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Vasco a Trento, per Fugatti uno spot o una trappola?
Scritto da Ettore Zampiccoli   
Lunedì 13 Settembre 2021 21:39

Qualcuno ha scritto che la bellezza salverà il mondo. Più modestamente noi ci chiediamo se il concerto di Vasco Rossi salverà Maurizio Fugatti. La notizia è ormai conosciuta. L’ha lanciata lo stesso Fugatti sul suo profilo Facebook qualche settimana fa: Il 20 maggio del prossimo anno Vasco Rossi, cantante rock ormai un po’ stagionato, terrà un concerto a Trento. Così ha deciso la Provincia e in tal senso è stato sottoscritto anche un bel contratto, che sarà gestito dalla Trentino Marketing e del quale non è che si sappia più di tanto. L’annuncio ha scatenato entusiasmi – soprattutto in casa leghista – e anche tante critiche, a cominciare da quelle di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di qualche partito di opposizione. Ma quali i pro e quali le perplessità? 

 

Subito la grancassa provinciale ha detto che il concerto porterà nuova notorietà al Trentino con ricadute sia turistiche che economiche. Non ricordo chi ha sparato la cifra di 14-15 milioni di indotto. Incuriositi abbiamo interpellato il Resto del Carlino che, in occasione del concerto di Rossi nel 2017, aveva realizzato una specifica ricerca. Ebbene con 250 mila spettatori l’indotto sul territorio (pernottamenti, ristorazione, spese varie ) era stato calcolato tra i 2,5 ed i 3 milioni. Per Trento si prevede un afflusso di 120 mila persone. I conti sono presto fatti, ovvero l’indotto difficilmente raggiungerà i due milioni di euro.  Quindi quella del 14/15 milioni è una panzana per buttare fumo negli occhi. Quanto alla notorietà il Trentino ha già una reputazione in ambito turistico riconosciuta in Italia e in Europa. Un concerto rock, per il tipo di prodotto che offre ( mordi e fuggi ) non ha alcuna ricaduta turistica. Come i ritiri di calcio provoca sì una presenza ed una spesa interessante nel corso dell’evento ma poi non ha effetto traino. A Modena non è che nei mesi successivi al concerto siano aumentati gli arrivi e le presenze. Idem anche qui. Nei mesi successivi non ci saranno turisti che sceglieranno di far vacanza in Trentino perché Rossi ha tenuto un concerto a Trento. Per i fans di Rossi la location del concerto è assolutamente secondaria. Se si vuol fare un serio ragionamento di marketing bisognerebbe analizzare il tipo di prodotto, l’attinenza che ha col territorio e le sue caratteristiche ecc. Ci sono eventi in Trentino che hanno svolto un ruolo importante per la promozione del territorio, come ad esempio I Suoni delle Dolomiti, che da 20 anni e oltre valorizzano il territorio ed il paesaggio trentino. Ma un concerto rock che ci azzecca con l’offerta turistica identitaria del Trentino? Potrà essere una serata di sballo musicale ma niente di più.

Però costerà, ma quanto costerà? Qui cominciano le dolenti note. Non si sa molto del contratto. Ad esempio: per il noto cantante quale sarà il costo di ingaggio? Non si sa. La Provincia - ovvero la Trentino Marketing - avrà una percentuale sui biglietti venduti? Pare proprio di no. Invece la notizia trapelata è che sessantamila biglietti saranno riservati al pubblico dell’Euregio. E il Fatto quotidiano informa che di questi sessantamila biglietti quelli invenduti saranno acquistati dalla Provincia e/o dalla Trentino Marketing. E che ne farà la Trentino Marketing e la Provincia? Prima o poi qualcuno dovrà pur spiegarlo. L’altra notizia certa è che la Provincia metterà a disposizione di Rossi e della sua équipe 300mila euro per ospitalità, soggiorni e viaggi e che la Trentino Marketing si farà carico delle spese di pubblicità e promozione dello spettacolo. Naturalmente ci saranno poi le spese per la realizzazione dell’arena nella quale si svolgerà il concerto ( area a sud di Mattarello ) : si parla di un intervento di due milioni di euro. Nel programma si aggiunge anche l’organizzazione di una grande mostra dedicata a Vasco Rossi. Sempre il Fatto quotidiano informa che per la mostra sono già pronti 200 mila euro. Insomma alcune cose sono certe: questo concerto costicchierà un po’, certamente le spese saranno superiori all’indotto, Vasco Rossi non rischierà molto se è vero che qualcuno compererà i biglietti invenduti. Poi c’è da conteggiare il caos di quei giorni. Già è stato detto che quel giorno uffici pubblici e scuola saranno chiusi per non intralciare la marcia di avvicinamento dei tifosi all’area del concerto. Si parla di 40 mila autovetture e vien da chiedersi dove, in un imbuto come quello di Mattarello, le metteranno. Ma siamo certi che la Protezione civile ed i vigili del fuoco risolveranno tutto: altre spese da mettere nel conto! A naso questo concerto, servizi compresi, costerà alla Provincia, cioè ai contribuenti trentini, poco meno di 3 milioni di euro. Lasciamo perdere poi la decisione di assegnare, nell’occasione, a Vasco Rossi la targa di Trentino onorario. Onorario di che? Forse volevano dire oneroso.

Insomma e per farla breve: ma vale la pena? L’opposizione ha detto e scritto che Fugatti vuol costruirsi un grande spot, uno spotone, elettorale. Sul fatto che ci sia un ritorno elettorale dubitiamo viste le collocazioni politiche di Rossi e dei suoi seguaci. Quel che temiamo, invece, è che Fugatti si sia messo una corda al collo o qualcuno gliela abbiano messa. Basterà un piccolo incidente, qualche disordine, magari un intervento della Corte dei Conti e per Fugatti il concerto potrebbe diventare un trappolone. Non sappiamo se il concerto lo abbia fortemente voluto Fugatti o glielo abbiano cucinato i suoi consiglieri. In ogni caso, visti i pro e i contro, forse proprio non ne vale la pena. Però ci sono davanti diversi mesi e Fugatti è sempre in tempo a ripensarci.