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giornale delle giudicarie aprile 2014

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«Mi aspetto un Trentino fiducioso nei suoi mezzi»
Scritto da Administrator   
Domenica 14 Dicembre 2014 07:49

 

Primo anno di legislatura per l’amministrazione provinciale in carica e per il presidente Rossi. Non è stato un anno facile e questo Rossi se lo immaginava. La congiuntura economica, i tagli crescenti da Roma, la necessità di far ripartire la politica trentina su nuove basi dopo le tre legislature dellaiane erano tutti ostacoli previsti, anche se, forse, non con questa intensità. Poi ci si sono gli intoppi inattesi, come il caso-Daniza. Comunque il presidente Rossi tira dritto e affronta con decisione le nuove sfide, dalla finanziaria (in esame in Consiglio provinciale nei prossimi giorni), alla riforma degli enti locali, al piano straordinario del trilinguismo, alle misure per far ripartire l’economia. «Mi aspetto – dice – un Trentino fiducioso nei suoi mezzi»

Presidente, primo anno di legislatura molto impegnativo. Quali aspetti ricorda in modo positivo e quali in modo negativo?

Gli aspetti positivi sono stati molti. Innanzitutto, sul versante dell’Autonomia, siamo riusciti a raggiungere un accordo con Roma in cui abbiamo chiesto - e continueremo a vigilare perché questo si realizzi - delle certezze per il futuro, anche se da qui al 2018 impone al Trentino ancora importanti sacrifici. E poi, ricordo con particolare piacere gli incontri che hanno riguardato la scuola, gli studenti. Lì ci sono energie nuove, positive, che non hanno nulla a che spartire con il cinismo e la disillusione che troppo spesso purtroppo si respirano, anche a livello nazionale. L’avvio del Piano straordinario del trilinguismo, subito dopo la firma di un importante protocollo d’intesa con il ministro all’istruzione, rappresenta un passaggio di cui vado particolarmente orgoglioso.

Fra gli aspetti negativi, innanzitutto, naturalmente, la scomparsa di Diego Moltrer, che ha lasciato attoniti tanti trentini. E poi le polemiche assurde che si sono scatenate attorno alla morte dell’orsa Daniza, di cui pure tutti ci siamo dispiaciuti. Che una parte dell’opinione pubblica non abbia creduto alla buona fede del Trentino, una terra che ospita, oltre a 50 esemplari di orsi, un enorme patrimonio in termini di fauna selvatica, mi sembra un segno dei tempi particolarmente negativo; ma non bisogna rassegnarsi, anzi continueremo ad offrire elementi per dare la giusta rappresentazione del nostro territorio.

 

Il momento di crisi economica ha acuito situazioni e problematiche. Si attendeva tutte queste difficoltà?

Certo, me le attendevo perché la crisi dura dal 2009. Purtroppo, mi lasci dire una battuta, non si può scegliere quando assumere delle responsabilità di Governo. Bisogna impegnarsi a far bene ciò che va fatto, senza scoraggiarsi, cercando, al contrario, di alimentare la fiducia nelle persone, nelle imprese, in tutto il corpo sociale. In Trentino possiamo contare su una società unita, coesa, che coltiva la partecipazione, il senso della comunità. Sono valori importanti, che ci stanno aiutando molto in questa fase non facile.

 

Bilancio 2015, quali sono gli aspetti qualificanti della manovra?

L’aspetto positivo è essere riusciti a destinare risorse per la crescita, quadruplicando gli sgravi fiscali Irpef previsti dal Governo, che qui in Trentino impatteranno per circa 160 milioni. Tutto questo senza sacrificare il welfare e gli ammortizzatori sociali, anzi, creando anche lì nuovi strumenti come il reddito di attivazione, in favore dei disoccupati, in particolare dei giovani soggetti al precariato e dei lavoratori più anziani.

In generale, il nostro impegno va nella direzione di potenziare tutti i fattori che possono favorire l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo: infrastrutture strategiche, a Trento così come nelle valli, innovazione, capitale umano, rapporto scuola-università-lavoro. Ma abbiamo anche realizzato risparmi importanti, sul versante della spesa corrente: abbiamo ulteriormente tagliato le spese discrezionali, le consulenze e quant’altro. Il tutto tenendo  sempre presente che la crescita passa anche attraverso l’efficienza della pubblica amministrazione, la velocizzazione dei tempi di risposta al cittadino, la sburocratizzazione.

 

Uno sguardo al prossimo anno: cosa attende il Trentino e che cosa si aspetta il presidente Rossi dal Trentino?

Mi aspetto un Trentino che lentamente torni a crescere, ma soprattutto mi aspetto un Trentino fiducioso nei suoi mezzi. Abbiamo impegni importanti davanti a noi, come il completamento della riforma delle Comunità di Valle, il processo di fusione di alcune realtà comunali, ma anche il potenziamento delle collaborazioni lungo l’asse dell’Euregio. Si tratta di sfide che richiedono il contributo di tutti. Non posso dimenticare inoltre che ho aperto il mio discorso il giorno dell’investitura in Consiglio provinciale parlando di giovani: sempre più mi convinco che è lì che dobbiamo investire di più. Di scuola ho già parlato: l’altra sfida importante è il lavoro, perché anche in Trentino la disoccupazione sta “mordendo”. E poi, le politiche familiari, con particolare riferimento al riequilibrio fra popolazione maschile e femminile, in termini di nuovo di opportunità occupazionali, ma anche di redditi, di conciliazione fra tempi di lavoro e di vita.

 

Un augurio ai lettori del Giornale delle Giudicarie per il 2015.

Che sia un anno sereno ma anche “pieno”, intenso. Un anno da assaporare.