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Comuni, scocca l’ora delle fusioni
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Maggio 2014 06:26

 

È stata una domenica a suo modo storica per le Giudicarie quella del 13 aprile, giorno che ha consacrato la volontà dei cittadini dei comuni di Praso, Daone, Bersone da una parte, San Lorenzo e Dorsino dall’altra, di fondersi in due entità comunali uniche, Valdaone e San Lorenzo-Dorsino. Nella stessa domenica, in Val di Non, i comuni di Taio, Coredo, Tres, Smarano e Vervò, si sono uniti, formando il nuovo comune, di quasi 7.000 abitanti, di Predaia. 

Un risultato significativo che, forte di affluenze ovunque sopra il 60%, segna la strada per future aggregazioni, in Giudicarie ma in generale in tutto il Trentino, sottolineando come ormai i cittadini, anche sulla spinta della crisi economica e della necessità di razionalizzazione emersa nell’amministrazione pubblica a vari livelli, abbiano superato la logica del campanile e siano aperti e disponibili a discutere e votare processi di aggregazione di questo tipo.

Non è stato un percorso semplice, questo è certo e va dato atto agli amministratori dei comuni di Praso, Bersone e Daone di aver creduto in questo risultato e di aver lavorato per superare le diffidenze verso la fusione. Specie negli anni passati, non sono infatti mancati momenti difficili in questo percorso, basti pensare a quando due anni fa non si raggiunse il quorum a Praso in una pre-consultazione, oppure, guardando due comunità vicine, il recente naufragio fra i banchi del consiglio comunale della fusione tra Cimego e Castel Condino. Nulla di scontato, dunque.

Poi, una parte importante, l’hanno fatta i cittadini domenica 13 aprile, confermando con i numeri quello che era un sentore avvertito dagli stessi sindaci dei tre comuni, ovvero che i tempi “fossero maturi” per impostare il rush finale del percorso di fusione e di creazione del nuovo comune di Valdaone.

Molto positivi i dati sull’affluenza a Bersone, dove hanno votato 171 cittadini (il 70,66% degli aventi diritto) e Daone, 379 (78,65%). Buoni a Praso, che ha fatto registrare 175 votanti (il 61,19%). Bene in proporzione anche il numero di voti favorevoli: a Bersone i voti pro fusione sono stati 140 contro 26 pareri contrari, a Daone i si sono stati 332 mentre i no 47 e a Praso i voti favorevoli hanno superato i contrari con un 133 a 41.

Il referendum segna un positivo risultato per le amministrazioni e la chiusura ideale della prima parte di un lungo ed impegnativo percorso burocratico; ora ne inizia un altro, che porterà il comune unico ad iniziare ufficialmente la propria esistenza a decorrere dal primo gennaio 2015 per poi essere completamente operativo dalle prossime elezioni amministrative previste per il maggio del prossimo anno. Intanto, nella Giunta regionale del 23 aprile, l’assessore agli enti locali Josef Noggler (quella dell’ordinamento dei comuni è una competenza regionale) ha varato il disegno di legge che istituisce il comune di Valdaone (insieme ad altri due ddl che istituiscono quelli di Predaia e San Lorenzo Dorsino, che saranno sottoposti all’attenzione e al voto del Consiglio Regionale nelle prossime sedute.

 

C’è soddisfazione tra i sindaci dei tre comuni Daone, Praso e Bersone, che andranno a formare il nuovo agglomerato di Valdaone. Soddisfazione per un risultato che premia il loro impegno, mettendo in luce come i cittadini abbiano colto in pieno lo spirito di grande collaborazione instaurato tra le tre amministrazioni e l’istanza di aggregazione che gli amministratori hanno sostenuto in questi anni con un notevole impegno personale.

La pensa così Ugo Pellizzari, sindaco di Daone, il più popoloso dei tre comuni, e quello che ha fatto segnare l’affluenza più elevata, sfiorando l’80%: “il Risultato è stato positivo, oltre ogni più rosea aspettativa. Avevo chiesto ed auspicato che vi fosse un’espressione netta da parte dei nostri cittadini per non non dare adito poi a dubbi o ripensamenti e abbiamo avuto il riscontro atteso. A Daone c’è stata un’affluenza notevole ai seggi, ora occorre dar seguito a questo risultato, portando avanti gli adempimenti necessari per sciogliere a dicembre i consigli comunali e partire con il comune unico a gennaio”.

C’è la consapevolezza che, probabilmente, il successo di questo referendum potrebbe aprire la strada ad altre fusioni?

“Ci sentiamo un po’ precursori di un percorso che faranno altri comuni nei prossimi mesi e anni. Noi partivamo da una situazione molto buona, con ufficio tecnico e tributi gestiti in forma associata e collaborazioni importanti in altri campi teleriscaldamento; speriamo che la nostra esperienza possa essere un esempio per altre realtà. Un ringraziamento va fatto ai cittadini, che hanno dimostrato maturità; come amministratore avevo qualche timore e incertezza sul risultato, ma abbiamo dovuto constatare come oggi la gente sia molto avanti su questo percorso e forse a volte pure di più degli amministratori stessi.”

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Lener Bugna, sindaco di Bersone: “siamo soddisfatti per  questo importante risultato, che, devo dire, non è frutto del caso ma dell’impegno delle tre amministrazioni che ritengo abbiano saputo spiegare le ragioni di questa unione ed i vantaggi, stando fra la gente. E poi frutto della consapevolezza dei cittadini che avevano maturato la convinzione della bontà di questa fusione, capendo che era la cosa giusta da fare. L’impegno ora è quello di trovarsi con i tre tre consigli comunali, con il segretario, con personale per informare e programmare insieme”.

Una data a suo modo storica per le Giudicarie. “Penso che, anche grazie al successo di questa fusione, assieme a quella di San Lorenzo-Dorsino e Predaia, il processo sia avviato, certo nella libertà di ogni singolo comune, ma penso che nella prossima legislatura vi saranno altre fusioni. Comunque la consapevolezza di qualcosa di inevitabile c’è, così come , perchè la consapevolezza che comuni di 300 abitanti sono difficili da tenere in piedi.”

Roberto Panelatti, sindaco di Praso si augurava una percentuale ancora maggiore. Anche se, spiega: “se pensiamo che il Plebiscito del 1946 per la Repubblica o la Monarchia fu deciso con una percentuale del 53%, penso che nel nostro piccolo possiamo essere contenti così. Battute a parte, c’è soddisfazione per il risultato di insieme, anche perchè quando si arriva al compimento di un percorso così impegnativo c’è sempre un po’ di timore che possa andare male al fotofinish. Le sensazioni, però, erano buone e sono state confermate nelle urne. Un ringraziamento va a tutti quelli che si sono impegnati con entusiasmo per spiegare ai cittadini le motivazioni della fusione, un messaggio che è giunto a destinazione”. Avete avvertito l’importanza dell’occasione?

“Diciamo che ci sentivamo osservati, non solo noi ma anche Predaia e San Lorenzo-Dorsino. Certo ora anche la stampa ha dato spazio positivo alla fusione, indicando quella come la strada giusta, che potrà essere seguita anche da altri nel prossimo futuro. E’ chiaro che il referendum ha dimostrato che la gente non è contraria alle aggregazioni di comuni, se viene preparata correttamente con serate informative e coinvolgimento”.