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Dal Bleggio, culla della Cooperazione, una riflessione sul credito in occasione dei 120 anni della prima cassa rurale
Scritto da Alberto Carli   
Giovedì 29 Novembre 2012 13:10

In occasione del 120° anniversario della fondazione della prima cassa rurale trentina, a Larido di Bleggio nel 1892, il 20 Novembre scorso tutti gli esponenti del credito trentino, inclusi gli organi di rappresentanza quali Cassa Centrale e Federazione della Cooperazione  si sono dati appuntamento a Comano Terme, per commemorare il fondatore Don Lorenzo Guetti e al contempo aprire una riflessione sul comparto del credito e su come questo settore, vitale per l’economia del territorio, debba affrontare le sfide future.

La crisi  economica ha infatti accelerato esponenzialmente il percorso di unificazione economica e finanziaria Europeo; Con i nuovi standard Basilea 3 e Unione Bancaria nell’area Euro, l’Unione Europea potrà emanare linee di intervento (regolamenti) senza possibilità di replica da parte delle autorità nazionali. In linea generale si vanno quindi riducendo sempre più gli spazi di autonomia delle singole autorità nazionali. Un passaggio, quello dell’unificazione della vigilanza a livello europeo,  di fondamentale importanza e rilevanza.Una riflessione quindi orientata  a valutare la  situazione attuale, che vede le banche di credito cooperativo trentine quale unico soggetto che realmente continua a erogare credito  alle famiglie e alle imprese,  con oltre 2 miliardi di euro nel 2012 e un  rapporto del 98% fra impieghi e raccolta . Impieghi che hanno causato un forte peggioramento dei bilanci delle casse  rurali a cui necessariamente, sostiene il Presidente di Cassa Centrale Giogio Fracalossi, dovrà essere posto rimedio attraverso una profonda ristrutturazione che toccherà tutti gli ambiti dell’organizzazione bancaria.

Certo 45 casse rurali per un territorio come quello del trentino sono molte e una eventuale riduzione con conseguente accentramento di funzioni in capo agli organismi di categoria consentirebbero di evitare sovrapposizioni che fanno male alla concorrenza e al conto economico, si ridurrebbero i costi di struttura e quelli dovuti alle ridondanze. Casse rurali più grandi  potrebbero meglio coordinarsi ed esternalizzare alcuni servizi. D’altro canto quella delle fusioni puo’ essere vista come una forzatura, un’accelerazione dei tempi parzialmente motivata considerando che significativi miglioramenti potrebbero realizzarsi anche  rendendo più efficaci  le reti di banche con processi produttivi e commerciali ottimizzati. Processi standardizzati e uguali in tutto il comparto con una forte propensione all’innovazione.

La questione delle fusioni è stato il grande tema della giornata di Comano, gli spunti forniti dagli autorevoli relatori del Credito, dell’Università, della Ricerca hanno indubbiamente posto e affrontato il delicato tema con il giusto approccio, quello della riflessione, della condivisione e della discussione.   Sono state evidenziate le tendenze  delle grandi banche a ristrutturare il network commerciale e a puntare non più sul trading ma sul retail (consumatori), quanto  il momento di svolta dell’economia mondiale, possa rappresentare una opportunità per la cooperazione, è emerso che le banche che non hanno massimizzato il profitto hanno performato e si sono comportate meglio in questi ultimi tempi, ma anche come, seppur quello delle banche di credito cooperativo si mantenga un sistema forte, siano presenti elementi di forte preoccupazione.

Il credito quindi, nella pacatezza della discussione e nella formalità degli atteggiamenti, esprime come non mai la necessità di un profondo e radicale cambiamento e la  necessità di proporlo e perseguirlo in una logica di sistema, unendo le forze, condividendo strategie e obiettivi, accettando le regole definite. Emerge con forza il senso di responsabilità dei soggetti coinvolti e il valore che le casse rurali hanno per la nostra comunità, non solo dal punto di vista economico finanziario ma anche sociale. Ed è su questo straordinario valore che 120 anni fa, in un paesino delle Giudicarie si posero le basi per il riscatto economico e identitario di una popolazione  di uomini e donne, onesti e lavoratori.

Sul bollettino della sezione di Trento del consiglio provinciale dell’agricoltura, don Lorenza Guetti, in occasione della prima riunione della cassa di credito e risparmio scisse.” Nasce modesta e senza pretese, ma sembra animata a fare sul serio”. Che le parole del fondatore possano essere di ispirazione per mantenere quell’umiltà che caratterizza le genti trentine ma con la decisione e la fermezza di chi responsabilmente  accetta nuove sfide e guarda con fiducia al futuro.

Alberto Carli