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I “furbetti” dei rifiuti
Scritto da Administrator   
Lunedì 06 Maggio 2013 07:48

Una tematica d'attualità, in tempi di Tares e nuove calotte per la raccolta del residuo, è certamente quella dell’abbandono dei rifiuti. Argomento importante, se si pensa ha riflessi sulla salubrità e la vivibilità del nostro ambiente.  Proprio la recente introduzione delle cosiddette calotte sui bidoni del “residuo”, ossia l’applicazione della raccolta puntuale misurabile attraverso le chiavette e coordinata dalla Comunità di Valle in collaborazione con i comuni, ha fatto temere un incremento del fenomeno dell’abbandono. Il fatto di misurare il numero di conferimenti ai vecchi bidoni “verdi” (o a quelli interrati di nuova generazione) poteva indurre qualcuno a pensare che – sottraendosi alla misurazione – avrebbe potuto pagare di meno in bolletta sul computo della Tia; va detto che, proprio per scoraggiare tali comportamenti, la Comunità ha da subito individuato un numero di scarichi minimo presuntivo da pagare in ogni caso e la misura ha sicuramente funzionato. Alle calotte si aggiunge ora la Tares, tassa statale che, pur riferendosi a più servizi, di fatto aggrava la Tia e ciò potrebbe alimentare qualche atteggiamento sconsiderato. 

In realtà – fanno sapere i responsabili dei comuni – non vi sono stati particolari fenomeni od incrementi dell’abbandono rifiuti, anche se comunque si tratta di un problema sempre presente negli ultimi anni.

A scoraggiare questo tipo di comportamenti ci pensa la Polizia locale delle Giudicarie che, su mandato delle amministrazioni comunali, pone molta attenzione, accanto alla sicurezza e al presidio del territorio, anche a questa tematica, con un pattugliamento attento del territorio e irrogando sanzioni pecuniarie a chi viene sorpreso ad abbandonare rifiuti. Recentemente, sono stati diversi i casi di abbandono nel quali la Polizia locale delle Giudicarie, guidata dal comandante Carlo Marchiori, ha contestato questo tipo di infrazione risalendo al colpevole attraverso vere e proprie mini-indagini sul materiale abbandonato che, spesso ma non sempre, lascia dietro di sé tracce visibili. Nell’ultimo anno è stato possibile contestare in questo modo più di 20 infrazioni.

Le sanzioni, in questi casi, possono arrivare fino a 3.000 euro. In particolare il decreto legislativo 3 aprile 2006, n° 152, poi modificato nel 2010 (vedi box a fianco) prevede sanzioni da 300 a 3.000 euro, con eventuale applicazione di disposizioni penali per quanto riguarda le aziende; a ciò va aggiunto che la fattispecie costituisce anche una violazione dei regolamenti comunali in materia, che prevedono ulteriori sanzioni da 50 a 300 euro.

«Il fenomeno – spiega il comandante della Polizia locale delle Giudicarie, Carlo Marchiori – sembra comunque abbastanza stabile. Gli operai dei comuni ed i cantonieri della PAT periodicamente riempiono i loro mezzi di rifiuti depositati in maniera incontrollata, specie nelle scarpate delle strade. Questi ritrovamenti vengono segnalati alla Polizia Locale che esperisce gli accertamenti sul materiale ritrovato, che in alcuni casi portano con certezza all’individuazione del trasgressore». Un’attività importante, perché riguarda direttamente una ricchezza che è di tutta la comunità, ossia l’ambiente, la natura ed anche il decoro urbano. Ma l’impegno della Polizia locale sui rifiuti non si esaurisce qui. Con le medesime modalità viene anche effettuato un controllo periodico, in sinergia con i tecnici del servizio ambientale della Comunità di Valle, sul materiale “teoricamente” differenziato, ma che purtroppo a volte non lo è. Riservando talvolta delle spiacevoli sorprese.

«Recentemente – spiega Marchiori - nella carta proveniente da un’isola ecologica delle Giudicarie Esteriori, sono state rinvenute addirittura pelli di montoni appena uccisi. Voglio sottolineare che, al fine di individuare abusi come questi, risultano importantissime le segnalazioni dei cittadini. Il nostro territorio va dal lago di Molveno al passo del Ballino fino alla pineta di Caderzone; è impensabile presidiarlo tutto capillarmente. Per questo per avere risultati tangibili serve la collaborazione dei moltissimi cittadini che hanno senso civico e che vedono a volte vanificato il proprio impegno da pochi maleducati. Per questo invito a comporre il n. 0465.343185 (attivo anche sabato e festivi con trasferimento di chiamata) e segnalare situazioni come queste».