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giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Editoriale
Renzi, una carta che non può (non deve) fallire
Scritto da Administrator   
Sabato 15 Marzo 2014 14:38

Riassumiamo. Renzi è il nuovo Presidente del Consiglio del nostro Paese. Si è presentato con i suoi ministri al Quirinale, hanno giurato come si conviene, e sono entrati in azione già dal giorno stesso del loro insediamento. Sedici i Ministri: otto uomini e otto donne. Questa la squadra di governo di Matteo Renzi, segretario del PD e premier più giovane della storia d’Italia con i suoi 39 anni. Con lui sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio (PD), ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, agli Interni Angelino Alfano (Ncd), agli Esteri Federica Mogherini (PD), alla Giustizia Andrea Orlando (PD), alla Difesa Roberta Pinotti (PD), allo Sviluppo economico Federica Guidi, alle Infrastutture e Trsporti Maurizio Lupi (Ncd), alla Salute Beatrice Lorenzin (Ncd), alle Politiche Agricole Maurizio Martina (PD), all’Ambiente Gianluca Galletti (Udc), Lavoro e politiche sociali Giuliano Poletti, all’Istruzione, Università e ricerca Stefania Giannini, ai Beni e attività culturali Dario Franceschini (PD), alle Riforme ed ai rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi (PD), alla Semplificazione e alla P:A: Marianna Madia (PD) e agli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta.  

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Rivoluzione Renzi
Scritto da Adelino amistadi   
Lunedì 10 Febbraio 2014 08:51

Eletto solo da un paio di mesi alla guida del Partito Democratico con un successo senza precedenti sugli altri due concorrenti, Matteo Renzi non ha affatto perduto per strada l’energia, la sicurezza di sé, la spavalderia ed anche quella non poca arroganza che hanno accompagnato la sua rapida presa di possesso del PD. 

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L'anno che verrà
Scritto da Adelino Amistadi   
Venerdì 17 Gennaio 2014 16:07

Finalmente il 2013 è finito. Non ne sono per niente dispiaciuto. Anzi, non vedevo l’ora che finisse con tutti i guai che ci ha riservato.  La crisi continua ad imperversare, la povertà aumenta, lavoro non ce n’è, non vediamo lumicini in fondo al tunnel, ma un paio di cose importanti hanno segnato l’anno che abbiamo appena salutato e che, se non altro, ci fanno sperare che qualcosa potrà cambiare nell’anno che è appena iniziato: la fine del berlusconismo inteso non solo come epoca politica, ma soprattutto come fenomeno sociale e di costume.  Le sue battute sulle donne, le sue “serate” a fin di bene(?), le sue pagliacciate in ogni parte del mondo, hanno reso ridicola l’Italia ad ogni latitudine, ma la cosa peggiore è stata la sua ostentata e continua negazione della crisi che ha portato l’Italia ad un passo dal baratro, tant’è che si sono resi necessari alcuni interventi economici pesanti, ma indispensabili per salvare il salvabile. Con lui sobrietà, competenza, rigore, serietà, meritocrazia, principi fondamentali per ogni Paese normale, per anni, sono stati sottesi alla ragione dell’apparire che doveva sempre prevalere sull’essere, della bellezza che contava più della capacità, docilità e subordinazione erano i confini di una politica confusa e pacchiana.

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Tanti candidati non significa più democrazia
Scritto da Administrator   
Mercoledì 06 Novembre 2013 23:56

«Troppi candidati, troppe liste». È il ritornello che abbiamo sentito spesso durante questa campagna elettorale per le elezioni provinciali. Al bar, al supermercato, per strada; ogni volta che la conversazione cadeva sulle vicende politiche il rilievo è stato unanime. E come dare torto al sentimento popolare? D’altra parte i numeri lo confermano: 23 liste, 11 candidati presidente, oltre 750 candidati. Di fatto non c’era trentino che non avesse un amico, un conoscente, un vicino di casa o un parente in lista.
Di contro, tutta questa voglia di “partecipazione” all’agone elettorale non si è tradotta in altrettanta voglia di andare a votare. Anzi, il contrario.

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Andiamo a votare... liberi, sereni e consapevoli
Scritto da Adelino Amistadi   
Mercoledì 02 Ottobre 2013 21:18

Il 27 e il 28 ottobre, per chi ancora non l’avesse ben chiaro, gli elettori sono chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Un momento elettorale fra i più delicati perchè riguarda il nostro Trentino, il nostro futuro, il futuro dei nostri giovani, ma soprattutto perchè è il voto del dopo Dellai, il voto della continuità o del cambiamento, a seconda dei punti di vista. Due sono i motivi che ci impongono una riflessione serena e consapevole. Il primo riguarda la situazione lasciataci in eredità: un’economia in recessione, un debito pubblico sottaciuto, un condizionamento diffuso fra amministratori ed operatori economici, una gratificazione amicale sconveniente, tutte cose che hanno caratterizzato un certo modo paternalistico e curtense di governare.

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