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Quattro consiglieri per le Giudicarie, un risultato storico
Scritto da Administrator   
Lunedì 05 Novembre 2018 07:45

Comunque la si guardi queste elezioni provinciali saranno una data storica per le Giudicarie, per i quattro eletti e per la possibilità di almeno tre di loro di rivestire un ruolo importante nel prossimi esecutivo provinciale. Non è però un inedito. Già nel 2003, infatti, le Giudicarie piazzarono ben 5 consiglieri tra gli eletti; con Adelino Amistadi vi erano anche Remo Andreolli, Margherita Cogo, Roberto Bombarda e Iva Berasi, a cui si aggiunse per un periodo anche Tiziano Salvaterra. Alcuni di loro anche come assessori; ma va detto che allora la giunta era formata da 12 componenti, e il meccanismo della “porta girevole” favoriva la possibilità di consiglieri non eletti di venire ripescati in Consiglio. Da allora con le nuove regole, pochi rappresentanti per le Giudicarie, nell’ultima legislatura il solo Mario Tonina.

Questo 2018 ci consegna invece 4 eletti e alcuni che hanno rischiato l’elezione per poco.

Iniziamo da Roberto Failoni, secondo in assoluto della lista vincitrice, la Lega Nord, con 2.336 preferenze totali, e più votato in Giudicarie con oltre 1.900 preferenze. L’imprenditore di Pinzolo e assessore alla comunità di Valle, è stato capace di catalizzare il voto leghista nella sua Rendena e ad ora è in pole position per un ruolo in giunta provinciale, probabilmente da assessore al turismo essendo Failoni albergatore e componente del consiglio della rappresentanza di categoria Unat. Distanziatissimi gli altri candidati locali della Lega, Cinzia Parisi a 579 voti e Piercandido Rio penultimo a 174.

Mario Tonina cambia partito ma non cambia il risultato elettorale; giunto negli ultimi giorni nelle fila di Progetto Trentino, è stato capace di portare con sè i voti dei popolari  e, con 2.496 preferenze, di sopravanzare nettamente tutti gli altri candidati di lista, doppiando Alessandra Sordo Sicheri, l’altra candidata giudicariese (ferma a 1.299 e prima dei non eletti) e bissando così l’elezione del 2013 ottenuta con l’Upt. Per lui un possibile incarico da assessore all’agricoltura, tematica da sempre cara a Tonina.

 

Ottimo il risultato anche per Mattia Gottardi; il sindaco di Tione fa centro al primo tentativo e con 2.056 preferenze si pone come il più votato della Civica Trentina, secondo partito della coalizione di centrodestra di Maurizio Fugatti. Gottardi ha capitalizzato un ottimo risultato nel suo comune (444 preferenze), con ottimi risultati anche a Sella Giudicarie, Porte di Rendena, Borgo Lares e Tre Ville, risultando il secondo più votato nelle Giudicarie alle spalle di Failoni, con circa 1.600 voti. Anche per lui si parla di un posto in giunta provinciale, con il ruolo di vicepresidente. Alle sue spalle il fondatore della Civica Trentina, Rodolfo Borga, poi, al terzo posto e prima dei non eletti, Vanessa Masè, con oltre mille preferenze, che anche stavolta come accaduto nel 2013 con Amministrare il Trentino, sfiora di un passo l’elezione in Consiglio provinciale. Molto più staccato l’altro candidato di Civica Denis Dall’Alda, con 265 voti.

 

All’opposizione ci sarà un altro giudicariese, Alex Marini, di Storo, che è risultato il più votato della lista del Movimento 5 Stelle; i grillini, con il 7,23% a livello provinciale, hanno ottenuto meno di quanto pronosticavano i sondaggi, però Marini - presidente dell’associazione Più democrazia in Trentino - con 766 preferenze raccolte per metà nelle Giudicarie e per metà nel resto del Trentino ha saputo battere la concorrenza di D’Alterio e Zanella, suoi principali competitors.

Fino a qui le note positive, con i quattro eletti.

A Remo Andreolli non sono bastati 1.014 voti per conquistare un seggio in Consiglio, nonostante una discreta prestazione; la lista del Pd piazza Giuliano Beltrami al decimo posto con 790 preferenze, mentre Francesca Rodigari si ferma a 261, molto distanti dai risultati dei candidati del 2013. In Forza Italia Bruna Cunaccia si deve accontentare di 262 preferenze e del sesto posto di lista; benino Chiara Guetti nel Patt, dove conquista 517 voti, ma è ben lontana dagli eletti.

Tre delusioni elettorali arrivano dalla Val Rendena. In primis l’unico candidato dell’Unione per il Trentino di tutte le Giudicarie, Barbara Costanzo di Pinzolo, ferma a soli 63 voti, di cui 6 nel suo comune. Dire che il partito di Dellai era abituato in Giudicarie ad altri numeri è quasi scontato. Poi Matteo Masè dell’Udc, che - nonostante la campagna elettorale con l’ex vicepresidente del consiglio provinciale Nerio Giovanazzi - ha portato a casa solo 111 voti totali; meglio, si fa per dire, Silvana Frank, appena più sopra con 151 preferenze.

Maluccio anche Sergio Binelli, anima giudicariese di Agire per il Trentino: solo decimo in lista con 126 voti, mentre l’altra candidata Grazia Castellini si è fermata 81.

Poi c’è Vincenzo Zubani, che aveva optato per la singolare scelta di candidarsi e poi dire pubblicamente di non votare lui ma Paolo Ghezzi: di certo gli elettori lo hanno “accontentato”, per lui solo 174 voti. Meglio Flavia Frigotto, sempre in Futura 2018, con 363 preferenze personali. Seguono poi Ascanio Zocchi di Storo, 60 voti con Autonomia Dinamica, Daniele Costantini che negli Autonomisti Popolari ha fatto 55, staccando l’altra candidata, Elena Molinari, di 3 preferenze. Infine Casapound con Andrea Cipolla che si piazza sesto in lista, ma con soli 31 voti.