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Traduzioni e Comunicazione

Trentino: la Silicon Valley d’Italia
Scritto da Alberto Carli   
Martedì 02 Aprile 2013 21:48

Negli USA, a partire dagli anni 50 l’università di Stanford creò un incubatore tecnologico  che ha consentito negli anni la  nascita di migliaia di azienda tra cui le famose Apple,  Google, Microsoft, per citare le più conosciute. Il luogo dove questo fenomeno è nato è la California in una zona a Sud di San Francisco che viene anche chiamata Silicon Valley  o valle del Silicio, per la forte concentrazione iniziale di costruttori di semiconduttori che erano fatti con quel materiale. 

Un paragone forse non troppo azzardato quello di chiamare il nostro territorio la Silicon Valley italiana, soprattutto da quando sono state approvate da parte dell’amministrazione provinciale le misure in materia di finanziamenti alle imprese, incentivi all’imprenditoria giovanile e da ultimo il programma TeachPeacks, che prevede la messa a bando di 13 milioni di euro per la nascita di 100 nuove aziende nei prossimi 4 anni.

La consacrazione del Trentino a snodo strategico dell’Italia in Europa nei settori dell’ICT e della New Economy lo si è avuto il 22 Marzo scorso, quando in occasione degli ICT Days, Tim  Berners-Lee, il padre del web (www) è arrivato a Trento e dal piccolo palco attrezzato nel  nuovo Museo della Scienza all’interno del complesso le Albere, ha condiviso la sua idea circa le potenzialità del web e di come, a suo modo di vedere dovrebbe essere nel futuro: libero, trasparente e dove le persone possono collaborare, incontrarsi e conoscersi  anche se di culture diverse e luoghi lontani.

Poche parole che esprimono significati molto molto potenti: nuove tecnologie sì, ma che vanno affrontate sotto il profilo di come possano contribuire a migliorare la società.  Uno sviluppo di società intelligente  che ha come condizione necessaria una cittadinanza intelligente, con riferimento non alle persone ma al modo in cui ci si organizza per essere cittadini.  La crescita di una comunità è legata in prima istanza alla sua dimensione sociale, intesa nel senso di ruolo attivo del cittadino, inclusiva, aperta alla diversità, al confronto e  al cambiamento. E’ infatti la dimensione sociale a determinare il successo che  innovazione e tecnologia possono avere in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, attraverso modalità nuove di erogare i servizi per la cura e l’assistenza delle persone, la salvaguardia del territorio e la creazione di  lavoro. Crescere come cittadinanza significa  anche sfruttare al meglio le potenzialità del web e soprattutto garantire che quest’ultimo rimanga sempre una risorsa trasparente e disponibile per tutti. Questa lettura del messaggio portato a Trento dal padre del web dà lo stimolo per alcuni interrogativi. Quale modello di società si incrocia e aderisce ai valori di democrazia, eguaglianza, trasparenza che egli auspica per il web,  la piattaforma tecnologica che abilita e sempre più lo farà, servizi e strumenti per lavorare, imparare, divertirsi, stare in contatto con gli altri? Quale modello ha al centro la persona, i cittadini e incentiva il ruolo attivo delle persone in una logica di reciprocità, uguaglianza e sviluppo sostenibile?

Particolare vicinanza ai concetti  espressi sul futuro del web, almeno per quanto auspicato dal suo inventore, si riscontrano nel movimento cooperativo andando a rinforzare il ruolo fondamentale che ha ed avrà nel futuro del nostro territorio la  ooperazione, dentro un approccio che sappia dalla crisi cogliere la motivazione per identificare e condividere la sua visione di futuro. In Giudicarie, il processo di cablaggio del territorio con la fibra ottica che consentirà collegamenti internet super veloci, in grado di trasportare grosse quantità di dati e quindi di svolgere un ruolo importante al servizio dell’economia, ma anche della salute e dei servizi sociali,  è in fase di completamento. Si potrà ripensare l’organizzazione dei servizi e l’implementazione di nuovi in tutti i settori e ambiti,  anche con effetti positivi sulla riduzione dell’abbandono delle nostre valli da parte dei  giovani  oltre che sulla valorizzazione del ruolo degli anziani. Ripensare l’organizzazione dei servizi con obiettivo di aumentare e migliorare l’erogazione degli stessi al fine di garantire buona qualità della vita dei cittadini e il potenziamento dell’offerta nei settori strategici come ad esempio il turismo.

Le tecnologie e l’opportunità di innovazione che come territorio possiamo esprimere ci pongono per certi versi in una posizione di vantaggio rispetto al resto d’Italia e del mondo in generale , un vantaggio che dobbiamo saper cogliere e sfruttare  senza rinchiuderci in noi stessi, a difesa della nostra isola... dobbiamo essere un territorio che coltiva la sua specificità alpina, restando in  rete con il mondo.