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giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Spazio Aperto
Il ricordo di Rino Gallazini: Lettera postuma ad un Amico
Scritto da Mario Musón   
Mercoledì 10 Marzo 2010 10:11

Il ricordo di Rino Gallazini
Lettera postuma ad un Amico

T’avevo incontrato pochi giorni fa e stamattina – venerdì 26 febbraio – il giornale m’ha fatto sapere che “sei scappato”, di tutta fretta, ad appena 72 anni. Ed ora sono qui a ricordarti, fraternamente, a tutti i Giudicariesi che tu hai “servito” con una dedizione eccezionale e che vorrei fosse riconosciuta anche da coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerti.



Sei passato fra noi sempre sorridente e sempre disponibile ad aiutare chiunque avesse bisogno. Non hai mai assunta la “grinta” del superuomo o di chi aveva bisogno di “arrabbiarsi” e di “gridare” per imporre la propria opinione. Ascoltavi, esponevi il tuo parere, lasciavi che gli altri facessero quello che volevano, mentre tu, sempre, ti hai avevi saputo ritagliare il tuo giusto spazio in cui silenziosamente facevi quello che c’era “da fare”: e lo facevi e lo sapevi fare.
Hai amato e servito il tuo paese: Verdesina. Il villaggio più piccolo della tua Rendena, nel quale sei vissuto nella tranquillità, nel tepore conservato e difeso della tua famiglia, attaccato alle tue radici, a quella chiesetta con la Madonna di Caravaggio di cui abbiamo vissuto insieme festività e storici anniversari. Ad ogni nostro incontro, anche fuori paese, era doveroso e convinto il richiamo a Verdesina: il punto focale e di riferimento di un’intera esistenza, quasi a dire che “io sono io, perché vengo da lì”.
Come cittadino del Comune di Villa Rendena non hai negata la tua disponibilità di pubblico amministratore, assumendoti pure le responsabilità di Sindaco per riuscire ad offrire le tue capacità all’insieme della Comunità comunale, che aveva bisogno di tanta delicatezza e di tanta saggezza per far convergere verso il “bene comune” tutte le potenzialità insite in tre istituzioni dalle diversificate componenti storico-ambientali, ma oggi obbligate ad una unità amministrativa di non facile intuizione e di difficile conduzione.
Ti sei sempre sentito rendenese, fedele a quella Val Rendena di cui conoscevi storia e vicissitudini e che avresti desiderata sempre più unita e maggiormente capace di trovare quegli equilibri sociali e quella concorde unanimità, attraverso i quali sarebbe stato più facile lavorare tutti insieme per un avvenire sempre socialmente migliore.
Anche le Giudicarie, nel loro insieme, ossia nell’ambito del Comprensorio, hanno avuto modo di fruire delle tue competenze e della tua attività, soprattutto nel campo dell’Assistenza e della Sanità. Non sono stati certamente anni tranquilli e sereni, ma non ti sei mai tirato indietro. Senza grandi cose gridate o sciorinate esternamente all’attenzione dell’opinione pubblica, hai badato a risolvere, volta per volta, quelle delicate situazioni che si presentavano alle tue specifiche competenze, cercando di far viaggiare al meglio tutto ciò che stava cambiando sotto l’assillo di nuove regole e di nuove soluzioni amministrative, affinché tutti i convalligiani ne potessero venire ad usufruire ed a godere nei modi al momento possibili: che era poi quello che coinvolgeva di più la gente. Sarebbe ora preziosa la tua esperienza per la nuova “Comunità di Valle”!
Quanto hai poi dato all’Avis della Sezione di Tione! Ti ricordi quante riunioni di direzione, quanti incontri sociali, quanto andare e venire dall’Ospedale, quanto darsi da fare perché frenati da regole e regolamenti sempre nuovi, sempre più difficili, sempre più intrigati? Portano la tua firma i due opuscoli del 40° (1993) e del 50° (2003); in quest’ultimo scrivevi: «Non riteniamo di essere superiori a nessuno; il nostro spirito è quello di donare anonimamente, sempre, subito, gratuitamente ma con la consapevolezza di fare cosa utile (…). Possiamo ritenerci un gruppo sano e affidabile, nel quale la medicina preventiva funziona e sul quale la medicina curativa può contare e ne siamo orgogliosi!». Quest’ultime parole in grassetto sono stampate in rosso fuoco, e penso che siano la sola tua testimonianza di un comprensibile umano “orgoglio”.
Di quanto hai generosamente donato nella tua attività di professore all’Enaip penso che qualcuno sappia dare testimonianza, perché sono stati anni ed anni di una difficoltà non ancora scritta e documentata. C’era tutto da inventare, nessuno aiutava, mancava un po’ di tutto e sui pionieri dell’inattesa avventura della Scuola Professionale in Giudicarie, della quale hai fatto parte integrante, cadde una responsabilità che ha portato ad ottimi risultati. Merito anche tuo.
Ecco quanto hai saputo lasciarci: forse solo ricordi, ma io mi auguro molto di più. Un “esempio” e “cose fatte”: elementi capaci di oltrepassare lo scorrere del tempo per aiutare anche altri a saper continuare ciò che hai insegnato, ciò che hai lasciato di vitale e di duraturo nei tuoi Cari, nei tuoi Amici e in tutti coloro che hanno potuto usufruire di quanto hai fatto e donato camminando con noi e per noi.

Tione,
venerdì 26 febbraio 2010.
Ore 15: durante l’ora del tuo funerale.
Mario Musón

 
Integrazione e razzismo
Scritto da Riccardo Maturi Carpèla   
Lunedì 08 Marzo 2010 13:07

Lettera aperta sui problemi di convivenza
Integrazione e razzismo

Trento città. Un giorno qualunque. Ora di pranzo. In un caffé del centro entra un immigrato e gira tra i tavoli a chiedere l’elemosina. Il proprietario lo avvicina con gentilezza e gli fa presente che non è il caso di disturbare i clienti che stanno mangiando. Gli prepara un bel panino imbottito, lo incarta per l’asporto e glielo consegna sempre con garbo. Mentre sto per uscire dal locale, questo signore mi precede col cartoccio in mano. Dopo aver percorso una ventina di metri sul marciapiedi, si avvicina ad un cestino dei rifiuti e vi getta lo spuntino senza neppure degnarlo di uno sguardo.


Il sangue mi sale alla testa. Consapevole che se dicessi qualcosa verrei tacciato di razzismo, l’irritazione diventa incazzatura. La mente agitata si mette allora a pensare a chi urina sui muri, a chi non rispetta la proprietà altrui, a chi stupra le ragazze, a chi, a chi, a chi. Se certe cose le fa un italiano sei libero di additarlo e perseguirlo, mentre se lo fa un immigrato se solo ti lamenti sei uno sporco razzista. Questi sono atteggiamenti che non aiutano l’integrazione. Non riesco più a digerirlo. E il pensiero si espande. Aspettarsi che chi entra in Italia si adegui alla normativa vigente non è razzista. Chiedere che le regole valgano per tutti né più né meno, non è espressione di razzismo, tutt’altro. Razzismo è proprio tenere comportamenti diversi e discriminatori, quindi il razzismo è nei nostri confronti. E’ ora di finirla.
La comprensione e la tolleranza sono merci preziose da elargire con giudizio. Il rispetto va guadagnato rispettando l’altro, ma ciò non può valere solo per me. Ed ecco che mi rammento di quella volta che ho dato un passaggio fino a Vestone ad un Marocchino (non è dispregiativo, era proprio oriundo del Marocco). Una persona piacevole con cui ho dialogato. Ad un certo punto se ne è uscito con espressioni decisamente intransigenti. Senza mezzi termini mi ha rinfacciato che siamo noi italiani a sbagliare nel tollerare certe cose. Diceva:”Chi si comporta male, dovete sbatterlo fuori senza indugio! Se rimane in Italia costui danneggia anche me, perché per colpa sua anch’io vengo giudicato male”. Una persona intelligente, che vive con i piedi per terra. Ama di più l’Italia lui, di chi pratica un buonismo sdolcinato, fuori luogo e diseducativo. Voler bene a sé e al proprio Paese non è razzista, anzi è stupido il contrario.

 
Una decade da anni Settanta
Scritto da Marco Zulberti   
Lunedì 08 Marzo 2010 13:05

La congiuntura economica ricorda dei periodi difficili del passato recente
Una decade da anni Settanta

Molto fredda questa ultima domenica 31 gennaio 2010 con cui termina il primo mese della seconda decade del nuovo millennio. I giornali sono pieni di notizie economiche contraddittorie tra indici di produzione USA che salgono, disoccupazione italiana ed europea ai massimi e i bilanci pubblici di molti stati ai limiti della sopportabilità fiscale delle popolazioni.

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Comunità, Comune e cittadini
Scritto da Roberto Tonezzer   
Venerdì 08 Gennaio 2010 09:35

Ed ecco il 2010. Sarà l’anno del rinnovo dei Consigli comunali, della partenza della Comunità di Valle, sarà di fatto l’anno del cittadino, chiamato nell’una e nell’altra sede ad esprimere i propri rappresentanti destinati alla gestione della vita pubblica per il prossimo quinquennio. La nuova Legge provinciale n. 15/2009 ha infatti introdotto anche per il nuovo Ente sovracomunale la nomina dei tre quinti dei consiglieri con votazione a suffragio universale diretto e segreto. 

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A Tione tutto esaurito...
Scritto da Ettore Zini   
Lunedì 04 Gennaio 2010 14:09

Cronache natalizie di Tione, tra il serio e il faceto - A Tione tutto esaurito...
Caspiterina! Chi l’avrebbe mai detto: Tione ai primi posti della hit parade turistica Trentina! Da metà novembre fino a Capodanno, i suoi alberghi (tutti, ma proprio tutti), caso più unico che raro a livello provinciale, hanno fatto registrare il tutto esaurito. Non più un posto a disposizione, nemmeno una brandina d’emergenza ricavata nel sottoscala.

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