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Giù le mani dai fiumi
Scritto da Administrator   
Sabato 04 Marzo 2017 23:01

 

Dmv sta per Deflussi Minimi Vitali, una sigla che i giudicarlesi hanno imparato a conoscere negli anni, legata all’utilizzo dell’acqua dei fiumi locali, in particolare la Sarca e il Chiese, per la produzione di energia idroelettrica. La questione ruota attorno a questo che indica quel quantitativo di acqua che deve necessariamente essere rilasciato, a valle di un opera di presa, per garantire ed assicurare la sopravvivenza delle comunità biologiche acquatiche, la salvaguardia del corpo idrico e in generale di tutte quelle attività che riguardano il fiume, dalla pesca all’irrigazione. 

Nel 2009 la Provincia chiese ai grandi derivatori un rilascio di 4,8 litri al secondo per chilometro quadrato, innalzando fortemente la soglia del Dmv che nel resto d’Italia ha un valore che si attesta attorno ai 2 litri per chilometro quadrato. Oggi la giunta provinciale, in ottemperanza ad un’indicazione che era contenuta già nei provvedimenti del 2009, ha siglato un accordo con Hydro Dolomiti Energia per la diminuzione dei rilasci. Questo il contendere che vede su fronti diversi gli amministratori giudicarlesi e quelli provinciali, pur se va detto che la Provincia con l’assessore Gilmozzi si è mostrata, dopo la gaffe iniziale di siglare una delibera senza consultarsi con i territori, aperta al passo indietro  e al dialogo mancato, con un mea culpa arrivato a stretto giro di telefonate dopo i primi incontri sui territori.In ogni caso, il “no” giudicariese alla diminuzione dei rilasci di acqua nei fiumi della vallata è stato ribadito in un documento siglato in Comunità delle Giudicarie - ma anche dai due Bim e dal Parco - che, con diplomatica fermezza, chiude la porta ad ulteriori prelievi. La richiesta, alla fine della pagina e mezza del documento, è molto chiara: “Sospendere gli effetti dell’accordo approvato annullando le previsioni di ricalibrazione dei rilasci dei Dmv dai fiumi Sarca, Chiese e Palvico mantenendo gli attuali livelli”. Il territorio – sindaci, Comunità delle Giudicarie, Parco Adamello Brenta, Bim del Chiese e Bim del Sarca - dice no all’accordo fra Provincia e Hydro Dolomiti Energia per un maggiore sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua giudicariesi. “Un atto responsabile e rispettoso dei rapporti istituzionali che riconosce l’impegno della Provincia autonoma di Trento nel corso dell’ultimo decennio per tutelare l’ambiente naturale e per favorire lo sviluppo sostenibile – scrivono in apertura gli amministratori - ma che afferma nel contempo un chiaro indirizzo delle comunità locali in merito allo sfruttamento idroelettrico dei fiumi”. Ergo, uno spazio per dire qualcosa sulla gestione dei propri fiumi lo vogliono anche gli amministratori locali e l’analisi della situazione attuale è lontana dalle conclusioni provinciali: “I corsi d’acqua del nostro territorio hanno raggiunto, ad oggi, un livello di qualità ecologica, ambientale e paesaggistica più elevato rispetto al passato. Si tratta di un risultato positivo, dopo molti decenni di degrado e di depauperamento della risorsa idrica quand’anche non distribuito in maniera omogenea, persistendo fattori di criticità lungo alcuni tratti dell’asta principale e degli affluenti. Questo risultato parziale non può essere considerato un traguardo raggiunto, quanto piuttosto un nuovo punto di partenza”. Insomma, dagli attuali livelli si deve partire, non ridurli: si parla di “grave perdita di qualità degli elementi dell’ecosistema fiume in termini di qualità dell’acqua, di mantenimento dei valori naturalistici ed ittici, di capacità autodepurativa oltre che di qualità  paesaggistica, con una conseguente perdita di valore in termini di qualità della vita con ricadute negative di carattere socio-economico e turistico”. Anche per il futuro, proseguono gli amministratori: “Si ritiene che i quantitativi degli attuali deflussi debbano rappresentare il livello di base della trattativa in previsione della messa a bando e/o rinnovo delle concessioni sulle grandi derivazioni”. Il documento si chiude con “l’auspicio che la Giunta provinciale vorrà assicurare un migliore coinvolgimento della Comunità, dei Sindaci, dei Presidenti del Consorzio BIM del Sarca e del Chiese e degli amministratori locali sulle tematiche attinenti la gestione delle risorse naturali e del territorio, rimaniamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento”. Come a dire, nei toni pacati propri del dialogo democratico e istituzionale, la prossima volta che si pensa di toccare paesaggio e ambiente conviene prima parlarne con i rappresentanti delle comunità locali per evitare flop come la rimodulazione dei Dmv.