Home Primo Piano Giovanelli e Butterini: «Per la strada bisogna fare fronte comune»

Traduzioni e Comunicazione

Scritto da e.z.   
Lunedì 06 Maggio 2013 07:46

“Se non fosse stato per noi, probabilmente la strada sarebbe ancora chiusa”. Giorgio Butterini, sindaco di Condino e presidente del Bim del Chiese e Vigilio Giovanelli, sindaco di Storo, non ne fanno un mistero. E’solo per merito loro se l’interruzione della viabilità di accesso alle Giudicarie, proprio nel bel mezzo della stagione invernale,  è stata ripristinata a tempi brevi. E si deve a loro se quel conoide pericolante, all’altezza della Rocca di Anfo, sarà messo compiutamente in sicurezza. “Perché dicono, un conto è la politica degli enunciati, e un’altra è quella dei fatti”.

La stilettata, nemmeno troppo velata, è agli altri comuni. Compresi quelli dell’Alta Rendena che mai si sono interessati dei collegamenti viari tra Brescia e territorio giudicariese, “nonostante da quella strada arrivino gran parte dei turisti che affollano le loro stazioni  sciistiche”. Ma non risparmia nemmeno i responsabili della Comunità di Valle, che in virtù del loro ruolo istituzionale, dovrebbero essere artefici e prim’attori di un’azione corale. Che invece manca. Il richiamo ad un ruolo più responsabile e collettivo di tutti i 39 comuni giudicariesi a unire le forze per risolvere, una volta per tutte, lo spinoso problema della viabilità primaria, mette il dito nella piaga. “In fin dei conti – dicono i due sindaci del Chiese – quella strada è un problema non solo nostro. Dalla Lombardia e dagli snodi autostradali del bresciano arriva buona parte dei turisti per tutte le località della valle, quindi l’interesse, dovrebbe essere di tutti, non solo nostro”.

Di questo argomento ci eravamo già fatti carico nel numero di marzo, dove, a proposito di viabilità di accesso, parlavamo di “una regia che non c’è”. Di un fronte disgregato di sindaci che – come sottolineano Butterini e Giovanelli – pensano al loro particolare, senza avere una visione collettiva. Il richiamo è a fare massa. Nell’interesse di tutti. “Perché – dice il sindaco di Storo – è impensabile, nel 2013, dover impiegare ore per raggiungere le Giudicarie da Brescia. Le nostre economie industriali e turistiche, richiedono un’arteria veloce e sicura in grado di garantire i collegamenti con tutti i comuni della valle”. Ma non è finita qui. Non solo i due sindaci chiesani sollecitano i politici della zona a fare fronte comune. “Ma – dicono – che anche la Provincia non si deve nascondere dietro un dito. Deve dire chiaramente quali sono le sue intenzioni”. Le risorse sono diminuite? Gli impegni presi non sono più sostenibili? Fare melina non serve. Bisogna dire le cose come stanno, ed eventualmente ridiscutere i progetti in base alle disponibilità finanziarie e alle priorità. Alcuni giorni or sono hanno incontrato l’assessore Mauro Gilmozzi, a cui Pacher ha trasferito le competenze sulla viabilità. Con lui c’era il funzionario Raffaele De Col.  Con i due responsabili provinciali hanno cercato di saggiare le disponibilità di Trento sui finanziamenti in terra bresciana. Gli organi della Pat – hanno riferito –  sono tutt’ora propensi a mettere sul piatto le risorse per portare a compimento il progetto. Certo i tempi sono cambiati. La spending rewiev non ha risparmiato nemmeno i bilanci provinciali. Ma, a quanto sembra, Trento è ancora disposta ad analizzare i dettagli del progetto. E a verificare anche le disponibilità finanziarie di Brescia. Presto – hanno anticipato il presidente del Bim e il sindaco di Storo – ci sarà un primo incontro per la messa in sicurezza della Rocca di Anfo (un intervento di circa 800 mila euro). Poi, entro i primi 10 giorni di maggio, le delegazioni delle due province si incontreranno, a Idro, per riprendere i contatti istituzionali. Notizie di ugual tenore arrivano anche dalla presidente della Comunità di Valle Ballardini, e dall’assessore alla viabilità Vaia. Sono i responsabili delle Province ad avere in mano i cordoni della borsa, per l’attuazione del progetto. Ma, anche il sostegno convinto dei comuni e di tutti gli organismi che contano, può fare la differenza.