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Anche per le biblioteche sacrifici in vista?
Scritto da e.z.   
Mercoledì 06 Novembre 2013 23:49


Che la crisi dovesse in qualche modo penalizzare anche il collaudato sistema bibliotecario trentino bisognava pur aspettarselo. Ma, che arrivasse a “tassare” il prestito interbibliotecario, questo no. Gli operatori proprio non l’avevano messo in conto. Anche perché, a fronte di un servizio indispensabile per molte categorie di persone (basta pensare agli studenti universitari che proprio qui attingono libri e testi per le loro tesi, o ai ragazzi delle elementari che prenotano i volumi delle letture estive assegnategli dagli insegnanti, centinaia di libri che possono disporre gratis per l’estate), i costi finora sopportati dalla Provincia non superano i 150 mila euro in tutto. Mentre il servizio riguarda tutto il Trentino. Il problema si chiama “Tariffazione del prestito interbibliotecario”. Già annunciato dalla Provincia che sta destando più di una preoccupazione alle singole biblioteche, e che è stato preso in esame anche dall’AIB, associazione nazionale bibliotecari, che proprio in questi giorni ha emesso un comunicato dove si spiega quanto sta succedendo a causa dei tagli della spesa. “Mettono a rischio gli stessi elementi costitutivi del sistema bibliotecario trentino”è scritto nell’esordio. Il “Sistema”è nato nel 1987. Da venticinque anni le 197 biblioteche trentine operano a sistema unico. Vantano un patrimonio di oltre quattro milioni di risorse bibliografiche (libri, dvd, video, cd, ecc.). Un Trentino su quattro è iscritto al prestito. Ogni anno le biblioteche prestano 1.600.000 documenti, e nello stesso periodo almeno 150 mila turisti entrano nelle biblioteche. Un fiore all’occhiello della politica provinciale, che proprio grazie al capillare apparato messo a disposizione dell’utenza del 90% dei 219 comuni trentini, vanta un complesso bibliotecario tra i più avanzati d’Italia. “Un fiore all’occhiello della nostra Regione, che non va lasciato appassire”, ha scritto il 12 ottobre sulle pagine del Trentino l’ex consigliere provinciale Michele Nardelli, uno dei primi firmatari della LP 10/2013, parte integrante del disegno europeo che, con il Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente di Lisbona, si propone di concorrere alla realizzazione del grande mosaico dello “spazio europeo, con l’obbiettivo del 15% della popolazione in apprendimento entro il 2020.  Elementi portanti del sistema bibliotecario trentino: il Catalogo Unico, vale a dire tutti i documenti di tutte le biblioteche presenti nell’unico elenco-schedario “on line” a disposizione di tutti i cittadini. E il prestito interbibliotecario: ognuno, attraverso la propria biblioteca può chiedere un documento presente in un altro luogo. Un servizio finora gratuito, cui tutti i cittadini possono accedere. E proprio sulla sua gratuità, sta il problema. “0ra – dice la responsabile dell’AIB trentina Elena Corradini – la provincia è intenzionata a condizionarlo al pagamento da parte degli utenti”. “Una soluzione inopportuna, in periodi in cui la capacità di spesa delle famiglie è sensibilmente ridotta. Che meriterebbe più informazione e confronto”. Ecco dunque il tentativo dell’unione bibliotecari di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto la politica trentina a non togliere il sostegno a uno dei pilastri su cui si basa tutto il sistema bibliotecario. Che alla pari del Mart e del Muse è una delle scelte strategiche della Provincia Autonoma di Trento. Un investimento culturale, cui bisogna fare il possibile per confermare il supporto economico che ne garantisca la fruibilità gratuita da parte degli utenti. Tanto più che l’impegno monetario stimato in non più di 150 mila euro l’anno (poco più di 700 euro a biblioteca) non rappresenta una cifra irreperibile nelle pieghe dei bilanci provinciali. (e.z.) Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.