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PD, segretario cercasi
Scritto da Administrator   
Mercoledì 06 Aprile 2016 22:44

La situazione politica è in continuo mutamento e i congressi delle tre principali forze della maggioranza provinciale rappresentano per questo altrettanti momenti importanti per il futuro del Trentino. Di certo non si può dire che si tratti di passaggi scontati o senza colpi di scena, tanto che dopo l’Unione per il Trentino, sembra che anche il Patt dovrà ripetere il congresso.

Upt – Dopo il congresso del 23 gennaio, quello vinto da Tiziano Mellarini e che ha registrato l’inusitato abbandono dell’assemblea di Lorenzo Dellai e dei suoi sostenitori vistisi soccombenti in termini numerici, la cronaca registra la convocazione di una nuova assemblea, il 27 febbraio, per sanare l’incompatibilità del ruolo di segretario di Mellarini con quello di assessore provinciale. Tenutasi all’aeroporto Caproni, ha visto gli iscritti esprimersi nettamente per il sì (circa 70%) al cambio dello statuto; dunque Mellarini resta assessore e segretario. Ora inizia il percorso di recupero dell’anima popolare dell’Upt, e di avvicinamento e dialogo alle civiche.

Da par suo Dellai ha risposto alla sconfitta nel modo che gli è più congeniale: fondando – assieme ad una quarantina di sostenitori nella sala circoscrizionale di Gardolo - un nuovo movimento, “Autonomia e partecipazione”. Dove porterà questa avventura non si sa: di certo l’ex-presidente della Pat si conferma un virtuoso della fondazione di movimenti e partiti. Basti pensare che – dopo aver dato alla luce con Rutelli ad “Alleanza per l’Italia”nel 2009 - dal 2013 quando fu eletto a Roma con la lista “Scelta Civica” di Monti, ha fondato il partito “Popolari per l’Italia”, è transitato nel gruppo parlamentare “Per l’Italia”, ha recentemente dato vita alla nuova associazione/partito “Democrazia Solidale” e ora “Autonomia e partecipazione”.

 

Patt – Gli autonomisti hanno celebrato il congresso il 13 marzo, davanti alla platea gremita del Palarotari di Mezzocorona: un’assemblea che ha incoronato Franco Panizza confermandolo come segretario, segnando la vittoria del Patt “di governo”. Vice di Panizza sarà il giudicariese Simone Marchiori, un tandem favorito anche dalla convergenza sulle tesi di Panizza di Walter Kaswalder (tesi Chilovi-Tamanini), da sempre nel Patt e anima critica su alcune questioni “identitarie”. Un Patt che esce dal congresso colla consapevolezza di voler essere forza centrale e propulsiva della coalizione di centrosinistra-autonomista, ed essere presene nelle comunità e nei comuni del trentino, portando avanti i valori storici del partito, attualizzati ad una realtà che cambia: confermata poi l’alleanza storica con la Svp.

Da segnalare che – nel trionfo netto di Panizza - un 24% dei voti è andato alla tesi dell’area più folkloristica, quella degli Schuetzen di Corona, che evidentemente faticano a risconoscersi nel Patt governativo, che – come ha spiegato Ugo Rossi  nel suo intervento – ha la responsabilità della guida della Provincia, con il presidente che ha rivendicato le riforme realizzate dal 2013 ad oggi sotolineando gli investimenti mirati che il Trentino sta compiendo nel campo della ricerca e delle infrastrutture (con particolare riguardo alla banda larga in fibra), la stabilizzazione delle assunzioni nella scuola, dove sono state già fatte 600 assunzioni ed altre 1600 sono in programma, la riforma della valutazione dell’operato dei dirigenti pubblici affinché siano sempre più efficienti e non più inamovibili, l’avviamento del programma di trilinguismo e non ultimo il rinnovo della concessione dell’autostrada A22.

Poi arriva il “pasticcio” Carlo Pedergnana: il consigliere comunale arcense, in lizza a sostegno della candidatura di Mauro Ottobre a segretario, si è accodato invece alla tesi di Panizza, accettando la carica di presidente del partito: un ruolo di garanzia, ma anche con buona visibilità, con Ottobre che è andato su tutte le furie.  Due giorni dopo sono spuntate sui quotidiani trentini foto del Pedergnana intento a fare il saluto romano e baciare fotografia ritraente il Duce. Sono seguite dimissioni e la necessità di convocare di nuovo l’assemblea per surrogare la carica di presidente. Dunque anche il congresso del Patt, come quello dell’Upt non finisce alla prima assemblea, ma avrà un’inevitabile coda, anche se non si sa ancora quando.

 

Partito Democratico – Sperano di cavarsela con un solo congresso, invece, nel Partito Democratico. Dopo le uscite in avanscoperta di Alessandro Olivi, intento a sfogliare la margherita del candidarsi o meno a segretario (mossa che imporrebbe le sue dimissioni da vicepresidente della Giunta provinciale) vi sono stati febbrili contatti tra lo stesso Olivi e il senatore Giorgio Tonini per sostanziare una proposta forte per il congresso del Pd trentino, costruendo una maggioranza compatta attorno a un segretario.

Manca però un leader riconosciuto, o almeno una figura sulla quale la maggioranza (il Pd più “governativo”) possa convergere: nascono dunque ipotesi svariate, con l’ex-sindaco di Rovereto

Andrea Miorandi che ha auspicato che i giovani del Pd sappiano indicare un loro candidato segretario ed ecco arrivare la candidatura di Elisabetta Bozzarelli, trentenne consigliera comunale di Trento: un gruppo (quello più “governativo”) pensa invece a Italo Gilmozzi, assessore all’urbanistica del comune di Trento, quale segretario di garanzia, anche se su di lui potrebbe pesare l’andamento tutt’altro che brillante della giunta di Alessandro Andreatta, in crisi da mesi. Resta da vedere, invece, se l’ala “sociale” del Pd con Civico, Borgonovo Re e Nicoletti esprimerà un proprio candidato e convergerà su quello proposto dal gruppo “di maggioranza”.

Ecco allora che nel baillamme generale prende quota la candidatura del giudicariese Luigi Olivieri, già onorevole e assessore presso la Comunità delle Giudicarie, interprete di una tesi che cerca di richiamare il Pd ad una maggiore attenzione alle valli e dunque al riequilibrio dei servizi fra centro e periferia, da sempre tallone d’Achille dei democratici, non per niente forti a Trento e Rovereto e più deboli nei piccoli paesi. Di certo Olivieri ha il fisique du rolle e anche la tenacia per portare una candidatura forte, magari approfittando anche del disorientamento generale di quello che comunque è il partito di maggioranza relativa del Trentino.

(r.s.)