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Qualità e giovani: il Trentino (e la politica) devono fare molto di più!
Scritto da Massimo Caldera   
Giovedì 29 Novembre 2012 13:20

Troppe volte mi è capitato di leggere sui giornali, o dal politico di turno in TV, che è necessario puntare sui giovani nei vari ambiti della società in cui oggi viviamo come se questo rappresentasse, da solo, la panacea di tutti i mali. Tant’è che poi a tante parole quasi mai sono seguiti fatti che abbiano, in qualche modo, cercato di valorizzare la presenza dei giovani non solo nella politica ma anche in ambito economico e sociale.

Forse, con questa crisi profonda che stiamo vivendo, il fatto di investire su forze “fresche” sta diventando una necessità ineludibile dalla quale diventa quasi impossibile esimersi. E’ necessario avere la forza di voltare pagina, essere consapevoli che il mondo negli ultimi cinque anni è totalmente cambiato e che proseguire con le stesse logiche di un tempo diventa un esercizio fine a sé stesso destinato a fallire. Questo significa anche liberare quelle potenzialità presenti sul territorio che devono necessariamente trovare lo spazio, la possibilità di potersi esprimere al meglio. Quelle qualità che il nostro territorio possiede ma che troppo spesso sono state sacrificate a discapito del “sistema consolidato”, contro il quale niente e nessuno ha mai provato andare, salvo uscirne con le ossa rotte.

Penso ai molti giovani che sono costretti a lasciare la nostra Provincia perché qui sono chiusi dalle vecchie logiche lobbistiche che precludono loro ogni possibilità di crescita. Penso a quei giovani che, non avendo “santi in paradiso”, si devono accontentare di ruoli di secondo piano non potendo in questo modo esprimere le proprie qualità in maniera compiuta. Penso a quei giovani che volendo avviare un’attività in proprio si vedono costretti a rinunciare a questo loro desiderio perché le banche e/o la Provincia non concedono loro le risorse necessarie, salvo poi assistere a dei lease back vergognosi che l’Ente pubblico concede ad aziende (spesso decotte e spesso neppure trentine)  che dopo aver ricevuto decine di milioni di euro (della comunità!!!) mettono in mobilità centinaia di dipendenti o, ancora peggio, non riescono a restituire nemmeno una rata del finanziamento ricevuto salvo poi aprire filiali all’estero.

In campo economico dobbiamo imparare dai nostri cugini altoatesini che, per valorizzare le proprie peculiarità ed evitare l’omologazione con i colossi nazionali e internazionali, investono un sacco di risorse  (mirate!) sul territorio esaltando le qualità presenti. A onor del vero qualcosa si sta muovendo anche da noi e a tal proposito mi viene in mente una recente iniziativa, in campo zootecnico, che sta partendo proprio dalle “mie” Giudicarie Esteriori. In sostanza quattro aziende agricole (Danilo e Franco Fustini, Ivan e Loris Brenai, Marco e Luigi Belliboni, Alberto Giordani), hanno deciso di dar vita nel 2013 a un nuovo marchio di qualità allo scopo di differenziarsi dalla massa valorizzando, così, il latte di pregio da loro prodotto (oltre 100 quintali al giorno).

Un rischio imprenditoriale che dei giovani hanno deciso coraggiosamente di intraprendere nonostante la situazione generale non proprio favorevole. Sono queste iniziative che devono essere sostenute fortemente dal “sistema trentino” e soprattutto dalla PAT in quanto sono proprio tali situazioni che incrementano la qualità di un territorio.  Questo vale in tutti i campi non solo in quello agricolo/zootecnico quindi va cambiato il modo di intervenire a sostegno dell’economia da parte di chi ha responsabilità politiche in questo senso. Ai giovani vanga data la possibilità vera di prendersi sulle spalle  la società del domani.

 

Massimo Caldera