Home Politica Comunità Giudicarie, a maggio alle urne

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Comunità Giudicarie, a maggio alle urne
Scritto da r.b.   
Martedì 24 Febbraio 2009 07:35

Comunità Giudicarie, a maggio alle urne
“L’obiettivo: le elezioni a suffragio universale”
Riforma istituzionale, parla l’assessore competente Mauro Gilmozzi

Assieme alle competenze su urbanistica ed enti locali, l’assessore fiemmese Mauro Gilmozzi ha in carico anche la delicata fase di attuazione della riforma istituzionale e dunque di transizione verso le Comunità.
Assessore, com’è lo stato di attuazione della riforma istituzionale?

A livello generale possiamo dire di aver una situazione che procede abbastanza regolarmente, nonostante la complessità di un cambiamento istituzionale come questo. Poi va detto che a fronte di situazioni già in fase avanzata come possono essere il Primiero o le Giudicarie, vi sono alcune situazioni di criticità come in Val di Non e in Valsugana.

Quali sono i tempi previsti per vedere operative le Comunità?
Abbiamo ragionato sui tempi di legislatura, che in questo caso sono quelli comunali, dunque possiamo dire che la prima fase di elezione degli organi istituzionali e dunque di delega delle prime competenze la vorremmo portare a termine entro la fine di questa legislatura comunale, che scade a maggio del 2010.
In che modo in concreto la Provincia passerà le competenze alle Comunità?
Costituita la comunità con relativi organi di governo, il presidente Dellai firmerà un decreto di cessione di determinate competenze. Un processo del genere non si fa però in uno schiocco di dita; in piccolo lo dobbiamo vedere come il processo che dallo Statuto di Autonomia del 1972 ha portato – dopo una prima grossa tranche di competenze – ad un processo di attuazione regolare e costante negli anni. Prima, però, come detto vanno fatte le elezioni come in Primiero.
Sulle modalità elettorali si è discusso molto dell’opportunità di rivederle in senso più democratico..
Sono d’accordo. Penso che, lanciate le comunità nei loro aspetti logistici e organizzativi, il prossimo passo da fare sia quello di avvicinare ulteriormente queste istituzioni ai cittadini, favorendo la partecipazione con il suffragio universale, anziché l’elezione limitata ai soli consiglieri comunali, in modo da fare arrivare la politica, nella sua accezione positiva, anche nelle valli.
Che cosa intende per politica positiva?
Intendo il portare anche nelle valli la discussione sulle cose che contano, tipo le politiche sociali, il piano paesaggistico, la viabilità, l’urbanistica pensando che la politica significa sostanzialmente competenza e responsabilità, oltre che partecipazione, o almeno così dovrebbe essere. La comunità dovrebbe diventare anche un’ottima palestra di formazione della classe dirigente del futuro.
Dunque cosa deve aspettarsi la gente delle Giudicarie da questa riforma?
Innanzitutto deve essere informata correttamente degli sviluppi delle comunità di valle, e anche la politica deve essere chiara e dire che la comunità non è un semplice consorzio di comuni, ma un’istituzione con una sua autorità precisa che ha lo scopo preciso di riorganizzare i servizi al cittadino a livello locale per ridurre i costi e migliorarne la qualità, attraverso la collaborazione dei comuni. Le Giudicarie partono da una situazione avanzata, poichè negli anni i comuni hanno già dimostrato di saper collaborare fattivamente.