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Turismo a Campiglio e Rendena: aumento consistente degli stranieri
Scritto da Administrator   
Mercoledì 06 Aprile 2016 22:53

Le Casse Rurali di Pinzolo e Adamello Brenta hanno presentato recentemente a Madonna di Campiglio un’analisi dettagliata del settore turistico in Trentino ed in particolare hanno studiato i bilanci di un campione significativo di strutture alberghiere ottenendone una fotografia precisa della situazione economica e delle ricadute sull’economia locale.

Lo studio presentato da Alessandro Antoniolli, analista di Cassa Centrale Banca e da Fabio Grazioli, esperto finanziario di Scouting-Finanza per l’impresa, prende in esame un campione di 504 alberghi corrispondenti ad oltre il 44% delle strutture degli otto principali ambiti turistici del Trentino.

Dai dati emerge un quadro complesso e variegato, nel quale prevalgono sicuramente le luci e la fiducia in un futuro positivo per un settore che, nonostante la grave crisi economica degli ultimi anni, può mostrare numeri favorevoli e soprattutto presenta margini di miglioramento che possono essere raggiunti con una strategia comune.

Le presenze nella scorsa stagione invernale nell’ambito di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena sono state oltre 611 mila, con un aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente e del 11,1% rispetto all’inverno 2009/10. All’interno di questo trend positivo si assiste ad una diminuzione consistente dei turisti italiani provenienti da Lazio (–15%) e Lombardia (-18%) e contemporaneamente un aumento considerevole dei turisti stranieri con in testa i polacchi (+54% ), russi (+116% - però in diminuzione nelle ultime stagioni a causa dell’embargo), inglesi (+103%), cechi (+36) ma con aumenti significativi anche per i tedeschi, belgi, lituani e ucraini.

Un mercato con sempre maggiori turisti stranieri (quasi il 30%) e con difficoltà di tenuta per gli italiani, colpiti dalla crisi economica che si riflette significativamente sulla capacità di spesa.

Dal campione di hotel analizzato in Val Rendena emerge che i ricavi medi e i ricavi operativi delle strutture sono minori rispetto agli altri ambiti, ma mentre gli hotel quattro stelle hanno performance di bilancio maggiori della media trentina, i tre stelle presentano delle criticità, con performance inferiori e soprattutto, con maggiori difficoltà a generare cassa e a rientrare del debito nei tempi stabiliti. Il tempo di rientro degli investimenti è superiore ai 30 anni per gli alberghi a 3 stelle mentre è significativamente inferiore e quindi molto più vantaggioso per le strutture ricettive a 4 stelle. Gli hotel, inoltre, hanno un tasso di occupazione dei posti letto più basso rispetto alla media trentina e anche alla media delle altre valli (62,2% è il tasso di occupazione nei 3 stelle in Val di Fassa, 64,2% in Val di Sole e 49,3% in Val Rendena; mentre nei 4 stelle la percentuale è, rispettivamente, del 66,3%, 69,8% e 58,4%).

Per la presidente della Cassa Rurale Adamello Brenta, Monia Bonenti, si tratta di dati significativi che servono a tutti, a partire dalle banche, per capire meglio la situazione del mercato ed indirizzare gli investimenti nelle strutture.

Per Riccardo Maturi, Vicepresidente della Cassa Rurale di Pinzolo, i dati che misurano le performace dell’economia locale devono servire come stimolo per migliorarsi e lavorare per fare sistema al di là dei personalismi, per un futuro di sviluppo, nonostante le sempre maggiori difficoltà.

I dati dimostrano l’esigenza, sottolineata dal presidente dell’Azienda per il Turismo Marco Masè, di qualificare ulteriormente l’offerta e cominciare a migliorare i tassi di occupazione, a partire dai periodi di stagione come l’inizio del mese di luglio e di settembre.

Positivi i segnali che si possono cogliere, per Francesco Bosco, direttore delle Funivie di Campiglio, con record di passaggi sulle piste a gennaio, febbraio e marzo e con una Ski area di oltre 150 chilometri di piste perfettamente innevate grazie agli investimenti di questi ultimi anni ed in particolare grazie alla realizzazione del laghetto Montagnoli, che viene preso ad esempio da moltissime stazioni invernali delle Alpi.

Il Sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini ha constatato come sul territorio manchino alcune strutture turistiche, precisando che le risorse per realizzarle ci sarebbero se il Comune avesse a disposizione i 3 milioni (oltre 5 se si contano anche altri comuni della Val Rendena) che quest’anno ha dovuto versare alla Provincia quale extra-gettito per il fondo di solidarietà che poi va a beneficio di tutti gli altri comuni, anche importanti e strutturati come Trento e Rovereto.

Secondo Gianfranco Salvaterra, direttore della Cassa Rurale di Pinzolo la situazione è buona, “Rileviamo un andamento positivo e assistiamo alla crescita del turismo. Ad oggi non vi è alcuna rata scaduta, da parte degli hotel, nei pagamenti dei mutui. C’è però bisogno di pensare agli hotel a 3 stelle, che hanno bisogno di riqualificarsi e trasformarsi in 4 stelle in modo da raggiungere i risultati positivi in termini di redditività come dimostrano i dati presentati. Problemi di riqualificazione esistono per il settore extralberghiero dove non si sono fatti investimenti significativi in questi ultimi anni”.

Anche per Marco Mariotti, direttore della Cassa Rurale Adamello Brenta, chi ha investito sulla qualità delle strutture alberghiere ha avuto riscontri positivi e bisogna continuare in questa direzione. E’ necessario concentrare le forze per attirare sempre più turisti stranieri che gradiscono le nostre proposte e non presentano problemi di disponibilità economica come per gli italiani.  C’è inoltre la necessità di intraprendere dei percorsi di razionalizzazione e semplificazione delle istituzioni, già avviati come le fusioni dei Comuni, ma che dovranno riguardare anche il settore del credito locale.

Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing, ha presentato un quadro generale delle tendenze del turismo a livello mondiale e della collocazione del Trentino in questo settore. Mercato mondiale nel quale il Trentino si trova a competere con un’offerta sempre più diversificata e concorrenziale che va dall’ambiente alle città turistiche classiche. Ha evidenziato in particolare i punti forti della nostra proposta turistica (ambiente con le Dolomiti patrimonio dell’Umanità e Parco Adamello Brenta ma anche una ski area molto attraente e qualificata), precisando che dovranno esserci delle scelte coerenti da parte di tutti gli attori interessati sia pubblici che privati. “Su alcuni aspetti, quale la proposta estiva, siamo deboli” ha sottolineato “in questa direzione dobbiamo lavorare tutti insieme per migliorare i tassi di occupazione delle strutture e per ampliare la stagione turistica con offerte mirate ed innovative”.