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Na césa nóa per San Lorènz
Scritto da Administrator   
Giovedì 08 Luglio 2010 07:35

I giovani recuperano la cultura locale - Na césa nóa per San Lorènz - Lo spettacolo dei ragazzi dell’istituto comprensivo delle Esteriori pone l’accento su storia e tradizione dei nostri paesi.

Coltivare la memoria, riscoprire le tradizioni e la cultura delle generazioni passate, costituisce un grande valore sociale all’interno di qualsiasi comunità per favorire il senso di appartenenza alla comunità stessa ed il recupero delle “radici” storiche.
Da diversi anni, anche all’interno di tutte le scuole dell’Istituto Comprensivo “Giudicarie Esteriori”, agli alunni viene proposta l’attività di “Curricolo o Cultura locale”, disciplina che fa conoscere ai bambini e ragazzi le caratteristiche specifiche del territorio nel quale vivono, affinchè possano diventare anche per loro un prezioso patrimonio da salvaguardare per il futuro.

 
Nell’anno scolastico 2009-2010, la scuola primaria di San Lorenzo in Banale, attraverso la realizzazione dello spettacolo itinerante “Na cèsa nóa per San Lorènz”, ha scelto di attuare un progetto di grande valenza didattica, che ha coinvolto non solo bambini, insegnanti e genitori ma l’intera comunità di San Lorenzo, la scuola dell’infanzia del paese, la banda di San Lorenzo e Dorsino e diverse associazioni, in primis la Pro Loco.
Il 2010, infatti, per San Lorenzo, è un anno molto importante, che ricorda il centenario della costruzione della Chiesa dedicata al patrono di cui il comune porta il nome.


Nell’ambito delle diverse manifestazioni ed iniziative per la celebrazione di questo evento, l’insegnante Miriam Sottovia, docente di italiano in pensione ed esperta di storia locale, ha scritto per la scuola un copione nel dialetto dell’epoca, che ricostruisce la storia dell’attuale chiesa. Basandosi su documenti reali, ripercorre diverse vicende: le discussioni, i ripensamenti, le votazioni del Consiglio Comunale di allora che scelse di non ingrandire la chiesa esistente, ma preferì una nuova costruzione, la posa della prima pietra, la consacrazione dell’edificio avvenuta molti anni più tardi. Il protagonista principale, che fa da filo conduttore all’intero copione, è impersonato dal parroco di quel tempo, don Antonio Prudel, impresso ancora nella memoria dei più anziani, che superò ogni sorta di difficoltà per consegnare ai parrocchiani un tempio più grande e spazioso del precedente. (Adesso nella vecchia chiesa, sconsacrata e completamente ristrutturata, è ospitato il teatro comunale)
Da gennaio in poi, i bambini, divisi in gruppi guidati da tutte le loro insegnanti, hanno iniziato “un viaggio a ritroso”, cercando di comprendere quella storia, di capire il dialetto (cosa non certo semplice e scontata), di imparare al meglio le parti loro affidate, immedesimandosi nei diversi personaggi o nei narratori.
Con l’aiuto dei genitori, nonni e di numerose persone disponibili, sono stati recuperati indumenti ed oggetti adeguati al periodo storico, attivando una preziosa collaborazione che ha permesso la riuscita dell’iniziativa.
La conclusione del progetto si è concretizzata infine con l’organizzazione dello spettacolo itinerante, attraverso le frazioni di San Lorenzo, ricostruendo in sei scene, tutte le fasi che portarono  all’edificazione della chiesa.
Il 29 maggio dunque, più di 70 piccoli attori, vestiti come 100 anni fa, emozionatissimi ma entusiasti e “calati” nel loro ruolo, si sono ritrovati all’esterno del teatro comunale per iniziare lo spettacolo. La gente presente, numerosissima, ha potuto così ascoltare e rivivere tutte le vicende della storia; la banda e la bandina ha accompagnato gli attori, mentre i bambini del gruppo dei “grandi” della scuola materna, anche loro trasformati in “popi de sti ani”, rallegravano gli spettatori con canzoni di un tempo. Dopo aver percorso con tutti i partecipanti, le frazioni di prato e prusa, che hanno fatto da cornice a quei fatti tanto lontani, lo spettacolo si è concluso all’interno della chiesa, con la soddisfazione di tutti e con i ringraziamenti del sindaco Gianfranco Rigotti.