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San Lorenzo e Dorsino, dal 1 gennaio 2015 il comune unico
Scritto da Denise Rocca   
Lunedì 10 Febbraio 2014 08:43

72 pagine di progetto, 2 comuni, 1600 abitanti circa, 73,65 kmq, un punto lettura un centro sportivo (Promeghin), una casa di assistenza aperta per anziani, un CRM, una parrocchia, un dispensario farmaceutico, un centro scolastico dell’infanzia e della scuola primaria, le forze dell’ordine. Questo è nei numeri il futuro comune dal poco creativo nome di San Lorenzo Dorsino che, previo assenso dei cittadini, nascerà il 1 gennaio 2015. 

Due riunioni pubbliche, alle quali sono intervenuti anche i rappresentanti provinciali – il presidente Ugo Rossi, e l’assessore Carlo Daldoss – e gli amministratori più tecnici del Consorzio dei comuni – il presidente Paride Gianmoena e il direttore Alessandro Ceschi – sono state fatte per spiegare il contenuto di quelle 72 pagine di progetto redatto dalle due giunte di San Lorenzo e Dorsino nei mesi scorsi. Domande, dal bancone del bar o dalle aule consiliari, ne sono sorte.

Nella riunione pubblica a Dorsino, qualche chiarimento rispetto ai dubbi emersi più o meno velatamente, è stato dato dal sindaco di San Lorenzo Gianfranco Rigotti: “C’è chi dice che la fusione serve a pagare i debiti di San Lorenzo. Niente di più sbagliato – ha dichiarato - nel 2005, il comune aveva 1 milione e 600mila euro di debiti, ridotti ad oggi a 982mila euro e nel 2015 scenderanno a 520mila euro. Cifra pari a quella del comune di Dorsino, peraltro”.

E per restare in tema di numeri, altra questione sulla quale si è dibattuto quella del personale: Omar Appoloni, consigliere di minoranza a Dorsino, è perentorio: “si assumeranno tre nuove persone alla faccia del risparmio che così si riduce al minimo”. “Falso e fuorviante - si ribatte dalla maggioranza – nel progetto è previsto il mantenimento dell’attuale organico che se venisse potenziato è di un solo un operaio, che certo non si può dire non serva”. Voce terza, sulla questione personale si è soffermato pubblicamente Alessandro Ceschi, direttore del Consorzio dei Comuni: “Due le maniere di guardare al personale, le “teste” e i “costi” - ha spiegato – le teste sono 13 e si riconfermano, per i costi nel progetto di fusione sono previsti gli stessi o di poco ridotti. Va ricordato che non si può vincolare ora l’amministrazione che verrà nel maggio 2015, che prenderà le sue decisioni in quel momento”. Non dovesse andare in porto la fusione, la questione del personale rimarrebbe comunque aperta per il comune di Dorsino: “Poichè con la fine dell’anno - ha specificato Ceschi - due dipendenti cessano l’attività e questo ha delle conseguenze sulla continuità del servizio, la questione con una gestione associata o una forma simile Dorsino dovrà porsela”.

Ci sono poi le tre domande ricorrenti: Asuc, Vigili del fuoco e cacciatori? Sui vigili, la fusione non incide nel senso che non esiste obbligo di fusione fra i corpi, la decisione spetta quindi agli stessi vigili del fuoco. Anche i cacciatori possono stare tranquilli perchè i rispettivi ambiti non verranno cambiati rispetto agli attuali. In materia di gestione dei patrimoni frazionali le strade sono due: o si fanno due Asuc, una per San Lorenzo e una per Dorsino, oppure i beni delle due frazioni verranno gestiti dal futuro comune ma comunque tenuti chiaramente separati.

E dove sarà, il nuovo comune? Qui le opzioni sono aperte, il dibattito ancora in atto: l’ipotesi scritta nel progetto di fusione è che si mantenga una sede principale a San Lorenzo, con la sala consiliare, l’ufficio del sindaco, il segretario comunale, l’ufficio tecnico e la ragioneria; e poi a Dorsino siano trasferiti l’anagrafe/commercio e i tributi, oltre alla sede delle associazioni. Gli operai e i mezzi, sono previsti a Dorsino, sempre se il progetto presentato dall’amministrazione di Giorgio Libera per il nuovo magazzino comunale interrato sarà realizzato.

Prossima tappa per la fusione, quella decisiva, il referendum previsto per la primavera: quorum raggiunto e prevalenza dei “sì” in entrambi i comuni sancirà di fatto la nascita di un comune unico, diversamente naufragherà tutto.