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I Cavalieri di Rio Cherio
Scritto da Administrator   
Domenica 06 Dicembre 2009 10:16

I Cavalieri di Rio Cherio. Il “Come eravamo” della nostra valle. Nel romanzo “naif” di Adelino Amistadi storie di vita di paese in cui ciascuno si può riconoscere.

Non si pensava, certo, che Adelino Amistadi, personaggio noto in Giudicarie e in tutta la provincia per la sua intensa ed affermata attività politico-amministrativa, avrebbe coronato la sua presenza fra il suo pubblico con un’opera letteraria di consistente contenuto umano e sociale e sostanziata da una prosa che si potrebbe definire manzoniana, sia per la descrizione attenta e peculiare dei protagonisti, che per le fitte pagine dai lunghi periodi che ci riportano ai lontani ricordi della lettura in classe del romanzo del “padre” di Renzo e Lucia.

Nel “racconto naif” dell’Amistadi sono proprio i protagonisti e le loro personali vicende che intessono le innumeri righe dei XXVII capitoli e che riportano il lettore in quei vecchi paesi di montagna animati e vivacizzati, per tanti secoli, di quell’esemplare tessuto sociale, che la modernità del Duemila sta spazzando via con evidente danno esistenziale vuoi per i singoli individui che per l’intera comunità.
Attraverso le avvincenti pagine dell’Adelino si rivive – per chi ha qualche anno sulle spalle – quell’atmosfera paesana che è stata tipica nei nostri paesi trentini fino a pochi decenni fa, e si ha la netta sensazione di trovarsi nuovamente fra personaggi e situazioni già vissuti, in prima persona, nelle piazze, lungo i sassosi vicoli, in chiesa, all’osteria, nella stalla… col parroco, col calzolaio, col cacciatore, col vachèr, col meccanico vecchia maniera ma anche con i lòfer e con quelle tipiche figure caratteriali, che arricchivano e vivacizzavano, pur con la loro povertà e le loro stramberie, la comunità che sentiva di aver bisogno anche di loro e della loro presenza.
Si tratta di un racconto di vissuta umanità, quasi allo strato brado, ma ricca di emozioni, di sentimenti e di un “fare”, forse terra terra, ma sostanziato da quell’essenza di “uomo” e di “donna” dal Creatore voluta, coltivata e conservata nella costituzione stessa di ogni individuo, indipendentemente dal rango sociale e dalla eventuale istruzione. Ricchissima la serie dei personaggi – uno diverso dall’altro, uno più interessante dell’altro – che intessono la trama di una vita di paese reale e presente in ogni comunità contadina di qualche tempo fa. Impossibile soffermarsi sui singoli protagonisti, uomo o donna, giovane o vecchio, perché ciascuno sa esprimere la propria identità con una ricchezza di sfaccettature e di particolari che solo l’attento ed appassionato lettore potrà suggere di pagina in pagina.
Nel Rio Cherio ciascun lettore ritroverà il proprio paese; in ogni personaggio avrà l’impressione di riconoscere i propri e indimenticati compagni di viaggio. Ed i lettori più giovani – se lo vorranno – avranno l’opportunità inusitata di venire a conoscere una identità di vita ormai svilita da uno strano progresso socialmente distruttivo; e nel contempo avranno la possibilità di puntare lo sguardo verso valori di convivenza comunitaria e di rapporti interpersonali ancora carichi di suggestionanti insegnamenti.
Una lettura piacevole, anche perché soffusa di quel sapore di sopita e soffusa ironia che stava nella vita stessa di un tempo, quando – pur fra le baruffe ed i contrasti propri dell’umanità in quanto tale – si sapeva vedere anche il lato comico e meno tragico delle cose e delle persone e si era capaci di “riderci sopra” quasi ad alleggerirsi della fatica quotidiana. Un libro che mancava nella letteratura che riguarda la nostra vecchia gente “di tutti i giorni”. (m.a.m.)

ADELINO AMISTADI, I cavalieri di Rio Cherio. Racconto naif. Copertina: disegno di Amedeo Marchetti. Litotipografia Alcione, Trento, Ed. Curcu & Genovese, Trento, 2009. F.to cm. 15x21, pagg. 444, in brossura. € 16,00.