Home Attualità Bim, non solo opere pubbliche

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Bim, non solo opere pubbliche
Scritto da Gianfranco Pederzolli*   
Sabato 08 Maggio 2010 13:46

Leggendo sullo scorso numero del Giornale delle Giudicarie l’articolo “Bim, è permesso suggerire” di Mario Antolini Musòn, ho trovato alcuni spunti di discussione e – da presidente del Bim del Sarca-Micio-Garda - mi sento di fare qualche precisazione e aggiungere ulteriori elementi di dibattito su un tema, quello dell’utilizzo delle risorse dei Bim, che ritengo di fondamentale importanza per la comunità.

La notizia che ha suscitato la riflessione di Muson era quella del “tesoretto” di 10 milioni di euro annui che i comuni Giudicariesi avranno a disposizione da quest’anno; secondo il suo parere questi soldi dovrebbero essere utilizzati maggiormente per “la popolazione nel suo insieme” anzichè “annualmente distribuirli per opere pubbliche ai Comuni”. Ovviamente il Bim negli anni ha fatto entrambe queste cose, ma è impossibile tralasciare che, a norma di legge, sono in definitiva i Comuni i destinatari degli indennizzi dei sovracanoni idroelettrici, con il Bim che svolge un ruolo di coordinamento e di distribuzione di questi fondi. È difficile però capire a fondo i termini della questione senza fare un breve escursus  storico.
Tutto è cominciato con la legge 959/1953, con la quale i Bim hanno vinto la loro battaglia per ottenere finalmente quei risarcimenti dai concessionari idroelettrici (SISM – ENEL – EDISON)  dovuti per lo sfruttamento delle acque delle nostre valli (che hanno comportato la costruzione di dighe, briglie e svasi impattanti per il territorio). Si è trattato di una data storica, in cui un diritto sacrosanto della montagna è stato riconosciuto nella misura di 1.300 lire per Kw di potenza nominale media installata.
Altra data importante, dal punto di vista economico, è stata quella della L. 925 del 22 dicembre 1980, quando questo indennizzo, bloccato da 30 anni circa, è stato rivisto a 4.500 lire per Kw. e sucessivamente indicizzato. Era quello il periodo in cui i Bim italiani si erano riuniti in una Federazione per contare di più a livello nazionale e far valere le proprie rivendicazioni nonché le problematiche delle popolazioni di montagna.
Ma è  soprattutto in questi ultimi 10 anni che, con il continuo lavoro della Federazione dei Bim (che include i 4 Bim del Trentino, Sarca, Chiese, Adige e Brenta) si è approdati dapprima  a due sensibili rivalutazioni dei sovracanoni  e poi all’emanazione della legge 290 del 2003 (alla stesura della quale ho contribuito assieme al presidente del Bim dell’Adige Renato Vicenzi) che va ad indennizzare il sistema dei pompaggi dagli svasi che interessa alcune realtà trentine e in seguito il  Decreto Marzano, nel quale per la prima volta si introduce il concetto che i Bim possano essere risarciti non solo in denaro, ma anche in energia elettrica, aprendo così la strada ad interessanti prospettive di commercializzazione dell’energia sul territorio. Nel 2004, infatti, i Consorzi Bim sono diventati formalmente “soggetti elettrici” e con tale norma possono commercializzare l’energia ritirata in sostituzione dei sovracanoni, portando ad una sopravvalutazione del canone stesso dal 20 al 40%.
Fatto questo escursus storico che contestualizza la situazione, possiamo dire che l’impegno del Consorzio Bim del Sarca-Mincio-Garda è stato sempre all’insegna dell’assolvimento della propria funzione statutaria, che è quella di creare sviluppo e progresso economico per le popolazioni di montagna.
Questo significa innanzitutto un ruolo del Bim che non è solo inquadrabile come quello di “distribuzione” dei sovracanoni ricevuti dall’Enel ai Comuni - funzione che comunque è effettiva e statutaria - ma anche come regìa per incentivare comuni e privati ad investire con convinzione nel progresso tecnologico e nelle innovazioni. Questo significa anche mettere in campo delle iniziative che riguardano il sociale, promuovere l’aggregazione.
A titolo di esempio potrei citare di seguito alcuni importanti progetti  promossi dal Bim negli ultimi 7 anni. In primis potrei citare “Piano Colore” per l’abbellimento delle facciate dei centri storici, un piano importante che dal 2003 ad oggi ha creato un volume di investimenti totale di 7 milioni e mezzo di euro con un contributo del Bim (al 30%) di 2.246.262 per 755 domande. Un’iniziativa importante sia sotto il profilo economico, grazie all’indotto creato, sia sotto il profilo del recupero dei centri storici.
Altro progetto significativo è quello per la diffusione del fotovoltaico, iniziato nel 2007, con 247  domande soddisfatte e un contributo Bim di 367mila euro che ha mosso un indotto di 3.952.000 euro di investimenti, ma soprattutto ha dato impulso alla diffusione delle energie pulite in Giudicarie.
E ancora, un piano di abbattimenti della quota di interessi sui mutui della prima casa dal 2002 al 2010 di circa 14milioni, con un contributo Bim di 530mila euro, un progetto per stare vicini ai giovani che investono sulla casa.
Idee interessanti, che si rivolgono direttamente ai cittadini e li sostengono nei loro investimenti.
Dal punto di vista più sociale cito solo due iniziative, come il piano di informatizzazione delle scuole nel biennio 2006-2008 per totali 600 mila euro e il piano di sostegno delle biblioteche comunali e di nuovi spazi di lettura tutt’ora in corso per 284mila euro, oltre al costante sostegno alle iniziative culturali del Centro Studi Judicaria e delle tante associazioni che operano sul territorio. Come dire, il Bim non è solo sostegno ai Comuni e alle opere pubbliche, ma anche attenzione al sociale, ai progetti dei cittadini. Dunque le cifre girate dai Bim ai comuni o i progetti messi in campo direttamente dal Consorzio hanno inciso e incideranno positivamente nella vita dei cittadini, dunque è difficile concordare con Muson nel passaggio in cui dice dice che le risorse hanno preso “infinità di canaletti senza che le popolazioni giudicariesi in quanto tali se ne siano accorte”.
Del resto è vero, la cifra di cui disporranno i Bim è sostanziosa e si può pensare “in grande” e farlo assieme ai comuni e alla Comunità di Valle. E, aggiungerei, insieme a chiunque abbia idee innovative e proposte sul “come” fare crescere le Giudicarie e in questo l’articolo di Muson è un segno positivo di interesse e di condivisione attorno all’attività del Bim che è giusto ci sia e può aiutarci a migliorare e a rendere più incisivo il nostro compito.
*presidente del Bim del Sarca-Mincio-Garda