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Vita con i cani
Scritto da Il Saltaro delle Giudicarie   
Lunedì 13 Settembre 2021 21:39

“Vita da cani!” una frase antica come il mondo per significare una vita difficile, irta, piena di spine e difficoltà, ma negli ultimi tempi ha tutt’altro significato. Infatti possiamo tranquillamente dire che “vivere da cani” oggi non è per niente sinonimo di vita povera, vita grama, anzi, tutt’altro! Ormai i cani da compagnia, di tutte le razze e taglie, oggi conviventi nelle case di quasi tutti gli italiani, son ben tenuti, eccome!, coccolati, ipernutriti da scatolette dal contenuto esotico, c’è persino il salmone dell’Atlantico, fra le scatolette di cibo pregiato. Chiariamo, non posseggo cani, sono solo un attento osservatore dei cani e dei loro padroni A proposito si dice ancora padroni o è politicamente scorretto?...perché quando si parla di cani bisogna stare attenti ai proprietari...si offendono facilmente.

Ho fatto una ricerca  che mi ha dato risultati roboanti: le famiglie italiane con un cane sono circa 7 milioni, ormai il 20% degli esercizi turistici accetta la presenza di cani, ed ogni estate vengono abbandonati a sé stessi circa 100.000 cani, anche se gli enti che difendono i diritti dei cani sono 450. Fatti un po’ di conti, con le famiglie italiane che sono circa 22 milioni, una famiglia su tre possiede un cane. Non poche direi. Io sono però convinto che siano aumentati di molto in questi ultimi anni, soprattutto osservando le sempre più numerose cachette di cane sui marciapiedi e lungo le stradine di montagna. La cosa mi lascia indifferente, mi preoccupa il fatto che le famiglie senza cani stanno diventando minoranza  e la cosa mi preoccupa vista la crescente arroganza di chi li possiede. Certo che quando vedo un uomo o una donna passeggiare con un cane la mia mente va in fibrillazione. E mi chiedo:”Chi è al guinzaglio?” Infatti a me pare che sia il cane a condurre il proprietario in giro e non il contrario. Osservateli bene: il cane è sempre davanti al proprietario, accelera il passo ed il proprietario lo rincorre, all’improvviso si ferma e il proprietario si ferma, poi riparte sulla destra e il proprietario lo segue sulla destra...poi a sinistra, e tutti a sinistra,. Un cane educato dovrebbe comportarsi in modo contrario, cioè stare un passo indietro al padrone, sia che sia libero, sia che sia al guinzaglio, tanto per rispettare le gerarchie. La mia famiglia, quand’ero piccolo, possedeva cani e gatti in abbondanza, questo per dire che non ce l’ho con gli animali anzi. Ma ognuno dovrebbe stare al suo posto.

Sono nato in una famiglia di contadini. Cani e gatti hanno sempre vissuto con noi, ma mantenendo un posto da “animale”, mangiavano i resti della tavola e ne erano contenti,  tutto sommato ben tenuti, mai maltrattati, ma non imbambolati da baci e carezze come si tende a fare oggi.

Negli anni ho potuto notare come sia cambiato il rapporto uomo-animale, tanto da sentir dire da più persone che il loro cane non è un animale, ma una “persona” di famiglia. Infatti non sono pochi i proprietari che che dicono all’animale in questione “vieni dalla mamma...” o “vai dal papà...”  quando lo si coccola in famiglia. Ancor peggio è quando un genitore lo si sente dire al cane “su...vai da tuo fratello!” mandandolo dal figlio (del genitore, non del cane!). Se fossi un figlio di quella famiglia mi sentirei offeso a morte. Insomma, oggi la maggior parte delle famiglie che hanno un cane lo trattano come un parente stretto, guai a toccarglielo, a parlarne male, sono ormai convinte di quanto sia giusta la storica frase, attribuita a Socrate, mica a uno qualsiasi: “PIU’ CONOSCO GLI UOMINI E PIU’ AMO GLI ANIMALI”.

A questo punto addio confronto con il vicino di casa, è molto più facile parlare con il proprio cane che minimo ti adora, non ti contraddirà mai (anche perché non è ancora in commercio un cane parlante), ti è grato della pappa calda e del cestino per dormire, e non si metterà mai in concorrenza con la tua personalità. Naturalmente sto parlando dei cani d’appartamento, non dei cani-cani, quelli che vivono per strada e che conoscono ancora bene il rapporto di subalternità da tenere con l’uomo. I cani-cani sono ancora veri cani, secondo le regole antiche.

Conosco un malgaro, mio amico, che ha un cane e una quarantina di vacche in malga.  Questo malgaro ama il suo cane e gli è molto utile perché lo aiuta quotidianamente nel suo lavoro. Guai se non avesse il cane con lui sulla montagna a radunar le vacche al pascolo. Lo comanda col tono di voce, lo zittisce con un comando se abbaia all’amico che lo va a trovare, e quando camminano insieme è sempre un passo dietro di lui. Lo tratta bene, ma non lo vezzeggia, lo nutre bene, ma non con croccantini e carne scelta, se piove lascia che sia il cane a cercarsi un riparo, d’inverno dorme nella stalla, comunque mai in casa. Lo cura se sta male, ma non piange se per qualche motivo lo si dovesse eliminare. Possiamo allora  dire che questa persona non ami il suo cane perché non gli dice “vieni dal papà...” o perché lo sgrida quando non obbedisce, o perché non gli indossa il cappottino d’inverno? Purtroppo ci sono famiglie che esagerano, e non sono poche. Queste persone lasciano che il cane si addossi con prepotenza a chi entra in casa abbaiando in modo assordante, è il cane che accoglie a modo suo l’ospite...a nulla valgono gli ordini “stai giù-sta giù...” detti sorridendo dai padroni di casa orgogliosi del loro cane maleducato, “...non ti preoccupare il cane non fa nulla...” e magari hai già il polso della giacca fatto a pezzi dai morsi del cane che non fa nulla. Quando poi si è a tavola, il cane è presente con il suo muso sulla gamba di qualche ospite e in un modo o nell’altro i padroni distribuiscono al cane bocconi dai loro piatti. Anche questo è permesso? Ma sono davvero queste le persone che amano gli animali? Un amore così profondo da metterli al prima posto rispetto al ospite-amico?A questo punto quando uno ti da dell’ “animale” dovremmo essere contenti come una pasqua. Porco cane che rottura ‘stì animali amici dell’uomo!

Ho raccolto la “filippica” del sindaco Filippo sulla situazione canina del ventunesimo secolo a me del tutto sconosciuta. Il vostro Saltaro si scusa e farà presente nell’alto dei cieli la necessità di mettere ordine su questa terra che va di giorno in giorno sempre più alla rovescia. Rimettiamoci in carreggiata, torniamo ai giusti valori, non è mai troppo tardi, magari incominciando proprio dai cani...Amen