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Terrore a Bruxelles, dove andremo a finire?
Scritto da Administrator   
Mercoledì 06 Aprile 2016 22:52

Settimana santa, settimana di passione. Poi la Pasqua di Resurrezione. Il vostro Saltaro è afflitto e desolato di come le cose di questo mondo siano ormai fuori controllo. Ne succedono di tutti i colori. 

Da Bruxelles ci giungono immagini tragiche di guerra spietata. Guerra su tutti i fronti d’Europa, Italia compresa, guerra dell’Isis alla nostra cultura millenaria. Guerra strana. Guerra moderna. Dove il nemico c’è e non c’è. Si palesa con stragi inumane, ma poi sparisce, svanisce nelle mille città del mondo.

Un nemico senza esercito, senza generali, senza confini. Un nemico subdolo che spara nel mucchio, uccidendo innocenti e colpendo i valori più sacri della nostra civiltà. Kamikaze che si fanno saltare in aria nei posti di maggior passaggio della nostra quotidianità: aeroporti, stazioni, metropolitane, stadi, cinema, teatri, compiendo stragi inenarrabili. Un nemico sparso in mezzo mondo, nel Medio Oriente, in Africa, in Asia, contro il quale non ci sono mezzi idonei per affrontarlo. Non ci sono fronti, trincee, linee di difesa: tutte cose delle guerra antiche. Oggi si gioca a chi è più spietato. E noi, che non lo siamo per cultura, civiltà e religione, rischiamo di soccombere.

 

Sorpresi? Nessuno può definirsi sorpreso, quel che è successo a Bruxelles è un’altra battaglia della guerra che i terroristi islamici hanno dichiarato alla nostra civiltà occidentale. Un’altra battaglia delle tante che ci sono state un po’ in tutto il mondo e che ci saranno anche in futuro. Anche in Italia perché no? Siamo tutti sotto tiro. L’Archimede il saggio mi disarma con una delle sue sentenze: “Dovevamo aspettarcela”! Li abbiamo lasciati entrare in casa nostra, in nome di un Dio giusto e misericordioso li abbiamo accolti, vivono con noi, mandano i figli a scuola con i nostri. E loro e i loro figli ci ringraziano combattendoci!” Parole sante dice l’Abele affranto: “E’ il fallimento di tutto quanto s’ è fatto finora. E’ il fallimento dell’accoglienza. Che se ne tornino a casa...” Scandalo degli scandali. Come si fa a dire certe cose. L’accoglienza è un dovere. Noi siamo stati accolti in tutto il mondo. Siamo un popolo di migranti. Così la pensano le anime buone, quelle che dettano le regole del bon-ton, i salottieri, i sacristi, al sicuro nelle loro ville, lontane da ogni pericolo. E smettiamola di parlarne in termini negativi. Siamo attenti a come parliamo se vogliamo mantenere la nostra credibilità. Saremo anche in guerra, ma non lo si può dire, si passa per sciacalli che speculano sulla paura. Siamo invasi da milioni di africani, arabi, musulmani che ormai sono padroni di mezze città e stanno arrivando anche nei nostri paesini di montagna, ma non si può protestare, fai la figura del retrivo, del rozzo troglodita che non capisce l’evolversi della globalizzazione. Nella moschee italiane si predica l’odio verso l’Occidente e si incita alla guerra santa. Si reclutano e si addestrano i terroristi, ma non possiamo dirlo, altrimenti (secondo le anime belle della sinistra…) alimentiamo l’odio, il razzismo l’omofobia. E allora, per evitare di passare per incivili, capitoliamo e zitti e mosca.

 

Poi senti dire che gli immigrati sono pochi e ne dovremo accogliere almeno altri 400.000. Pensi sia una imbecillità, non ci credi, poi scopri che a dirlo è stata Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, e allora ancora una volta devi stare zitto, mai potrai mettere in dubbio le parole della terza autorità dello Stato. Solo l’On. Santanchè l’ha detta giusta, ma lei può, ha l’immunità parlamentare: “Onorevole Santanchè non le sembra che la presidente Boldrini parli troppo?” domanda il cronista. “Non è che parli troppo, dice sciocchezze che è ancora peggio...” risponde l’onorevole. Bella risposta, ad hoc, una delle poche indovinate dall’onorevole in questione. Ma non puoi applaudire perché altrimenti ti passano per un berluschino, il che è tutto dire. Poi senti un altro vip affermare che è vero, è in atto un’invasione araba dell’Europa, ma non è detto che sia un male. E ancora una volta devi tacere per non apparire un cattivo Cristiano. Il Re è nudo, nessuno sa cosa fare, ma non lo si può dire.

 

Così, tutti d’accordo, siamo in guerra, ci mettono le bombe sotto il culo, ma non possiamo nemmeno lamentarci. Moriremo in silenzio. Ma diciamolo piano, altrimenti diranno che facciamo le vittime! Considerazioni mie, solo, mie, fortissimamente mie. Il vostro Saltaro ogni tanto perde (a ragione…) la trebisonda. A lui si accodano in perfetta sintonia i suoi mitici sodali, rappresentanti del popolo. Quello vero, quello umile, quello che lavora, quello che soffre, quello che tira avanti la baracca col suo sudore ed i suoi sacrifici per permettere alla presidente Boldrini e soci di continuare ad aprire bocca, come è loro diritto, al netto delle cose che ne usciranno.