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Margherita Cogo e “i conti della serva”
Scritto da Ettore Zini   
Giovedì 29 Novembre 2012 13:36

Ho letto, in un articolo del Trentino di qualche settimana fa, che l’attuale consigliere provinciale, ex vice Presidente della Provincia, già Presidente della Regione non ci sta ad essere inserita tra gli “highlander” della politica trentina. Cogo:“Impegnata per tanti anni, ma senza arricchirmi”. “Paragonarmi a deputati che siedono in Parlamento da 20 anni è un po’ ingeneroso, soprattutto perché la prima parte della mia carriera politica l’ho fatta sedendo in un consiglio comunale, nel quale non c’era neanche il gettone di presenza”. “Da consigliere non percepivo nulla, e da sindaco un’indennità di neanche 1.000 euro. Non che mi sia arricchita, come si vede. L’anno prossimo non mi candiderò – conclude – e voglio passare i prossimi mesi battendomi per creare condizioni più favorevoli per l’accesso delle donne nella politica”.

Proposito nobile. Su cui ben pochi lacrimeranno. Anche tra le fila del suo partito. Scorrendo i 27 anni di impegno politico dell’ex sindaco di Tione, non si ha l’impressione che la sua militanza abbia dato chissà quale tornaconto alla comunità. Polemiche, sì. Tante. Ma leggi o proposte degne di entrare negli annali, poche. Viene da chiedersi se abbia dato di più la Cogo alla società, o la società alla Cogo. Una domanda che l’interessata - di cui è più facile ricordare le auto blu che la venivano a prendere sulla soglia di casa - spesso si sarà posta. Faticando, come nei più classici interrogativi di marzulliana memoria, probabilmente, a darsi una risposta. E forse, la domanda più emblematica che bisognerebbe porle è: che cosa ha fatto Margherita Cogo per le Giudicarie? Quali gli interventi più significativi a favore dei suoi concittadini? Tione compreso.

Di certo c’è che in questi anni ha percepito, in emolumenti, una cifra che - stando sul buono - supera il milione e 100 mila euro: quasi 2 miliardi e 200 milioni delle vecchie lire. Non occorre andare a scartabellare negli archivi. Per arrivarci basta il banale conto “della serva”. Quattordici anni come consigliere provinciale, con un’indennità compresa fra i 5.200 euro del 1998 e i 6.500 euro netti mensili della legislatura 2003-2008. Più gli “spiccioli”, da sindaco e consigliere comunale. Più i surplus, per i 3 anni da Presidente della Regione, e i 5 da vice della Giunta provinciale. Mettendo assieme i per e i più, i conti tornano. (Oggi un consigliere provinciale percepisce 10.862,44 euro lordi, 5.957,00 netti. Il vicepresidente della giunta percepisce al mese 1.765,00 euro in più di un consigliere. Nel 1999 un consigliere provinciale percepiva in lire 10.097.000: 5.214,67 euro, netti. Nel 2003: 6.579. Il presidente della regione nel triennio 1999-2002 percepiva il 50% in più di un consigliere. Vale a dire 7.821.00 euro. Sempre netti. Più i benefit.)

“Non che mi sia arricchita” – dice l’ex insegnante. E c’è da crederci. Basta solo capire dove è stato posto il confine tra ricchezza e povertà. A quale livello, l’ex primo cittadino – confrontandosi con i comuni mortali - ha messo la tacca che separa l’agiatezza dall’indigenza. C’è una delibera però, di cui si è persa memoria, che - più di altre - merita di essere ricordata. Erano gli anni in cui i consiglieri comunali percepivano 10 mila lire, lorde, a seduta.  Ma l’allora socialista Margherita Cogo (nell’85 candidata nel Psi: 46 preferenze con il proporzionale), consigliere comunale di primo pelo, per un viaggio a Roma nel lontano 1987 – fatto allora abbastanza inusuale per i nostri piccoli comuni e per un membro di minoranza - si è fatta rimborsare, a cosa fatta, 812.120 lire, per tre giorni nella Capitale. La nota spese: 481.000 per viaggio in Fiat “Croma”, andata e ritorno, 301.120 lire per due notti in hotel, e 30 mila lire, per tre giorni di indennità di missione.

Con cui, a trasferta avvenuta, ha comunicato, al sindaco Gianantonio Antolini, di aver partecipato alla “Conferenza nazionale delle amministratrici locali”. E chiesto il rimborso, a piè di lista. La delibera è la n. 107 della giunta comunale di Tione, del 1° giugno del 1987. Il mandato di rimborso è il n. 407 del 23 luglio. La richiesta è stata inoltrata al comune il 7 maggio: tre giorni dopo il suo rientro. E’ vergata a mano. In bella grafia. Protocollata al n. 1.545 l’8 maggio, dall’ex consigliere comunale. Che, com’è noto, va dicendo che quando sedeva sui banchi consiliari di Tione, non prendeva manco il gettone di presenza.

Chissà che ne pensa la signora Cogo del detto sul buongiorno? Quello che, di solito, si vede dal mattino.