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giornale delle giudicarie aprile 2014

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Niente fondi, viabilità incompiuta
Scritto da Administrator   
Domenica 14 Dicembre 2014 07:48

 

“Di rinvio in rinvio. Tra cinquant’anni, saremo ancora qui a parlare di collegamenti con Brescia ancora incompiuti”. Il giudizio severo viene da uno dei vecchi amministratori protagonisti nel 1987 del convegno di Tione: “Viabilità Giudicariese verso il 2000”: tre giorni di dibattiti con rappresentanti e politici della sponda bresciana, per ribadire la necessità di un collegamento agevole tra le due sponde. Sia al servizio del turismo, che dell’industria. 

Anche allora, gli amministratori locali hanno battuto i pugni con Brescia e Trento, perché si facessero carico dello spinoso problema. Un problema all’attenzione della politica locale e provinciale da decenni. Ma, pure nei giorni scorsi, ha registrato il solito rinvio. Con la promessa che i fondi per la Vestone-Idro, saranno comunque trovati. Bravo, anzi bravissimo l’assessore Mauro Gilmozzi, che ancora una volta è riuscito a fermare sul nascere le legittime proteste degli amministratori locali, che preso atto che anche la Vestone-Idro, tratto importantissimo dell’asse viario Brescia-Madonna di Campiglio, veniva stralciata dal bilancio provinciale per mancanza di fondi, sono scesi in massa in quel di Trento, per chiedere spiegazioni.

L’assessore Gilmozzi, che solo un anno fa, nel palazzo comunale di Storo era stato protagonista dell’accordo tra le due Province, con presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora, con tanto di strette di mano e sorrisi a favore dei fotografi. Per siglare, in modo definitivo, l’accordo bilaterale per la realizzazione di quel progetto da 55 milioni di euro: da ripartire “fifty-fifty” tra le due amministrazioni, ha garantito la piena disponibilità della Provincia di Trento a reperire i denari sufficienti per tenere fede all’impegno. Tant’è vero che sindaci e responsabili della Comunità di Valle, sono usciti dal Palazzo della provincia visibilmente soddisfatti. “Gilmozzi – hanno raccontato i sindaci di Storo, Condino, Pieve di Bono, Pinzolo e Comano Terme e i responsabili della Comunità delle Giudicarie – ci ha garantito che in qualche modo le risorse per la Vestone-Lago d’Idro si troveranno”. Dunque, tra tante notizie cattive, gli amministratori giudicariesi una buona l’hanno rimediata.

Non si farà la circonvallazione di Pinzolo (se ne potrà parlare sono nel triennio 2019-2021), per ora non è prevista nemmeno la variante di Comano, ma per la Vestone-Idro i soldi ci saranno. La cosa strana però è che a quel summit chiarificatore non abbia fatto seguito uno straccio di comunicato. Cosa che la Provincia è solita diramare dopo accordi o decisioni, più o meno, importanti. A tarda sera, nei flash inviati a tutti gli organi di comunicazione dall’ufficio stampa della Provincia, non c’era nessuna menzione a quell’incontro. Né si faceva alcun accenno ad accordi che mettevano nero su bianco le dichiarazioni del responsabile della Provincia. Ora, nessuno vuol mettere in dubbio le parole dell’assessore. Né si vuol dubitare della capacità degli amministratori giudicariesi di subodorare possibili bufale che vengono loro propinate. E’ alquanto strano, però, che sull’argomento non ci sia una riga di riscontro. Anche solo per ricordarne la data. Ora, non si pretende che una notizia così importante sia vergata su pergamena con tanto di sigillo in cera lacca di Piazza Dante, né che sia scolpita su pietra come le tavole dei Comandamenti. Ma, due righe scritte dall’assessore, o dai suoi funzionari a conferma dell’impegno preso, quello sì. Altrimenti, com’è già accaduto, quelle pronunciate potrebbero essere parole al vento, dette solo per tacitare le proteste di chi attende lo snellimento di quell’arteria determinante per lo sviluppo turistico del bacino di Pinzolo e Madonna di Campiglio. Senza dimenticare i collegamenti con le aree artigianali e industriali della Valle del Chiese che, con la Provincia di Brescia hanno sempre avuto uno sbocco preferenziale. Quanto sia vitale il raccordo tra le due province, lo dimostrano anche i comitati con tanto di raccolta fondi per unire il Trentino alla Lombardia con una linea a rotaie già cento anni or sono. Era l’alba del 1889, quando in val del chiese si spingeva per un allacciamento filo tranviario con Brescia e i comuni della Valsabbia. Già allora, la celerità delle comunicazioni e dei trasporti erano una priorità, tant’è vero che una linea su rotaia era arrivata fino a Idro. Per anni, ci si illuse che la tratta potesse costeggiare il lago d’Idro fin sulla sponda trentina. Poi non se ne fece più nulla.

Proprio come oggi, dove ogni scusa è buona per rinviare alle calende greche, uno spezzone di strada che sarebbe un altro passo importante, per una rete stradale ferma ai primi del Novecento. Si progettano impianti capaci di trasportare in quota migliaia di persone. Ma non si pone la necessaria attenzione ad una viabilità che, stando alle promesse, dovrebbe essere lastricata d’oro. Per la Vestone-Idro, dunque, l’assessore Gilmozzi ha assicurato, a parole, che quei quasi 30 milioni la Provincia di Trento, comunque li troverà. Sul documento della manovra finanziari della Pat, alla voce opere pubbliche, a pagina 33, sono descritte a caratteri cubitali le opere che sono messe in forse. “E che – è scritto - stante il perdurare della crisi economica, dovranno attendere giorni migliori”. Il testo dice testualmente: “ Tra le opere rinviate si segnalano: lo svincolo di Campotrentino, la variante di Cles, il collegamento Loppio-Busa, la variante di Pinzolo, la variante di Strigno. E l’Accordo con la Provincia di Brescia”. “Trattandosi di opere importanti per il territorio sono confermate nella programmazione provinciale, garantendo alle stesse priorità in presenza di nuove  risorse, in particolare in conseguenza della ripresa economica del territorio”. Come dire: le opere sono importanti. E’ vero. Ma, potranno essere fatte solo in presenza di un miglioramento delle condizioni economiche. Visto il perdurare della crisi, c’è davvero da augurarsi che i tempi siano più corti del previsto. “Verba volant, scripta manent”. Recita uno dei detti latini. Nessuno vuol mettere in dubbio la buona fede dell’assessore. Due misere righe, però, anche su un pezzo di carta del formaggio, avrebbero fornito maggior garanzie.