Home Il Saltaro Aspirazioni immortali e delusioni terrene

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Aspirazioni immortali e delusioni terrene
Scritto da Il Saltaro delle Giudicarie   
Domenica 04 Ottobre 2020 09:25

La gente ne ha piene le palle della casta. Lo ha confermato alla grande i recente referendum. Quando si tratta di dare addosso ai politici il popolo accorre convinto. Quasi all’unanimità gli Italiani hanno tagliato il numero dei Parlamentari. A dir il vero avrebbero voluto tagliar loro anche la lingua ed altre parti sensibili del corpo, ma sarà per la prossima volta. Si sperava che il covid-19 facesse una adeguata selezione, niente da fare, anche il covid-19 di fronte alla casta china il capo e torna in Cina. 

I nostri politici mica sono come noi poveri mortali, loro sono da sempre immunizzati, l’aria del Parlamento fa miracoli, hanno superato nei secoli l’epatite alcolica diffusa, le droghe, ed altre cento porcherie, per loro il covid-19 è poca roba. Tutt’al più serve per andare sui giornali a farsi compatire. Poverini i nostri politici, con tutto il lavoro che sono chiamati a fare, c’è anche il virus a distrarli! Ma di solito passano oltre, intrepidi, anche perché non hanno nessuna intenzione di morire, non vogliono andarsene, per loro il paradiso è sulla terra, dove trovano un luogo in cui star meglio che nelle loro ville principesche un po’ in tutt’Italia, coccolati e adulati da ogni genere di leccapiedi? Anche perché  non è che il Paradiso celeste sia loro garantito. Nonostante le preghiere e le raccomandazioni, lassù non c’è niente da fare. Bene che vada dovranno sostare per qualche secolo in purgatorio, sono troppe le cose da farsi perdonare dal buon Dio. Lassù non si compra nessuno. Il Paradiso non è l’Italia. Lassù ci va solo chi lo merita, e i politici, in gran parte, non sono graditi. Oddio, ci sono fra di loro anche persone per bene, ma sono in netta minoranza. Le statistiche divine segnano un gradimento del 5-6% degli attuali politici. Non di più. Il che è tutto dire. Oh, certo, i nostri sono ben consci della loro situazione e intanto rimandano la loro dipartita in tutti i modi poi si vedrà. A dar loro coraggio e speranza è arrivata l’ultima genialata del Berlusca. Oddio, ne ha dette tante, una più o una meno….ma l’ultima è molto interessante,  riguarda appunto l’ora della dipartita.  Lui non ci pensa neanche, dice che abbiamo mezzi e ricerche capaci di prolungare la vita ben oltre il secolo, oltre i cento anni: “Se la durata media della vita è stata di poco superiore ai vent’anni sino all’Ottocento, di quarant’anni all’inizio del Novecento, ed è arrivata oggi a ottant’anni, perché non si può davvero arrivare in un futuro prossimo a centovent’anni vissuti in buona salute?” Questo grazie alla medicina, al DNA e con l’uso delle cellule staminali. “La vita è un dono che ciascuno di noi deve saper spendere virtuosamente e intensamente”. Che è un po’ quello che da cinquant’anni fa il Berlusca, senza badare a spese, e senza particolari problemi di coscienza. Per lui non sarà comunque un problema arrivare a centovent’anni; auguriamogli tanta salute! Però, a ben pensarci, per noi poveri mortali, alla fine non è che ci piacerebbe molto vivere così a lungo. La prospettiva di vedere i nostri politici arrivare fino a 120 anni è inquietante. Se poi i politici fossero tutti come il Berlusca sarebbero guai grossi per l’Italia intera. Questo è il ragionamento niente male del sindaco Filippo. “Personalmente penso che allungare l’aspettativa di vita sia controproducente e non ci sia niente da guadagnare. Ma ci pensate se accadesse veramente…!!! Quante tasse saremo obbligati a pagare? Senza contare che il limite dell’età pensionabile arriverebbe a cent’anni. Adesso almeno quando si va in pensione, se riesci a goderti vent’anni di riposo (magari con una pensione da fame) è già una buona cosa, immaginatevi ritrovarvi a 120 anni a godervi la pensione spendendola per cateteri e bombole d’ossigeno...” dice la sua l’Abele seduto con i suoi sodali al solito tavolo nell’osteria della Maroca. Ha ascoltato il sindaco Filippo e non ha nessuna intenzione di seguire il Berlusca nelle sue stramberie. “Già… in politica poi ci vuole un sano ricambio, giovani rampanti capaci di dare una svolta a questa povera Italia, non dei vecchietti che per dare il loro voto in Parlamento appoggiano la dentiera sul pulsante. E purtroppo non occorre neanche aspettare il futuro che dice il Berlusca, purtroppo il nostro Parlamento è vecchio di suo e, come il pesce, è da tempo che ha cominciato a puzzare...”. Conclude l’Osvaldo Caccola che come al solito la mette sempre in politica. A questo punto interviene Ezio la Volpe, stranamente silenzioso da troppo tempo, intento nei suoi pensieri costantemente impuri: “E le donne, cosa ne faremmo delle donne oltre i cent’anni? Già dopo i sessanta cominciano ad arrugarsi come un campo arato di fresco, immaginatevi a cent’anni… avrebbero valli e monti un po’ dovunque come la carta topografica del Trentino...” Ezio la Volpe è fatto così, quello che pensa lo dice e punto. “Non ti preoccupare, Volpe, le donne sanno sempre come cavarsela, un vestitino alla moda, qualche ritocchino chirurgico, le donne fanno sempre la loro bella figura...” conferma l’Archimede. “Fermi, interviene il Lingia, con le pretese da don Giovanni sempre alla ricerca della preda da spalmare, sono tornato ieri dal mare, e vi spiego io come se la cavano le donne...non vi dico del covid-19 e dei distanziamenti che mi hanno reso la vita impossibile, le donne se la cavano fregandoti… quando sosti in albergo per il rinfresco pomeridiano, è da dio, vedersi sfilare davanti donne d’ogni età… io di solito mi concentro sulle over 40-50, data la mia età, con quella mi piacerebbe …con quella no... viste così quasi quasi sono tutte promosse, la percentuale delle candidate per un po’ d’intimità varia dal 70-80%, ma poi quando le stesse donne le ritrovi in spiaggia, neanche più le riconosci e la percentuale cala ad un misero 10-15%, e con fatica anche con queste poche...” Il Lingia è ormai un fiume in piena, cerca di recuperare buon umore dopo le delusioni patite negli ultimi tempi.  Probabilmente è proprio l’abbigliamento che fa la differenza, una donna vestita ha la possibilità di insaccare la cellulite nei collant o nei yeans, ma quand’è spogliata in spiaggia, è tutta un’altra cosa, solo indossare un paio di zeppe alte da loro un minimo di slancio, per il resto è tutto esposto al naturale...Me le sono guardate bene, me le sono classificate: c’è la donna Ferrari da corsa, larga di posteriore per evitare di derapare in curva,  c’è la donna ramo secco, che mi ricorda la mantide religiosa, quella che uccide il maschio dopo l’accoppiamento,  c’è poi la tardona rigorosamente in topless che fa scappare persino le zanzare, e infine la donna elefante che quando si muove mette in pericolo tutta la zona d’intorno...e poi tutta una serie di altre tipologie che non vi dico per non farvi andare di traverso il buon vino della Maroca…,  una delusione dopo l’altra, basta mare, basta sofferenze...basta frustrazioni, meglio la montagna, poche ma buone...Credete a me, le donne sui cent’anni sarebbero ancora peggio, donne da ospizio, meglio rimanere come siamo, al diavolo il Berlusca, questa è la mia opinione...”  “Lingia sei sempre il solito, ti ho detto mille volte che l’aspetto fisico delle persone non conta nulla, il corpo è solo un involucro e il suo valore è dato dal contenuto...e la donna in quanto a contenuto, a dispetto di tante battute e barzellette, si è spesso dimostrata superiore all’uomo per sensibilità, spirito pratico e capacità...E checchè ne dicano i “mascoli”, in nessun uomo al mondo è possibile trovare la loro grazia e la loro delicatezza. Tenetevele care, ed anche nei solchi cutanei che appaiono nell’autunno della vita vedremo scorrere solo rivoli di quel grande amore e di quella ricchezza interiore di cui il mondo non può farne a meno...” Queste sono le considerazioni del vostro Saltaro per concludere una discussione estremamente interessante al tavola dell’osteria della Maroca. Meditate gente, meditate.