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Traduzioni e Comunicazione

Tione: una novità assoluta
Scritto da Mario Antolini Musón   
Martedì 24 Febbraio 2009 16:27

Tione: una novità assoluta
L’Amministrazione pubblica si interessa di Famiglia e Comunità
“Progetto famiglia” per riscoprire il lato sociale dell’azione amministrativa

Il Consiglio comunale di Tione, alcuni anni fa ed all’unanimità, ha accolto la proposta dell’assessore alle Attività Sociali, dott. Giovanni Assenza, di sperimentare all’interno della propria popolazione un “progetto famiglia”. Una iniziativa del tutto nuova in campo amministrativo pubblico, che rompe le logiche dei “servizi… materiali” (viabilità, luce, acqua, rifiuti, neve, boschi, malghe) per iniziare a concepire il “sociale” (inteso come “Comunità viva fatta di relazioni”) quale preciso oggetto diretto dei doveri e dell’interessamento dell’Ente Pubblico.

Infatti, la nuova ed originale iniziativa socio-culturale – da poco in atto sul territorio nazionale [Legge statale 8-11-2000, n. 328: “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”] e pure su quello provinciale [L. P. 27-7-2007, n. 13: “Politiche sociali nella Provincia autonoma di Trento”] partendo dal presupposto che nei contesti cittadini è venuto a mancare il determinante ed insostituibile “senso di Comunità” –, si propone di recuperare la collaborazione interfamiliare in una logica di sistema che riallacci l’apporto di ogni singola famiglia a tutti i servizi della vita comunitaria.
Un tempo le motivazioni e il senso del “sentirsi ed essere Comunità” erano dati dalla tradizione che permeava il tessuto di ciascuna popolazione nel succedersi naturale delle persone di uno stesso contesto sociale; ma oggi la tradizione è stata quasi del tutto interrotta ed è venuta meno la sua forza di trasmissione naturale degli usi e costumi, delle abitudini, delle norme sociali comuni che passavano e si rinforzavano di generazione in generazione; per cui oggi il compito della tradizione deve essere sostituito da qualcuno che deve farsi carico di salvaguardare e di mantenere vivo un “valore” ritenuto determinante ed insostituibile per qualsiasi tipo di umana convivenza. Ecco, quindi, che, attraverso le sollecitazione degli esperti in sociologia, anche il potere legislativo ha recepito la necessità di intervenire a dare la possibilità di recuperare un “bene” che si ritiene di prima necessità e che non deve essere lasciato perdere.
Data la piena adesione a queste finalità sociali, gli amministratori pubblici del Comune di Tione hanno dato incarico al prof. Stefano Sarzi Sartori di impostare sul territorio comunale una ricerca ed una ipotesi di lavoro per ricostruire l’identità comunitaria ed i possibili legami di Comunità ricostruibili fra i Concittadini.
Il lavoro d’indagine proposto dall’esperto veniva così definito: «Monitorare lo stato di salute di una Comunità significa esplorare e misurare lo stato di salute delle relazioni inter-familiari al suo interno, delle relazioni tra le famiglie e i diversi contesti della vita in una Comunità: la scuola, le istituzioni, la parrocchia, i quartieri (frazioni), le associazioni, il vicinato, il contesto urbano». Da questa premessa ne è scaturita una serie di incontri in loco, coinvolgendo direttamente nell’iniziativa socio-culturale un gruppo di famiglie singole, scelte su una griglia variegata di situazioni, e quindi poste di fronte a tutti gli Enti previsti dalla sperimentazione stessa, impostata, organizzata ed attuata dal prof. Sarzi con i suoi collaboratori nelle persone degli esperti Gino Mazzoli, Fabrizio Bettoni, Silvia Xodo, Marianna Matteotti.
 Dopo un lavoro di oltre un anno, è stata scattata così una fotografia d’insieme, ed una analisi descrittiva della realtà del contesto urbano della borgata capoluogo delle Giudicarie, forte dei suoi oltre tremila abitanti, con la raccolta di dati e considerazioni che sono stati esposti alla popolazione tionese durante un pubblico incontro al teatro comunale, in una forma chiara, precisa ed accattivante; purtroppo (come al solito) la maggior parte dei Tionesi non era presente in sala, né fino ad oggi è stata messa tutta al corrente dell’elaborato predisposto e stampato, nel quale sono raccolti i risultati dell’iter della sperimentazione ed le considerazioni sulle finalità fino ad ora raggiunte, comprese le indicazioni dei prossimi tragitti da percorrere sia dagli esperti che dalla popolazione.
Nel “quadro sintetico dei problemi” sono stati esposti: la situazione dei giovani (mancanza di contatti sociali e di luoghi d’incontro), le sofferenze delle famiglie (solitudine nell’educazione, disagi vari, stress), il rapporto genitori-figli (difficoltà di relazione e disorientamento, distacco tra famiglia ed Enti della Comunità), i contatti tra famiglia e scuola (difficoltà di adeguati contatti fra le esigenze/richieste dei genitori e la formazione scolastico/umana/professionale dei figli).
Il lavoro è stato impostato e realizzato su una specifica organizzazione scientifica di un progetto di ricerca-azione e di sperimentazione, che – grazie ai finanziamenti provinciali – potrà proseguire sul terreno concreto ancora per un paio d’anni nel tentativo di riuscire a formare nuclei di famiglie disponibili (almeno a livello di frazione a Brévine, Bassarnò, Càntes, Cénglo, Pleù, Polìn, Saóne, Sivrè) a trovare possibili agganci per riflettere, vivere e concretamente progettare (tra famiglie) un contesto comunitario; come premessa di un più vivace e compartecipato contesto sociale cittadino. Un percorso tutto in salita e piuttosto difficile, ma non impossibile; un cammino da liberamente intraprendere “insieme”, rispondendo generosamente alle istanze e alle sollecitazioni che saggiamente l’Ente pubblico, attraverso le persone competenti, ha saputo mettere a disposizione della Cittadinanza.