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Traduzioni e Comunicazione

Ragioniamo con responsabilità sul tema della prostituzione
Scritto da Adelino amistadi   
Venerdì 17 Gennaio 2014 15:58

Gli amici del Bar tornano all’attacco ed io non posso che ascoltarli. Sotto Natale, fra i tanti discorsi, di crisi, disoccupazione, sperperi, tasse da pagare, Imu, rifiuti e balzelli vari, c’è chi se l’è presa con le prostitute e il dibattito natalizio (si fa per dire!) si è accalorato sulla legge Merlin e sulla sua abolizione così come chiedono molti parlamentari con proposte di legge, già depositate, che entreranno agli inizi del prossimo anno in discussione.

Considerandomi, ad una certa ora, più saggio di loro, sono stato richiesto di un parere.  Allora. Per quel che so, le iniziative parlamentari in corso fanno tornare alla ribalta la questione della prostituzione, fenomeno che con la legge Merlin del 1958 sembrava superato, ma che invece è in pieno sviluppo, aggravato da un sistema malavitoso che usa donne e bambine, provenienti da ogni parte del mondo, come schiave sulle nostre strade. Togliere le lucciole dai marciapiedi, metterle in luoghi sicuri, garantirne la salute e l’incolumità,  riaprire le case “chiuse” e far pagare loro le tasse, sembra l’obiettivo dichiarato dalle proposte in corso. Anche se la legge Merlin, chiudendo le “case” perseguiva un obiettivo giusto (sottrarre le prostitute al racket della criminalità), di fatto oggi le donne sono molto più sfruttate in strada di quanto non lo fossero nelle “case”. Quella intrapresa dal Parlamento ( in specie fra i partiti di centrodestra) è una battaglia non solo a salvaguardia del decoro delle città, ma innanzi tutto a tutela delle ragazze e contro l’ipocrisia di chi si gira dall’altra parte facendo finta che il problema non esista. Esiste ed è drammatico. Senza contare, anche se marginale rispetto al problema, che il far riemergere il fiume di denaro in nero che gira attorno al fenomeno, il più delle volte in mano a farabutti, farebbe molto bene alle casse dello Stato. Così si ragiona in gran parte degli stati europei di provata civiltà. Cari amici, ho dato, come promesso, il mio contributo, ma discussioni del genere facciamole in altri periodi, magari a carnevale, vi prego! (a.a.)