenza e sponsorizzazione per gli enti e le associazioni locali, corsi gratuiti di lingue ed informatica per i soci, percorsi formativi per gli imprenditori che vogliono approfondire alcuni aspetti della gestione di impresa e per i giovani desiderosi di fare qualcosa per le proprie comunità, incentivi per gli studenti che vanno all’estero per imparare una lingua straniera e per i neolaureati e laureandi che investono la propria conoscenza e preparazione nel territorio.

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Dellai: “Avanti con le comunità”

La riforma istituzionale
Dellai: “Avanti con le comunità”
In Giudicarie, dopo il sì di 37 comuni, parte la fase delle elezioni degli organi istituzionali

La comunità della Giudicarie va avanti. Dopo il sì allo statuto da parte di 37 consigli comunali su 40 (solo Bocenago ha votato contro, a Strembo e Massimeno è mancato il quorum per rendere effettiva la votazione) si guarda ora alla seconda fase, quella cioè delle elezioni, necessarie per definire gli organi di governo del nuovo ente che dovranno poi gestire il processo di acquisizione delle competenze da comuni e provincia, sulla scia del Primiero, il capofila in questa delicata transizione. In verità a livello provinciale sono ancora molti i nodi da sciogliere a cominciare da alcune situazioni di difficoltà, come in Val di Non e in Bassa Valsugana, dove le discussioni si incentrano sul ruolo di alcuni grandi comuni come Cles e Levico che faticano ad accettare i nuovi assetti della comunità che – a loro dire – penalizzerebbero il ruolo da “capoluogo” che  negli anni si sono costruiti.

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Comunità Giudicarie, a maggio alle urne

Comunità Giudicarie, a maggio alle urne
“L’obiettivo: le elezioni a suffragio universale”
Riforma istituzionale, parla l’assessore competente Mauro Gilmozzi

Assieme alle competenze su urbanistica ed enti locali, l’assessore fiemmese Mauro Gilmozzi ha in carico anche la delicata fase di attuazione della riforma istituzionale e dunque di transizione verso le Comunità.
Assessore, com’è lo stato di attuazione della riforma istituzionale?

A livello generale possiamo dire di aver una situazione che procede abbastanza regolarmente, nonostante la complessità di un cambiamento istituzionale come questo. Poi va detto che a fronte di situazioni già in fase avanzata come possono essere il Primiero o le Giudicarie, vi sono alcune situazioni di criticità come in Val di Non e in Valsugana.

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La politica tionese alle grandi manovre

Apprese le dimissioni di Francesco Salvaterra, in molti a Tione se lo saranno chiesti. Che siano iniziate le grandi manovre? Il traguardo è ovviamente quello delle elezioni comunali del maggio 2010 ed è chiaro come già da alcuni mesi si stiano costruendo (o almeno tentando di costruire) nuovi equilibri, nuove strategie, con l’interrogativo fisso su chi sarà il nuovo sindaco di Tione e su quale sarà la nuova maggioranza, viste le difficoltà incontrate dalla compagine del sindaco Zubani in questa legislatura.  Troppo eterogenea – si dice – la sua coalizione di centrosinistra, per andare d’accordo. Assieme a “Impegno civico”, la lista del sindaco e della vice Loreta Failoni, vi sono infatti gli “Indipendenti” di Enzo Carli (indipendenti sì, ma un po’ di centrodestra come ispirazione,  fin dai tempi del sindaco Boni) e “Rinnovamento”, piena di ex-Dc un po’ a disagio nella maggioranza di sapore socialdemocratico (scusate la parola grossa!)  del sindaco Zubani.

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