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giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Editoriale
Il Pd alla sfida più difficile
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Luglio 2009 10:49

La corsa è scattata. Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino si sfideranno nelle prossime settimane per la segreteria del Partito Democratico nazionale, con tanto di campagne elettorali, appelli e “truppe cammellate” varie. Un’eredità pesante, quella del successore di Franceschini (che potrebbe essere anche successore di sé stesso) per un partito che, nato neanche un anno e mezzo fa, ha già “bruciato” due segretari, l’”uomo nuovo” Valter Veltroni, silurato dopo la sconfitta alle regionali in Sardegna, e il successore Franceschini che aveva un mandato “a tempo”.

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A un mese dal terremoto in Abruzzo
Scritto da Adelino Amistadi   
Domenica 17 Maggio 2009 20:59

Seppur lontani, non possiamo non fare qualche considerazione sul terremoto d’Abruzzo che ha toccato un po’ tutti per la sua drammaticità, per le vittime causate, per la gente superstite obbligata nelle tende e per i danni subiti dalla città dell’Aquila e dei paesi limitrofi quasi completamente distrutti. A tutte le persone coinvolte va la nostra solidarietà di Giudicariesi, la pietà per i morti e la vicinanza a chi sta nelle tendopoli. Vicinanza e solidarietà ottimamente rappresentate in Abruzzo dai nostri Alpini del NU.VO.LA, fra i primi ad accorrere ed a prodigarsi per alleviare, almeno un po’, i disagi di quelle popolazioni sfortunate.

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Giovani e comunità locale
Scritto da Tiziano Salvaterra   
Martedì 28 Aprile 2009 16:31

Quando un giovane mi chiede di dargli delle ragioni per rimanere in Giudicarie mi sento fra due fuochi: da un lato l’entusiasmo nel decantare le bellezze delle nostre valli, del vivere in mezzo alla natura, della solidarietà che anima le comunità, dall’altra il rammarico di non avere risposte convincenti verso domande che leggo nei suoi occhi legate alla professione, alle possibilità di lavoro, alle opportunità di crescita  personale, di confronto, di scambio. E mentre imperterrito  continuo ad argomentare le ragioni per rimanere, lui mi  elenca le sue motivazioni per andar via: poca innovazione, alta litigiosità, campanilismo sfrenato, troppa gente contro, scarsa capacità propositiva, la percezione che la periferia sarà sempre  penalizzata, la lentezza nelle decisioni  (anni di diatribe per costruire un’opera o un’infrastruttura…..) l’idea di una comunità stanca, appagata, seduta.
Le Giudicarie forse sono tutte queste cose messe insieme; certo un giovane cerca futuro, chiede dinamicità, aspetta proposte mentre dall’altra il mondo degli adulti è troppo spesso chiuso nella difesa di quello che ha, nella gestione di ciò che è riuscito a costruire, del piccolo o grande potere che riesce a gestire. 

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Il PD il partito che non c’è
Scritto da Adelino Amistadi   
Sabato 28 Febbraio 2009 14:50
In questi giorni s’è fatto un gran parlare di Partito Democratico e delle sue traversie, ma mi rendo conto che, per i non addetti ai lavori, la situazione non sia facile da capire  nei suoi risvolti e nei collegamenti con la nostra realtà. Cerco di dare il mio contributo alla semplificazione.
Da come si sono messe le cose, il PD, non ha più niente del progetto politico e neppure può, ormai, fungere da laboratorio, come qualcuno insiste nel ritenerlo. E’ tornato ad essere un’idea, quella degli anni novanta, quando l’Ulivo rappresentava la speranza, di cattolici e laici di sinistra, di poter stare assieme senza troppo preoccuparsi della compatibilità fra culture politiche che avrebbero dovuto sostenerlo e legittimarlo, scomodando, nel ruolo unificante, la cosiddetta società civile. Ma, evidentemente, non era che una speranza. Una speranza, nonostante gli sforzi, naufragata da tempo, molto prima dell’uragano abbattutosi recentemente sul PD.
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