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Ehhh le donne, Croce e delizia!!
Scritto da Administrator   
Venerdì 10 Giugno 2016 06:20

Eh...le donne! Croce e delizia fin dai tempi antichi. Con tutto il rispetto, da Eva in poi, più croci che delizie. Questo sembrava essere il pensiero condiviso dai sodali al bar della Maroca.

 

C’erano tutti: l’Abele saggio di mente e di cuore, il Mansueto, bilioso e ruspante, l’Archimede, che ha fatto le commerciali, l’Osvaldo Caccola, l’assetato, l’Arcadio, pesante di corpo e di pensiero. La Maroca era affaccendata per i fatti suoi, era di turno il nipote Vincenzo, del tutto disinteressato, intento com’era a “chattare” con quelle macchinette strambe, tablet e compagnia che ormai ti spazzano il tempo. Con loro, per l’occasione, s’è mischiata l’Orsolina, per dare un tocco di femminilità al gruppo. Non che l’Orsolina frequenti le osterie per vizio, lo fa per solidarietà con gli amici che, spesso, sono una miniera di sapienza, di conoscenze e di sagacia antica. Niente da invidiare ai Cenacoli del settecento, il secolo dei lumi.

Dalla Maroca i lumi s’accendono tutti i giorni ad ogni ora, sempre più brillanti e pregni di buon senso e di verità sacrosanta. L’argomento del giorno è più che mai attuale, le donne, gli uomini e le loro storie d’amore. E’ l’Archimede che introduce. E’ stata Eva a rovinare tutto. S’è dimostrata subito inaffidabile e invadente, ed era l’unica allora ad abitare la terra, e già combinava guai a non finire. Così da allora gli uomini impararono a tener a bada il sesso debole, si fa per dire.

L’Archimede non sa esattamente come andarono le cose, ma di certo gli uomini cominciarono a prendere le misure e a diffidare. L’amore non esisteva a quei tempi, non era stato ancora inventato il cinema, nè si stampavano teleromanzi, c’era attrazione fisica, normale, e chi più ne aveva più ci dava dentro, cosi c’era chi si impossessava di più donne e chi rimaneva senza. Abitavano tutti assieme, con qualche foglia di fico a ricoprire le vergogne e poco altro. Così se la spassavano i più gagliardi, gli arroganti e le facce di bronzo. Rimanevano a secco i timidi, i prudenti e i molti che ancora diffidavano delle donne per via di Eva. E le cose andarono avanti per secoli nelle tenebre delle caverne e dei cavernicoli. Poi, usciti dalle caverne, cominciarono a regolare la convivenza, seguendo l’esempio dei branchi di bestiame che pascolavano felici, agli uomini fu data la responsabilità di procreare, non persero tempo e si dotarono di una o più femmine per fare il loro dovere.

 

D’altronde di tempo ne avevano a uffa, non avevano niente da fare. Tale condizione non semplificava la vita delle tribù, anzi, i timidi e i ritrosi erano sempre più a secco, e si lamentavano per l’arrogante intraprendenza dei loro compaesani. Allora gli uomini pensarono ad una soluzione. La più ovvia. Assalire le tribù nemiche e rapire più donne possibili per la felicità dei maschi un po’ meno maschi. E così fecero. Le prime guerre fra tribù girarono attorno alle donne. Come poteva essere diversamente. L’Abele concordava punto per punto. Ne era la prova il ratto delle Sabine perpetrato dai Romani rimasti a corto di donne. L’Orsolina, s’era eccitata, cosa stavano dicendo quei quattro magnagatti, sarà il vino, ma quelli stanno dicendo un sacco di porcherie. L’Osvaldo Caccola non aveva capito molto, ma che le donne fossero delle Croci, ne era convinto, così lui s’era ben guardata dallo sposarsi, mica voleva finire in Croce. L’Aristide voleva solo che si giungesse alla fine della storia. Già, alla fine, ma l’Arcadio ordinò un altro fiasco di vino per oliare la lingua dell’Archimede che riprese vigore. Quando la civiltà cominciò ad incidere sul genere umano, venne il momento di regolare anche il rapporto fra uomo e donna. Così si convenne che ogni uomo si dotasse di una donna in modo che ne rimanessero libere anche per chi fin allora era rimasto solo.

 

E così nacque il matrimonio inteso come convivenza fra uomo e donna. Naturalmente l’uomo, sempre molto cauto, non accettò di dotarsi della prima donna che gli veniva incontro, oh, no! Si mise in atto una vera e propria mercatura della donna da sposare. I genitori si incontravano, valutavano la donna in età di matrimonio, discutevano sulle sue doti e soprattutto sulla dote, e la donna veniva spedita a destinazione. Povera donne, neanche sapevano chi poteva loro capitare. Questa era la preoccupazione dell’Orsolina. Era così. Potevano anche andar bene, ma il più delle volte erano vecchi decrepiti che si compravano la donna più bella della comunità. Questo metodo d’accoppiare femmine e maschi non piacque a tutti, fu accettato dalle nostre parti, ma nel resto del mondo molte tribù continuarono con la poligamia fino ai giorni nostri. Da noi, in Europa, le cose andarono avanti così per secoli e secoli, le donne venivano scelte dai genitori e gli uomini si adattavano e procreavano come conigli.

 

E l’amore? Non era stato ancora inventato...per Dio, non abbiate fretta. Si muoveva qualcosa nella bassa plebe, ma più che amore era amicizia, e più che amicizia era alleanza per sopravvivere. In questo modo anche gli uomini timidi riuscivano ad accasarsi, purché fossero benestanti, i loro genitori avrebbero provveduto nel migliore dei modi. Con l’Ottocento si aprirono i sipari di una convivenza diversa e si iniziò a parlare di sentimenti. Pur sempre legati alla convenienza ed alla dote, se non altro gli aspiranti sposi si potevano conoscere prima, e se la cosa filava, si trattava per la dote, ed era fatta. E ricominciarono a soffrire le anime candide dei più schivi ed introversi che aspiranti al bello, venivano accostati alle arpie del paese, tant’è che preferirono rimanere soli per il resto della vita. E nacque la categoria degli scapoli. A questo punto fecero ampi gesti d’assenso gli sfigati, l’Osvaldo Caccola, l’Aristide e l’Arcadio, ormai rassegnati, meglio soli che mal accompagnati. All’inizi del secolo scorso le cose s’erano per gran parte evolute. Con melodrammi, i romanzi che si diffondevano un po’ dovunque, si cominciò a parlare d’amore come fosse miele da versare sulle coppie che si sposavano. Poi venne il cinema, poi i fotoromanzi, e la convivenza uomo-donna divenne poesia quando le cose andavano bene e tragedia quando andavano male.

E col passare del tempo, s’è giunti ai giorni nostri, dove ormai regna il caos più totale, anche perché è esploso l’amore. E, per fortuna, ci si sposa solo per amore. Dove l’amore sembra essere la panacea d’ogni coppia. E’ l’amore che ti fa sposare. Salvo divorziare dopo pochi mesi, Quando va bene, dopo qualche anno. L’amore è fatto così, passa e ripassa, e ti lascia per strada. A rimetterci ancora una volta gli uomini che rimangono soli. E sono sempre più numerosi. Il problema esiste e bisogna risolverlo. Un sindaco dei nostri progettò di andare in Tailandia, “cargare” un aereo di belle donne e portarle in paese per sistemare tutti i suoi scapoli. Bella idea, ma un po’ complicata. E allora? I sodali, a bocca aperta, si guardavano l’un l’altro in attesa di risposta. Adesso sono le donne che comandano e ci fanno pagare tutte le ingiustizie a cui ci avete sottoposte per secoli e secoli. Sembra dire l’Orsolina. Ma che colpa ne abbiamo noi? I nostri avi agivano in buona fede, era così che girava il mondo...intervenne l’Abele. Adesso subite ed obbedite, se volete trovarvi una donna, vecchi caproni che non siete altro. L’Orsolina inesorabile. Ci fu un momento di pausa e d’imbarazzo. Ma il Vincenzo, nipote furbacchione, salvò capra e cavoli. “Ehi, guardate qui, ecco...un box che fa per voi: “La donna giusta per voi”. E ficcò sotto il naso dei suoi avventori il tablet con una reclame a piena pagina. “Avete problemi o difficoltà ad incontrare una donna? Niente paura! Ehi, siamo nel 2016, siamo nell’era dei computer...qui vi offrono la donna giusta, quella che fa per voi, per tutte le vostre esigenze e per le occasioni. Vi serve una donna che vi prepari la carbonara come si deve? Ce l’hanno. Vi serve una donna intellettuale, ma non mi sembra il caso, comunque ce l’hanno...Vi serve una focosa che conosca il Kamasutra a memoria, ne hanno un assortimento vastissimo. Insomma donne per tutti e per tutti i gusti. “Sporcaccione...” urlò la zia Maroca che aveva assistito alla scena. Ma Vincenzo più che mai preso dallo stupore degli amici che l’ascoltavano spiegò: “Te le fanno su misura e a richiesta.

 

Vi ricordate, una volta spedivano a casa, gratuitamente, quei cataloghi di vendita per posta, Vestro e Postal Market? Ecco, immagino che se ti iscrivi a questo sito ti spediscono a casa il “catalogo completo 2016 delle donne giuste”. Tu scegli con calma il modello preferito, fai l’ordine e ti mandano direttamente a casa, con corriere espresso, in elegante confezione regalo, la tua donnina perfetta. Adesso poi che è estate, magari ci sono i saldi estivi, le offerte promozionali. Quella foto carina che appare sul tablet, con tanto di ombelico all’aria e apparentemente disposta ad incontrare chiunque, anche l’orso bruno dei nostri boschi, è solo una reclame. Come dire che di donne come quella ce ne sono a migliaia, e pronte a mostrare anche il resto….” conclude il Vincenzo. “Orpo, allora ci sono donne per tutti...c’è speranza anche per noi!” esclama soddisfatto l’Osvaldo Caccola. Non ci saranno più scapoli. Mi sembra giusto...” “Dai Vincenzo insegnaci come si fa che proviamo, io voglio una donna in carne, che sappia rastrellare fieno e governare le vacche...Ci sarà?” Chiede l’Aristide. “E io ne voglio una che sappia andare col trattore, con tutto il letame che devo spandere, mi ci vorrebbe proprio...” Disse convinto l’Arcadio, agricoltore di razza. “A me piacerebbe bella grossa e robusta, che mi aiuti a caricare le balle di fieno...” Disse a sua volta l’Osvado Caccola. “ Ehi Vincenzo, se è così, io avrei la mia da rottamare. Ormai la Teresa è vecchia come il cucco e ne ha sempre una, credi che me la cambino con una che almeno sia senza dentiera e non puzzi di aglio?” Gli sembrò di cogliere l’occasione l’Abele. “Ma quel “Cerca gratis” che significa? Che è gratis la ricerca? E’ gratis il catalogo? Oppure e’ gratis la ragazza?” Concluse l’Archimede per essere preciso. “Vabbè ho capito, lasciamo perdere, disse allora sconsolato il Vincenzo, restate come siete, questa è roba per gente moderna, mica per cavernicoli come voi….” Che sia vero? Che il futuro sia fatto di cataloghi per uomini e per donne? Che tutto il resto non conterà più niente? Che tutto sarà “business”, distacco, estraneità, insensibilità, cinismo?  nostri sodali si guardarono negli occhi stralunati, avevano perso il filo, forse erano fuori tempo, forse non erano in grado di capire...forse...forse… “Portane un altro fiasco, Maroca, che dobbiamo chiarirci un po’ le cose…” Urlò l’Osvaldo Caccola. E Vincenzo chiuse il suo tablet e se ne andò scrollando la testa.