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“Obiettivo turismo”, un anno dopo
Scritto da Enzo Ballardini   
Domenica 06 Gennaio 2013 16:00

Presso la sala riunioni della Cooperativa Agri‘90, si è tenuto alla fine di novembre davanti ad un folto pubblico di amministratori ed operatori, l’incontro per analizzare i risultati del primo anno del Piano di marketing turistico della Valle del Chiese. Un’iniziativa ambiziosa per diversificare l’economia della Valle, ma che si deve confrontare con una situazione economica generale carica di sempre maggiori difficoltà. Intorno al tavolo dei relatori i principali attori istituzionali della Valle, dal Presidente e Direttore del Consorzio Turistico Valle del Chiese, Massimo Valenti e Fabio Sacco, al Presidente dell’Ecomuseo Roberto Panelatti, al Presidente del Consorzio BIM del Chise, Giorgio Butterini, ed in qualità di ospiti Helmuth Moroder noto esperto di turismo nelle Alpi e già Presidente di CIPRA la Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi, e l’Assessore provinciale all’Agricoltura e Turismo, Tiziano Mellarini.

Dopo i saluti del vicesindaco di Storo Giusi Tonini, la serata è entrata nel vivo con i saluti di Massimo Valenti che ha tracciato il percorso di questo primo anno con i tre Enti locali in una sinergia che ha prodotto sicuramente effetti positivi. Progetto di sviluppo locale che parte ancora da lontano quando alla fine degli anni ’90 fu attivato il Progetto Leader, iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea e dalla Provincia e successivamente il Patto Territoriale. Valenti ha ricordato in particolare Adelino Amistadi, allora Presidente del Bim che aveva avviato queste importanti iniziative per la Valle,  riscoprendo un identità territoriale unitaria.

Venendo a questo ultimo anno Valenti ha parlato di una governance efficiente che ha permesso di ottenere i primi risultati in poco tempo. E’ stato costituito un tavolo di concertazione turistica ed  identificato un prodotto legato alla “vacanza rurale” con slogan accattivanti quali “Ritrova il tuo tempo” e “Valle  del Chiese relax autentico” che hanno permesso di intercettare nicchie di mercato. Iniziative quali le Malghe aperte e la Festa dell’agricoltura hanno permesso di veicolare questa nuova offerta. Governance efficiente, nuovo prodotto e reti sul territorio sono stati gli elementi strategici del primo anno di attività ha concluso Valenti.

Roberto Panelatti, Presidente dell’Ecomuseo ha voluto indicare l’ABC dello sviluppo della Valle.

A come Ambiente alpino, lo scenario che la natura ha dato in eredità alla Valle, ma anche come Agricoltura, basata sull’impegno di  uomini “liberi e fieri” che si prendono cura del meraviglioso ambiente alpino che hanno ereditato.

B come Buone pratiche, ossia analizzare e cercare di importare anche in Valle alcune iniziative relative al turismo rurale alpino che altrove si sono dimostrate vincenti e come Benchmarking,  il confronto competitivo con l’offerta turistica di altre realtà analoghe.

C come Cultura alpina, da riscoprire come base per lo sviluppo locale, e poi come  Consapevolezza    e conoscenza delle proprie risorse ed infine come Cooperazione tra gli operatori e con le Istituzioni, unica condizione di successo delle iniziative.

Giorgio Butterini nel suo intervento dal titolo “Cattedrali ed opportunità” ha voluto portare una provocazione rispetto alle strutture realizzate in questi ultimi dieci anni con lo scopo di avviare un processo di sviluppo territoriale. Molte di esse stanno per essere completate, per altre non sono ancora state individuate le modalità di gestione. L’elenco potrebbe essere lungo; l’Agritur di Forte Larino, la struttura turistica di Idroland, Forte Corno, la struttura Miralago presso il Lago di Roncone, Casa Arlecchino di Pieve di Bono, Casa Marascalchi di Cimego, la struttura di arrampicata in Val di Daone, il Conventino di Lodrone, Palazzo Belli di Condino, solo per citarne alcune. Queste strutture rappresentano “cattedrali incompiute” o possono diventare opportunità di sviluppo per i nostri giovani, si è chiesto Butterini. Iniziative partite molti anni fa che oggi, con l’acuirsi della crisi economica, si trovano ad affrontare nuove difficoltà. Ma Butterini ha ricordato che la parola crisi non ha solamente un significato negativo ed ha portato l’esempio della lingua cinese, nella quale il termine crisi sta a significare anche opportunità, appunto nuove occasioni per i giovani che hanno interesse ad impegnarsi in questo settore.

Elementi necessari sono competenze, creatività, passione ed impegno, alle Istituzioni il compito di stimolare l’auto imprenditorialità dei giovani della Valle ha concluso Butterini.

Fabio Sacco, direttore del Consorzio turistico di Valle ha illustrato nel dettaglio le iniziative turistiche attivate in questi dodici mesi e le strategie innovative per individuare e pubblicizzare il turismo rurale della Valle. Particolarmente apprezzato il weekend promozionale a 12 euro, non soltanto per le presenze che ha portato in Valle ma per la diffusione pubblicitaria dell’iniziativa sui media nazionali. Per il prossimo anno lo slogan sarà aggiornato con “Val del Chiese 13 – Destinazione Magica” e verrà riproposto come veicolo pubblicitario un weekend proprio a 13 euro.

Moroder ha voluto complimentarsi con le iniziative avviate in Valle del Chiese, dove è possibile trovare ancora un turismo soft a contatto con la natura e dove l’impatto turistico non ha prodotto effetti negativi come altrove. Ha quindi esortato tutti gli attori a proseguire nel progetto di un turismo rurale sostenibile  legato al territorio, all’ambiente e all’agricoltura.

Parole di elogio sono arrivate anche dall’Assessore Tiziano Mellarini, sempre presente negli appuntamenti significativi per la Valle, che ha voluto complimentarsi per il lavoro svolto in questo primo anno e per i risultati ottenuti. Ha sottolineato come la forza dell’offerta turistica del Trentino sia la diversificazione del prodotto ed accanto a mete turistiche più conosciute e affollate vi sia la possibilità di un turismo diverso, legato alla ruralità dell’ambiente, che va incontro ad una precisa richiesta sempre più presente sul mercato. Nell’estate 2012 le presenze negli agritur trentini hanno fatto segnare un +13% rispetto al 2011.