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Cultura e identità, chiavi per il futuro
Scritto da a.g.   
Giovedì 08 Settembre 2011 20:40

Identità e riscoperta delle proprie radici al centro del partecipato incontro presso la Casa della Comunità delle Giudicarie, con la presenza dell’assessore provinciale alla cultura Franco Panizza.  

“Dai vostri interventi emerge come la cultura possa essere il linguaggio comune per un territorio plurale come le Giudicarie, da qui la conferma che solo partendo da questa e dalla riscoperta di storia ed identità locale si può costruire la comunità” – è intervenuta la presidente, Patrizia Ballardini “Da qui la richiesta all’Assessore Panizza alla Provincia – ha proseguito la presidente – di sostenere e favorire percorsi e progetti funzionali a questo obiettivo, incardinati sulle comunità di valle (da centri studi istituzionali a pubblicazioni mirate per scolari e famiglie, sino ad attività di ricerca storico antropologica)”.

Interesse e disponibilità da parte dell’Assessore provinciale, che – nel sintetizzare le nuove linee guida per la cultura in provincia di Trento – ha sottolineato “La nostra è una provincia ad autonomia compiuta, una situazione che le deriva dalla propria storia, fatta di repentini e drastici cambi di bandiera, che hanno creato storie ed esperienze assai diverse che - nel corso del tempo – si sono sedimentate creando una cultura peculiare, con diverse sfumature in ciascuna valle. Il Trentino deve essere cosciente di questa sua “diversità” ed accettare le varie realtà, nate da queste storie diverse, per le quali si è costituito ed è cresciuto fino ad assumere la forma odierna».

Parlando di elementi unificanti che hanno cambiato profondamente il volto di questa terra, durante la serata si è discusso diffusamente del progetto provinciale di valorizzazione della Grande Guerra, un impegnativo percorso che inizia ora e che troverà completa realizzazione nel 2014. ”I 100 anni dall’inizio della Prima Guerra mondiale – ha detto Panizza – cadranno nel 2014 ed il Trentino sta preparando una vasta rete di appuntamenti e iniziative per celebrare degnamente un tragico avvenimento che ha interessato in maniera diretta la nostra terra, cambiandone profondamente il volto. Il discorso, ovviamente, riguarda le Giudicarie in maniera particolare, poiché essere furono teatro di imponenti fortificazioni e di grandi e dure battaglie, in particolare quelle combattute in alta quota sul ghiacciaio Adamello”. Lo slogan del progetto, “Dalla guerra alla pace”, rappresenta in questo senso  una proposta, e cioè quella di creare luoghi, negli ex teatri di guerra, di pace e di confronto e per far diventare il Trentino una sorta di “laboratorio europeo” dove si possono riparare divisioni e crepe tra nazioni e creare un’identità condivisa.

Con questo incontro si avvia così il percorso di progettazione partecipata, promosso dalla Provincia di Trento e guidato dalla Comunità delle Giudicarie, per la costruzione di un progetto di valorizzazione dei siti legati alla prima guerra mondiale e di animazione del territorio attraverso iniziative volte ad esaltare il valore della pace in occasione dei cento anni dall’inizio del tragico conflitto. La proposta di progetto dovrà essere presentata alla PAT entro fine settembre per poter passare alla fase di finanziamento ed attuazione. Coordinamento del progetto affidato all’Assessore alla cultura della Comunità, Paolo Pasi, che ha confermato massimo impegno per favorire “la nascita di sinergie territoriali nella costruzione di un progetto di valenza effettivamente comunitaria, che presenta importanti potenzialità culturali e turistiche, generando idealmente anche interessanti opportunità lavorative per i giovani delle Giudicarie”.

Commenti positivi all’iniziativa da parte di molti dei convenuti, rappresentativi delle diverse associazioni culturali delle Giudicarie, che hanno garantito adesione e collaborazione. Apprezzamento da parte del professor Gianni Poletti, già curatore di diverse iniziative e pubblicazioni sul tema grande guerra; di Matteo Motter, presidente del Museo della Guerra di Spiazzo, che si è soffermato sul ruolo che enti e associazioni che già operano sul territorio possono ricoprire nella riuscita del progetto Grande Guerra 2014; del presidente del Parco naturale Adamello-Brenta Antonio Caola, che ha messo in luce il collegamento tra ambiente e relitti bellici sulle cime dell’Adamello, ricco di potenzialità di tipo turistico; di Marco Zulberti, appassionato di cultura locale, che si è soffermato sugli aspetti di crescita culturale e sociale del territorio che questi progetti portano con sé, invitando a valorizzare la quantità di materiale già presente sulla guerra, monitorando e riorganizzando quando già è presente in una logica di rete.