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Ice Master ancora il vento dell’Est
Scritto da m.c.   
Martedì 24 Febbraio 2009 16:44

Arrampicata su ghiaccio in valle di Daone
Ice Master ancora il vento dell’Est
Il ventiquattrenne Markus Bendler surclassa gli avversari sulla parete di Pracul

ll re e la regina della due giorni di Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio della Valle di Daone sono stati l’austriaco Markus Bendler, che ha bissato il successo dopo l’affermazione in Trentino di due anni fa e la bellissima russa Maria Tolokonina, che si è permessa addirittura il lusso di centrare l’en plein, aggiudicandosi sia la gara di difficoltà, sia la gara di velocità in notturna di sabato.
La prima tappa del circuito iridato non ha portato invece fortuna ai colori italiani, visto che nessun climber si è qualificato per la finale e che le tre azzurre non sono riuscite a salire sul podio.

Il 24enne della Carinzia ha surclassato gli avversari ed ha entusiasmato il folto pubblico presente all’Ice Climbing Stadium di Daone, risultando l’unico a completare le due vie, mettendo in evidenza un mix di tecnica e dinamicità. Dove gli avversari hanno sofferto, e in particolar modo nel tratto strapiombante delle tue torri alte oltre 30 metri, Bendler ha messo in evidenza tanto talento, facendo tornare in mente l’altro austriaco Harald Berger, tragicamente scomparso due anni fa, che a Daone si impose due volte.
Al secondo posto ha concluso lo svizzero Patrik Aufdenblatten, che ha preceduto di un soffio il compagno di squadra Samuel Anthamatten e lo spagnolo Manuel Cordova, tutti e quattro usciti di scena nella seconda via praticamente nello stesso punto. Deludente, il vincitore della scorsa edizione Simon Anthamatten, solo ottavo e mai in gara.In campo femminile la regina della due giorni di Coppa del Mondo della Valle di Daone è la russa Maria Tolokonina. Dopo aver stupito tutti per la sua bellezza, ha dimostrato di avere una marcia in più sia nella gara di velocità sabato sera, sia soprattutto nella più impegnativa prova di difficoltà.
Un cocktail di freschezza atletica, visto che ha appena 21 anni, di esplosività, ma anche di tecnica. Con queste armi ha stupito tutti ed è stata l’unica fra le finaliste a centrare il top anche nella seconda via con un tempo strepitoso, visto che ha fermato il cronometro a 5’24”. Il tempo massimo che aveva a disposizione era di 8 minuti e mezzo.
In piazza d’onore la francese Stephanie Maureau, seconda anche nella velocità, che però non è riuscita a concludere il secondo tracciato, così come Lucie Hrzova (terza), la vincitrice dello scorso anno Petra Mueller (quarta), la belga Chloè Granftiaux (quinta) e dominatrice delle semifinali. Sesto e settimo posto per le due altoatesine Barbara Zwerger e Angelika Rainer. La prima, bolzanina moglie dell’alpinista Simone Moro impegnato in questi giorni in una spedizione sul Makalu, ha superato agevolmente la prima via, ma nella seconda ha affrontato con la tecnica sbagliata il tetto ghiacciato perdendo concentrazione e inevitabilmente anche l’appiglio.
Più sfortunata invece la prova della 22enne meranese Angelika Rainer che quasi nello stesso punto si è staccata dalla parete assieme ad un pezzo di ghiaccio, dovendo dire addio a sogni di gloria.
Per la bassanese Jenny Lavarda, Lady Geco per gli amici, l’edizione 2009 della Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio non le ha certamente portato fortuna. Fra il lotto delle partenti è stata quella che peggio ha assorbito la nuova tecnica di arrampicata imposta dall’abolizione del rampone posteriore, utile soprattutto per i brevilinei. Mai in gara, è addirittura uscita di scena nel primo tracciato della finale, dopo che sabato si era qualificata per il rotto della cuffia.