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Liberalizzazioni e semplificazioni per ripartire
Scritto da r.b.   
Venerdì 03 Febbraio 2012 10:52

Il mese scorso fu “la Stangata” del governo Monti a tenere banco. Ora arrivano le liberalizzazioni e le semplificazioni, argomenti molto più interessanti per imprese e cittadini, certamente meno “lacrime e sangue”. E’ ben vero che soprattutto le liberalizzazioni hanno scontentato un po’ tutte le categorie interessate: sintomo probabilmente che qualche “privilegio” è stato toccato. Questo non mette certo in secondo piano proteste anche giuste, di persone come alcuni tassisti, hanno investito decine di migliaia di euro in una licenza che ora vale la metà, o camionisti, penalizzatissimi dal caro-gasolio. O la considerazione – giustamente da fare – che si può e si deve fare di più guardando ai grandi “interessi” come banche, assicurazioni, settore energia.

Detto questo i cittadini possono salutare con soddisfazione l’arrivo delle liberalizzazioni e delle semplificazioni. Cerchiamo in primis di fare un riassunto schematico del Dl. 1 del 24 gennaio 2012. Questo primo intervento è focalizzato su ordini professionali e imprese. Nei 98 articoli troviamo misure per la semplificazione delle attività economiche, saldo delle fatture arretrate per le Pmi che vantano crediti con le Pubbliche Amministrazioni, nuove tutele per le microimprese, diversi interventi per quanto riguarda professioni taxisti, farmacie, avvocati, notai, banche e  assicurazioni (conti correnti, Rc auto) e Srl semplificate a un euro di capitale per i giovani che vogliono diventare imprenditori.

 

Restrizioni all’attività imprenditoriale

La pubblica amministrazione si impegna a eliminare tutte le autorizzazioni preventive, i cosiddetti “lacci e lacciuoli” che gravano sulla libertà di impresa, tolte quelle che tutelano un “pubblico interesse”. Entro il 31 dicembre 2012 il governo deve emettere i regolamenti per stabilire quali sono le restrizioni che vengono abrogate e quali le procedure che continueranno a richiedere l’assenso delle amministrazioni. Dal 2013 l’adeguamento a questi regolamenti costituirà inoltre  elemento di valutazione della “virtuosità” amministrativa di Regioni, Province e Comuni.

 

Tribunale delle imprese

Vengono ampliate le funzioni delle sezioni già esistenti, istituite in 12 tribunali (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste, Venezia), che erano competenti solo in tema di proprietà industriale e intellettuale mentre ora diventano sezioni specializzate in materia di impresa (concorrenza sleale, diritto d’autore, class action, controversie fra soci). Una “corsia preferenziale” per le imprese.

 

Le società dei giovani

Una novità per i giovani al di sotto dei 35 anni che vogliono intraprendere un’attività imprenditoriale è prevista dall’art. 3: ecco la forma semplificata che richiede un semplice atto costitutivo, e un capitale sociale di un solo euro (senza bisogno del notaio).

 

Pagamenti dalla PA alle imprese

Il Dl. prevede un totale di 5,7 miliardi di euro a favore delle imprese che vantano ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Circa 2 miliardi, potranno essere restituiti alle imprese (a quelle che opteranno esplicitamente per questa forma di risarcimento) sotto forma di titoli di stato. Un modo per mettere in circolo denaro e alleviare la situazione di scarsa liquidità di tante imprese.

 

Pratiche ingannevoli: tutela a microimprese

L’articolo 7 prevede la tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli e aggressive, al pari di quanto previsto per i consumatori nel Codice a loro dedicato.

 

Infrastrutture: I project bond

Per finanziare le grandi opere l’articolo 41 prevede la possibilità di emettere project bond, da destinare a investitori qualificati, per «le società costituite al fine di realizzare e gestire una singola infrastruttura o un nuovo servizio di pubblica utilità». Le obbligazioni possono essere garantite da banche, fondazioni e fondi privati.

 

Capitale di rischio a nuove imprese

L’articolo 90 prevede “interventi per favorire l’afflusso di capitale di rischio verso le nuove imprese”. Si tratta di una serie di piccole modifiche a quanto già previsto dalla manovra finanziaria di luglio (art 31 del decreto 6 luglio 2011 n.98 convertito con la legge 15 luglio 2011 n.111) per finanziare la crescita delle nuove imprese.

 

Capitolo semplificazione

Con il decreto «semplifica Italia», approvato giovedì 26 gennaio, il governo Monti si propone di sfoltire gli oneri burocratici incombenti su cittadini e imprese nei confronti della pubblica amministrazione. Il web è grande protagonista, con la possibilità di trasferire decine di certificazioni e autorizzazioni dal cartaceo a Internet tagliando code, burocrazia e gli inevitabili ritardi; ad esempio arriva la possibilità di cambi di residenza in tempo reale, che avranno valore già dopo la semplice comunicazione via web al Comune, e trascrizioni di tutti gli atti di stato civile solo per via telematica. La Pa dovrà abbattere i tempi di attesa dei cittadini attraverso l’obbligo di scambio di informazioni via web tra un ufficio e l’altro. Importante per le imprese l’arrivo della banca dati nazionale dei contratti pubblici, che le sgraverà dall’obbligo di produrre una folta documentazione in occasione della partecipazione ai bandi di appalto. Il governo stima che il risparmio annuo stimato di questa misura sarà nell’ordine di 1,3 miliardi per le amministrazioni e di 140 milioni per le piccole medie imprese. Per quanto riguarda il commercio, significativo il “taglio” degli adempimenti per la vendita diretta di prodotti agricoli e la somministrazione di cibi e bevande durante gli eventi, le fiere e gli expo di settore.

Dal 2013 sarà infine operativo il meccanismo della «burocrazia a crescita zero» che obbliga le amministrazioni a tenere un bilancio degli oneri procedurali (quelli nuovi e quelli cancellati). Il saldo dovrà essere in pareggio .

Dal punto di vista normativo questo intervento di semplificazione taglia 330 leggi.