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L’Oratorio di Tione compie un secolo di vita
Scritto da Mario Antolini   
Lunedì 06 Maggio 2013 07:40

All’appena concluso centenario dell’Asilo Infantile di Tione segue il centenario dell’Oratorio che si riconnette alla figura di mons. Donato Perli (1861-1946) rimasto emblematicamente legato alla nostra borgata ed alle Giudicarie con le sue incancellabili opere: l’Asilo, l’Oratorio, la Capèla del Mónt e soprattutto l’Ospedale di Tione. Giunto a Tione nel 1911 il sacerdote si trovò subito coinvolto a collaborare col Comitato che stava completando la costruzione dell’Asilo, nel quale, come previsto dal mecenate Don Giuseppe Failoni, era prevista un’attività a favore della gioventù femminile con l’oratorio festivo. Ma in don Perli già ferveva la sua proiezione di apostolato sacerdotale verso l’oratorio parrocchiale a tutto campo, comprovato dai suoi scritti del luglio e del novembre 1912 seguiti dal suo preciso impegno siglato dalle testimonianze riportate nella pubblicazione “Verso l’Oratorio del duemila” edito dalla Parrocchia di Tione nel 2002, in occasione della costruzione dell’attuale nuovissimo e funzionale Oratorio. 

Proprio in quel periodo, ossia a cavallo dei due secoli XIX e XX, grazie all’azione prorompente di Don Giovanni Bosco (1815-1888) stava riaffermandosi il concetto di “oratorio” basato sulla formazione dei giovani sulle orme del Vangelo e già impostato dall’azione di San Filippo Neri (1515-1595) a Roma e di San Carlo Borromeo (1538-1586) a Milano. E Mons. Perli, appunto animato dallo stesso zelo, scriveva l’8 luglio 1912: «Il sottoscritto onde provvedere alla moralità e all’educazione civile della gioventù maschile di Tione venne nella determinazione di costruire in luogo adatto un Ricreatorio» suggerendo che «il luogo che meglio si presta a detto scopo altro non sarebbe che quello denominato alla Mostra o Casanova, particelle catastali 940 e 941 di proprietà della veneranda Chiesa parrocchiale di Tione». La citata pubblicazione parrocchiale, senza particolare ed esplicita documentazione, precisa soltanto che «l’Oratorio parrocchiale del 1913 si presentava come un edificio in tutto simile ad una casa d’abitazione e l’utilizzo dei suoi locali era abbastanza diverso da oggi. Salendo le scalette dal viale della Chiesa si accedeva da quello che oggi è l’ingresso principale al piano terra (...); l’edificio aveva un ingresso anche dal lato est, verso la chiesa, che scendendo da una rampa consentiva l’accesso alle cantine (...). Va rammentato che il cinema Dolomiti e la Circonvallazione non esistevano: solamente un sentiero costeggiava il campo da gioco lungo la recinzione».

Il riferimento all’Oratorio nel “Centenario 1913-2013” si ferma qui, poiché gli stessi compilatori del citato fascicolo commemorativo annotano: «Non vi sono notizie di attività ricreative di nessun genere relative al periodo 1915-1918, anche per le particolari condizioni di vita della gente e le disposizioni militari del tempo». Dal punto di vista amministrativo si ritrova il problema dell’Oratorio in un “verbale” del Municipio di Tione del 3 febbraio 1924, in cui viene presa in considerazione «la domanda di Monsignore Arciprete don Donato Perli perché questo Comune voglia concedergli l’appezzamento di suolo comunale attualmente occupato dai baraccamenti dell’Ufficio Edile Distrettuale di Tione, ad un prezzo limitato, per costruire un Oratorio»; alla stessa, tuttavia, date le evidenti difficoltà del momento, si risponde che si è «del parere che tale domanda venga tenuta in sospeso e ripresentata in Consiglio comunale allorquando sarà costituito».

Tuttavia è certa l’attività dell’Oratorio fin dagli anni Venti documentata dalle testimonianze di chi già in quegli anni, subito dopo la fine della prima Guerra Mondiale, ha potuto godere della benefica e fondamentale istituzione sociale, nella quale hanno trovato sempre accoglienza, ricreazione, creatività e formazione religiosa e sociale intere generazioni attraverso un ambiente accogliente ed una costante assistenza che si è dilatata ininterrottamente fino all’attuale funzionalità che quotidianamente si concretizza nella nuova struttura edificata con i criteri più moderni ed efficienti dello specifico settore.  Un Oratorio in un paese o città è una certezza di vitalità giovanile quale base sostanziale non solo di formazione religiosa, ma anche di basilari valori educativi a tutti i livelli (come in particolare quelli sportivi) con evidenti ed importanti riflessi sulla formazione sociale della persona. Mario Antolini Musòn

 

 

 

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