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Piccoli comuni, prove di fusione
Scritto da Roberto Bertolini   
Lunedì 06 Maggio 2013 07:43

I tagli ai bilanci delle autonomie locali sull’onda della crisi economica e la prospettiva di risorse sempre più magre per il futuro stanno spingendo anche in Giudicarie diversi comuni ad accelerare le procedure per addivenire, in tempi ristretti, a fusioni ed aggregazioni. In questa direzione andava il progetto di unione tra Cimego e Castel Condino, poi affossato al fotofinish dal consiglio comunale castellano, come abbiamo peraltro dato conto sul Giornale delle Giudicarie. Ora ci sono altri paesi giudicariesi che ci riprovano, sembra, con maggiore convinzione attraverso un percorso che incontra l’appoggio della popolazione, oggi più che mai distante da alcuni campanilismi e localismi fino a qualche anno fa indubbiamente maggioritari, specie nelle piccole comunità. 

 

Bersone-Daone-Praso. Un’unione di cui si parla da tempo e che negli ultimi mesi sta acquistando sempre maggiore concretezza.  Nelle scorse settimane si sono susseguiti nei tre paesi alcuni partecipati incontri informativi con la popolazione nelle quali gli amministratori, sostenuti sotto il profilo giuridico dal direttore del Consorzio del Comuni trentini Alessandro Ceschi, hanno spiegato ai cittadini le ragioni di questo percorso condiviso. Una strada iniziata circa 10 anni fa con i primi abboccamenti, oggi accelerata anche dagli sviluppi della situazione socio-economica generale.

Nella road map il 6 maggio è previsto un incontro pubblico delle tre comunità unite a Daone a Villa De Biasi/sala Papaleoni, mentre domenica 26 maggio è in programma una importante consultazione popolare (un referendum, ma con tratti di informalità) per capire l’orientamento dei cittadini dei tre paesi in vista di futuri passi ufficiali. Nelle intenzioni dei tre sindaci si tratta di un passaggio fondamentale per intraprendere con convinzione i prossimi passaggi del percorso di fusione: quel percorso che – se tutto filasse liscio – porterebbe al referendum ufficiale a maggio o giugno del 2014. A quel punto, con l’avallo della popolazione, nascerebbe il comune unico. Infine, da gennaio 2015 vi sarebbe il commissariamento degli organi amministrativi del nuovo comune fino alle elezioni comunali del maggio 2015. Per rendere possibile tutto ciò, però, occorre accelerare rispetto alle normali tempistiche per aggregazioni di questo tipo, che prevedono una fase intermedia di “unione” che porti poi, nell’arco di alcuni anni, alla fusione vera e propria. Quest’ultimo, ad esempio, è l’iter “canonico” seguito , solo due anni fa, da Lomaso e Bleggio Inferiore, che hanno dato vita al comune di Comano Terme dopo circa 10 anni di percorso condiviso. La base di partenza di questo progetto è la condivisione, da parte dei comuni di Praso, Daone e Bersone di servizi associati funzionanti da anni, come l’ufficio tecnico intercomunale ed il servizio tributi. Della bontà del progetto sono convinti e promotori innanzitutto i tre sindaci, Lener Bugna per Bersone, Roberto Panelatti per Praso e Ugo Pellizzari per Daone.  Il nuovo comune che uscirebbe dalla fusione conterebbe circa 1.250 abitanti (295 Bersone, 343 Praso e 604 Daone), ed una superficie di ben 176 kmq (rispettivamente 9,8, 9 e 158), diventando così il comune più esteso del Trentino, davanti a Pejo (163 kmq) e Trento (157 kmq). La media nazionale è di 37,3 kmq.

Da registrare, sull’onda dell’entusiasmo per l’ipotesi dell’aggregazione, alcune voci che vorrebbero l’estensione dell’unione ai comuni di Prezzo e Pieve di Bono; dal canto loro gli amministratori non chiudono del tutto la porta per il futuro, sottolineando però come la sostenibilità di un comune non debba tener conto solo del numero degli abitanti, ma anche del rapporto con l’estensione territoriale.

 

San Lorenzo e Dorsino. Le Giudicarie Esteriori accelerano con i percorsi di fusione. Detto di quella, importante, tra Bleggio Inferiore e Lomaso, è da registrare l’attivismo delle amministrazioni di San Lorenzo in Banale e Dorsino per impostare concretamente un progetto di aggregazione. A dicembre il consiglio comunale guidato da Giorgio Libera aveva già dato il proprio avallo ad un’iniziativa di unione che fosse estesa a tutti i comuni delle Esteriori; un’idea che ha però subito lo stop, almeno parziale, dal consiglio comunale di Stenico, che ha deciso di rinviare il tutto a prossima legislatura.

Ecco così che si guarda in direzione Banale, con l’introduzione nei bilanci comunali di Dorsino e San Lorenzo di una somma per l’incarico ad un tecnico che metta nero su bianco un progetto di fattibilità e una possibile road map per giungere ad un percorso di unificazione condiviso. In questo caso, se l’ipotesi fusione andasse in porto, si avrebbe un unico comune di oltre 1600 abitanti (1.200 San Lorenzo e 430 Dorsino) con una superficie di circa 75 kmq.