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Bim del Sarca: Pederzolli, riconferma e progetti
Scritto da Administrator   
Lunedì 08 Novembre 2010 23:05

Nella seduta del 28 ottobre Gianfranco Pederzolli è stato riconfermato presidente del Bim del Sarca per i prossimi 5 anni. Per l’ingegnere di Stenico si tratta della terza legislatura alla guida dell’Ente che gestisce i proventi dei canoni per lo sfruttamento idroelettrico; la prima nomina nel 2001, poi un percorso costellato da tanti progetti e caratterizzato da un solido consenso alla sua azione all’interno dell’assemblea dei soci (i comuni) che anche questa volta lo hanno eletto all’unanimità.

Allora Pederzolli, come commenta questa riconferma alla guida del Bim?
Si tratta certo di un atto di fiducia nella mia persona che mi gratifica molto e indubbiamente un attestato di stima nei confronti della gestione del Consorzio e – penso – della validità dei tanti progetti portati avanti in questi anni e delle idee che abbiamo per i prossimi 5.

Quale giudica il risultato più importante della sua precedente legislatura?
Certamente la battaglia vinta sui canoni aggiuntivi, che ci ha permesso di strappare  un ottimo risarcimento di 67,5 euro a Kw di potenza nominale, contro i 7 euro ottenuto dalle realtà delle altre regioni. Si tratta di risorse, 11.701.406 euro circa l’anno (che sarà versato annualmente dalla concessionaria Ydro Dolomiti, subentrata all’Enel nella gestione degli impianti idroelettrici), che, come abbiamo già avuto modo di dire, vanno ai comuni che li possono utilizzare per creare servizi ai cittadini, per fare dei lavori pubblici ecc. Va detto che questi non sono soldi dello Stato, ma dell’Enel, che vanno ad intaccare il forte “ricarico” che l’Enel fa sull’energia prodotta grazie alla “nostra” acqua; si tratta di un margine che è ancora di circa il 60% dopo aver applicato i sovra canoni, che dà la cifra della ricchezza potenziale “portata via” alle nostre valli.

C’è poi il risultato, che ha rimarcato nel suo discorso all’assemblea, relativo ai canoni.
Si tratta di un risultato di due legislature. Nel 2001, quando mi sono insediato al Bim i canoni erano di 8,91 euro per Kw, mentre nel 2010 otteniamo 28,00 euro a Kw, con un incremento del 215%, passando da un introito di 1.389.160 euro l’anno ad uno di 4.365.488. Infine, tra i buoni investimenti vorrei citare l’acquisto di una quota (l’1%, costo 5milioni) della società Dolomiti Energia (che controlla il 51% di Ydro Dolomiti) e che ci ha portato un primi dividendo nel 2009 di 265.780 euro. Ora stiamo aiutando i Comuni a ricevere l’indennizzo di “occupazione di superficie” non solo per le centrali e le dighe, ma anche per le tubature e le varie infrastrutture, che vanno dunque accatastati. Come Bim ci poniamo a coordinare i comuni in questa battaglia (vedi Gdg di ottobre, ndr.).

ome spiegherebbe il ruolo del Bim ai non esperti del settore, a chi non segue particolarmente queste tematiche.
Direi sicuramente che fino a poco tempo fa il Consorzio Bim è stato prevalentemente l’Ente che ha curato i proventi della legge 953 del 1953, quella che ha istituito i canoni a livello di indennizzo dei territori che subiscono lo sfruttamento idroelettrico (tra i quali la nostra provincia e le Giudicarie in particolare giocano un ruolo strategico, con le tante derivazioni e le tante centrali). Ora, grazie anche alla disponibilità economica e di conoscenze, dobbiamo metterci in un’ottica di visione diversa, più ampia, nella quale il Bim deve recitare un ruolo importante per proporre progetti sovra-comunali nel campo dell’energia, ad esempio promuovendo programmi sull’efficienza energetica, sia su edifici e rete pubblica sia quella privata. Non si immagina davvero la mole di energia sprecata a causa di impianti elettrici obsoleti. Allo stesso modo possiamo parlare del ciclo dell’acqua, che spesso viene sprecata anche a causa di acquedotti malridotti. Ecco il Bim dovrà collaborare coi comuni per lavorare sulla razionalizzazione di queste importanti risorse.

Obiettivi per i prossimi 5 anni.
Abbiamo in cantiere tante cose. Chiaramente il Bim non abdica dal suo ruolo di propulsore di progetti, dunque continueranno le iniziative a sostegno di comuni e privati per l’efficienza energetica e l’abbellimento delle case, oltre al sostegno all’associazionismo e alle scuole. Detto questo ci sono poi i progetti di ampio respiro. Il primo è quello di diventare proprietari almeno delle piccole centrali sul nostro territorio, quella della Rocca e quella dell’Arnò, una battaglia che abbiamo già iniziato trovando resistenze ma che porteremo avanti e per la quale abbiamo già accantonato le risorse. Il sogno ovviamente sarebbe quello di acquisire anche quelle grandi. Poi c’è il suggestivo progetto del Parco Fluviale del Sarca.

Ce lo spieghi
Si tratta di un progetto da mettere in campo in sinergia coi comuni e con il Parco Naturale Adamello-Brenta, che consiste nella valorizzazione dell’intero corso del fiume Sarca, una grande ricchezza per la comunità. La “giurisdizione” del Bim ne copre l’intero corso, dunque potremmo fare da regìa a questo progetto, oltre che sostenerne in parte i costi: a disposizione possiamo avere 940mila euro annui. Concretamente, si tratta di ripristinare le originali arginature del corso d’acqua, mettendole in sicurezza ove occorra, creare zone relax, con giochi per bambini, aree sosta, vegetazione, valorizzare anche a fini turistici alcune bellezze straordinarie come ad esempio il canyon del Limarò. Mi preme dire che la costituzione del Parco fluviale non prevede assolutamente il divieto di pesca, anzi nel progetto rientrerebbe la costituzione di luoghi di aggregazione e di pesca sportiva.